Cavalcaferrovia delle vergogna: ora ci si mette anche un palo a ritardare i lavori

di Redazione Go Fasano martedì, 29 novembre 2016 ore 08:26

La Provincia di Brindisi ha liquidato 5 mila euro per lo spostamento di un palo ricadente nel cantiere

POZZO FACETO – Come se non bastassero i ritardi accumulati in 16 anni – da tanto si attende invano che il cavalca ferrovia della vergogna, ovvero l’opera che si sta tentando di realizzare dal 2000 lungo la provinciale che collega Pozzo Faceto a Torre Canne all’altezza della stazione di Cisternino, venga completato – ora ci si mette anche un palo della linea elettrica.
 
Nel febbraio 2012 fu stipulato il contratto tra la Provincia di Brindisi e la Gecos Gestioni Costruzioni Servizi srl di Andria, ditta che si era aggiudicata i lavori. Il 18 ottobre 2012 fu redatto il verbale di consegna dei lavori, “senza eccezioni o riserva alcuna”.
 
A distanza di 4 anni, il 6 ottobre scorso, il direttore dei lavori ha chiesto alla Società E-distribuzione Spa lo spostamento di un palo ricadente nell’area interessata dai lavori di completamento della variante con cavalca ferrovia. E nei giorni scorsi la Provincia di Brindisi ha liquidato alla Società E-distribuzione S.p.a. oltre 5 mila euro “quali oneri per lo spostamento della interferenza”.
 
Insomma un ennesimo ritardo nel riavvio dei lavori.
 
Dopo l’approvazione a luglio scorso della ennesima variante si attendeva da alcuni mesi, così come anche annunciato da fonti qualificate, l’avvio dei lavori. Ad oggi, però, non si è visto ancora nulla. Il cantiere è fermo da anni.
 
Il 18 luglio scorso il dirigente del servizio viabilità, mobilità e trasporti della Provincia di Brindisi, Vito Ingletti, ha approvato la “Perizia di Variante tecnica e suppletiva” e “atto di sottomissione e concordamento nuovi prezzi”, tutti atti relativi al “Completamento variante con cavalca ferrovia lungo la S.P. che collega la S.S. 379 con Pozzo Guacito e la S.S. 16 in territorio di Fasano, per la soppressione del P.L. al Km. 710+403”.
 
Con tale perizia di variante sono state adeguate le opere secondo le nuove specifiche tecniche di Rfi. La nuova soluzione è stata elaborata pertanto riducendo al minimo le interferenze con il sedime ferroviario in modo da ridurre al minimo le lavorazioni da svolgere in orario notturno. Ciò ha comportato un allargamento della campata centrale con conseguente progettazione anche delle campate laterali. Sono inoltre state introdotte opere migliorative dell’intera infrastruttura sia da un punto di vista idraulico (trattamento delle acque) sia da un punto di vista impiantistico (illuminazione dello svincolo).  
 
La realizzazione delle opere di cui al progetto di perizia di variante ha comportato un aumento dell’importo contrattuale di € 498.924,99 (di cui € 458.924,99 per lavori al netto del ribasso d’asta ed € 40.000,00 per oneri della sicurezza ammonta) oltre I.V.A. A tal fine la Provincia di Brindisi è stata autorizzata dalla Regione Puglia all’utilizzo delle economie di gara rinvenienti sia dai ribassi d’asta che dall’esecuzione dei lavori, come dalla eliminazione di interventi non più necessari.  
 
Alla fine, dunque, il dirigente del settore preposto della Provincia ha preso atto ed approvato la perizia di variante tecnica e suppletiva dei lavori di completamento del cavalca ferrovia, rimodulando il quadro economico dei lavori stessi, dando atto di una maggiore spesa di quasi 500 mila euro, ed approvando i nuovi prezzi. I lavori di perizia sono stati affidati alla  stessa ditta appaltatrice dei lavori principali.
 
Sul progetto di variante approvato a luglio scorso dall’ing. Vito Ingletti aveva espresso parere favorevole nello scorso mese di giugno il commissario straordinario che all’epoca guidava il Comune di Fasano, Erminia Cicoria.
 
L’intervento previsto rappresenta il definitivo aggiornamento in variante del progetto redatto sin dal 1991, aggiornato nell’anno 2000 ed approvato dalla Giunta Provinciale nell’agosto del 2000.
 
Sulla variante aveva espresso parere favorevole nei mesi scorsi anche la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Provincie di Lecce, Brindisi e  Taranto con le seguenti prescrizioni: valutare la possibilità di adeguare la struttura con un colore che sia meno visibile e impattante; modulare gli impianti illuminotecnici in modo da evitare impatto visivo e percezione paesaggistica; formazione di cortine vegetazionali in modo da mitigare gli impatti visivi delle nuove strutture; i sistemi vegetativi dovranno essere creati con piante/siepi/alberi/ecc di tipo autoctono.
 
 Il 12 maggio, poi, il Comune di Fasano aveva rilasciato autorizzazione paesaggistica a riguardo.
 
 A giugno, infine, il Commissario straordinario aveva preso atto della variante ed aveva espresso parere favorevole alla soluzione progettuale.
 
Quello del 18 luglio scorso è stato l’ennesimo atto amministrativo da parte della Provincia di Brindisi in questa vicenda che va avanti dal 2000. 
 
Approvati questi ennesimi atti e progetti i lavori dovevano riprendere. Almeno questo si sperava. Ma ad oggi non sono stati avviati. 
 
Nel frattempo ci si è messo anche un palo della linea elettrica a creare “intralcio” ai lavori. Palo che dovrebbe essere spostato a breve, stante proprio la liquidazione di oltre 5 mila euro da parte della Provincia di Brindisi alla Società E-distribuzione S.p.a.
 
 Ma vediamo di ricostruire la storia del cavalca ferrovia.
 
Il progetto esecutivo dell’opera fu approvato dalla Provincia di Brindisi il 3 agosto del 2000 (importo complessivo 3 miliardi di vecchie lire, di cui 2.250.000.000 di lire per lavori a base d’asta e 750.000.000 di lire “a disposizione dell’Amministrazione”). Nello stesso provvedimento fu stabilito che “i lavori dovevano essere portati a termine entro il 29.06.2006”. Il 19 febbraio 2001 a seguito di gara d’appalto i lavori furono affidati ad una impresa di Fasano per l’importo di 1.674.777.375 lire oltre Iva.
 
Affidate le opere e consegnati i lavori il Comune di Fasano emise, nel febbraio 2001, il decreto di occupazione d’urgenza, contro il quale fu presentato ricorso con istanza di sospensiva al Tar di Lecce da una ditta interessata all’esproprio dei terreni. Istanza di sospensiva che, però, venne respinta il 5 aprile 2001 dal Tar e così la stessa ditta avverso il respingimento del Tar presentò ricorso in Consiglio di Stato, il quale il 26 giugno 2001 respingeva l’appello proposto.
 
Si procedette, dunque, alla occupazione dei terreni e alla esecuzione di parte dei lavori. 
 
Nel frattempo, il 7 maggio 2003, il Tar di Lecce accoglie nel merito il ricorso presentato nel marzo 2001 dalla ditta interessata dagli espropri (mentre aveva respinto l’istanza di sospensiva). La Provincia di Brindisi, a quel punto, ricorre al Consiglio di Stato. Nel frattempo si rescinde il contratto di appalto per la realizzazione dell’opera aggiudicato alla ditta di Fasano, definendo i lavori svolti fino al 9 gennaio 2012, e la Provincia continua nella espropriazione degli altri terreni ad esclusione di quelli della ditta che aveva vinto il ricorso al Tar. Si arriva al 21 dicembre 2006 quando il Consiglio di Stato accoglie l’appello della Provincia di Brindisi riformando, dunque, la sentenza del Tar di Lecce, dichiarando irricevibile il ricorso presentato dalla ditta interessata dagli espropri dei terreni. Chi pensava che tutto fosse finito e che finalmente la realizzazione dell’opera sarebbe ripartita si sbagliava di grosso.
 
La Provincia di Brindisi a seguito della sentenza del Consiglio di Stato provvede, dunque, ad espropriare (siamo al mese di agosto 2008) anche i terreni della ditta che aveva fatto ricorso al Tar vincendolo in prima battuta. Avverso il nuovo decreto di esproprio parte nuovamente  un ricorso al Tar di Lecce sempre da parte della stessa ditta. Ricorso che viene respinto nel 2009 dal Tar.
 
Un tale susseguirsi di ricorsi giudiziari ha di fatto prorogato “per cause di forza maggiore” nel corso degli anni il termine di completamento dei lavori che da quello iniziale del 29.06.2006 passò al 12.02.2010 e a seguire al 12.02.2015.
 
Nel frattempo, poi, a causa della variazione di norme, la Provincia di Brindisi conferisce l’incarico per la progettazione esecutiva dell’opera ad una associazione temporanea tra professionisti.
 
Il 27 ottobre 2011 la giunta provinciale prende atto del nuovo progetto esecutivo predisposto dalla associazione temporanea tra professionisti dell’importo complessivo di € 3.353.071,51. A seguire il 29 dicembre 2011 vengono approvate le operazioni di gara e si dispone di aggiudicare in via definitiva l’appalto dei lavori ad una impresa di Andria (Bt), per un importo di € 1.573.359,34 oltre € 70.000,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso per un importo complessivo di € 1.643.359,34 oltre Iva.
 
I lavori hanno così inizio il 18 ottobre 2012. Da allora subiscono diverse battute d’arresto. 
 
Il termine stabilito per il completamento dell’opera - 12.02.2015 – viene poi prorogato “per motivi di forza maggiore” di altri 5  anni dalla  Provincia di Brindisi “fissando al 12.02.2020 la data di ultimazione degli stessi”.
 
Nel frattempo arriva una nuova variante al progetto che nelle settimane scorse è stata valutata positivamente dal Comune di Fasano e nei giorni scorsi è stata approvata definitivamente dalla Provincia di Brindisi. Ora l’iter ovvero l’opera dovrebbe – il condizionale è d’obbligo vista tutta la vicenda – andare avanti. Anche l’interferenza (della quale ci si è accorti solo ora) dovuta al palo dovrebbe essere rimossa a breve.
 
La domanda ora sorge spontanea: sarà la volta buona?
 
Ai posteri l’ardua sentenza!
 
Tempo stimato di lettura: 3’
 
 
 

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