Xylella e futuro dell’agricoltura mediterranea

di Redazione Go Fasano domenica, 5 marzo 2017 ore 08:05

Se n’è parlato a Fasano in un incontro promosso dal Movimento 5 Stelle.

FASANO- “Xylella, criticità e prospettive per l'economia pugliese” è il titolo dell’incontro tenutosi l'altro ieri, venerdì 3 marzo, presso l'ex mediateca comunale, promosso dal Movimento 5 Stelle.
Presenti il consigliere comunale Raffaele Trisciuzzi, il Consigliere regionale Cristian Casili e l'eurodeputata Rosa D'Amato.
 
"Ci sono procedure che prevedono l'importazione di prodotti agricoli pugliesi, tra cui l'olio, tramite embargo marocchino ma oggi sono bloccate. Oggi si combatte sulla questione di una ricerca libera e internazionale che riguarda le cause di disseccamento dell’ulivo – ha affermato D’Amato - A livello europeo sono stati finanziati tre progetti: il progetto Ponte a Bari e Xylella Actors, in Germania il progetto sulle malattie della xylella, progetti dell'Epsa da parte della Commissione europea con capo Bari, dove fino ad oggi non ci sono dati certi, in quanto non si sa ancora a chi sia stato affidato il servizio. Infatti il 13 marzo si deciderà in Commissione a chi affiliare il progetto e si chiederà il parere della situazione xylella. Fino ad oggi non ci sono stati richiami per un approccio trasparente, per verificare quanti soldi sono stati spesi per la ricerca sia a livello barese sia a livello europeo. Per una risoluzione è necessario l'utilizzo delle risorse disponibili, allargando la ricerca su più bandi. Ad oggi il problema che ci si pone è perché i nostri terreni non sono fertili e perché la xylella ha preso il sopravvento proprio qui nel Salento. Si pensa che oggi ci si approfitti di questa situazione sia per business sia per speculazione".
 
La parola è poi passata al consigliere regionale e agronomo Cristian Casili: "I primi disseccamenti sono apparsi in terreno di Lecce coinvolgendo 8mila ettari di ulivi. Nell'ottobre del 2013 Giovanni Martelli affermò che il problema è associato al batterio della xylella fastidiosa che ha disseccato molti ulivi. Nel 2015 si procedette allo sdradicamento di 60 alberi di ulivo. È una fitopatia che attacca più piante oltre all'ulivo e il vettore è presente su tutte le superfici. Questa situazione in campo agricolo ha determinato uno stato di abbandono generalizzato, con calo della produzione. Togliere una sola pianta non ha nessun effetto di dissoluzione del problema della xylella, abbattere non serve a nulla. A livello regionale per fronteggiare il problema si è deciso a dei monitoraggi di milioni di ettari con conseguente disseccamento. Ora i terreni del Salento, fulcro di sviluppo del batterio, sono abbandonati senza nessun monitoraggio e interventi. C'è bisogno di trasparenza e chiarezza da parte della Regione e dello Stato per la risoluzione del problema. Ci si approfitta di questa situazione di disseccamento come risoluzione del problema per business. L'ulivo è il nostro monumento in tutto il mondo. Per difenderci, insieme alla Regione, dobbiamo preoccuparci di risolvere la situazione andando a capo, dal luogo di origine del batterio, cioè dalla risoluzione dei terreni salentini, così da impedire che questa fitopatia non si diffonda a macchia di leopardo su tutto il territorio, cosa che invece sta accadendo. La xylella non si può annullare con il disseccamento degli alberi di ulivo ma si può solo abbassare, con monitoraggi continui sul territorio. Si chiede l'approvazione dell'articolo 5 di reimpianto di alberi d'olivo nei terreni sottoposti alla fitopatia perché come dice la legge d'ora in poi l'olivo sarà trattato come pianta da decoro".

 

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Attribuzione - Non commerciale

   

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