Una cena benefica del Venerdì Santo

di Marisa Cassone giovedì, 13 aprile 2017 ore 09:15

Il ricavato sarà devoluto al reparto oncologico-pediatrico del Policlinico di Bari.

FASANO- Un venerdì santo alternativo. La tradizione infatti richiede in questa giornata digiuno e astinenza ma questa volta le regole cambiano, solo per beneficenza. Domani, venerdì 14 aprile, presso il ristorante ”Il Fagiano” a Selva di Fasano si terrà infatti una cena a sei mani con gli chef Teresa Buongiorno dell’osteria “Già sotto l’arco” di Carovigno, Giuseppe Castellana del Fagiano e il pasticcere Angelo Paciello.
 
Il menù vedrà i piatti della tradizione pasquale locale rivisitati: cornetti salati con fondente di burrata e spuma di barbabietole; ovetti di quaglia allo scorzone su crostini di oro nero, sashimi di tonno, zucchina e lardo aromatizzata alla curcuma e sesamo; uovo alle terme, crema di piselli e porro croccante; calzone rivisitato all’emiliana con sponzali, pomodori regina, olive leccine, acciughe e uva sultanina; baccalà alla pizzaiola, purè di patate allo zafferano e capperi fritti; dessert della tradizione. Il tutto sarà incorniciato dai migliori vini della zona.
 
L’idea è nata da Teresa Buongiorno e Carlo Sgarbi dopo una visita alle cantine Gaja. La serata non ha alcun scopo di lucro ma il ricavato sarà devoluto al reparto oncologico-pediatrico del Policlinico di Bari e allo sviluppo di una startup da parte di un giovane studente indicato dall’Università degli Studi di Bari.

“Riscoprire i piatti poveri del Venerdì Santo significa anche riflettere sul significato legato a questo giorno e all’attenzione nei confronti di chi povero lo è sempre – ha commentato sull’iniziativa don Gino Copertino, parroco della Selva – riscopriamo pure i piatti poveri per farci sollecitare una maggiore attenzione, attraverso la beneficenza, verso i più bisognosi e i meno fortunati”.

 
 
 
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Attribuzione - Non commerciale

   

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