Il coraggio e le verità di Don Lorenzo Milani

di Marisa Cassone mercoledì, 11 ottobre 2017 ore 09:26

Ieri, un incontro sulla figura del sacerdote ed educatore, in occasione del 50esimo anniversario della scomparsa.

FASANO- “Don Lorenzo Milani – Parresia e libertà della coscienza” è stato il tema dell’incontro tenutosi ieri sera, martedì 10 ottobre, presso l’Auditorium dell’Istituto di istruzione secondaria superiore “Leonardo da Vinci” a Fasano, curato dalla Fondazione “Gaudium et Spes”, le parrocchie della zona pastorale di Fasano e della zona pastorale di Fasano Sud.
 
Molto partecipato, l’incontro è stato occasione per presentare una “fotografia” dettagliata di Don Milani, vescovo di Barbiana, sacerdote fiorentino vissuto tra il 1923 e il 1967 distintosi anche come docente, scrittore e soprattutto educatore, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario della morte.
 
La serata, aperta dal priore di Fasano Don Sandro Ramirez e dai saluti della dirigente scolastica Maria Stella Carparelli, ha visto la partecipazione del prof. Sergio Tanzarella, ordinario di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, e del vescovo della diocesi Conversano-Monopoli mons. Giuseppe Favale.
 
Il prof. Tanzarella, relatore dell’incontro, è uno dei curatori dei due volumi dell’Opera Omnia di don Milani, recentemente pubblicati da Mondadori.
“Vorrei cominciare citando le parole di Papa Francesco pronunciate sulla tomba di don Milani: ‘Vorrei essere un prete come lui’. Ecco, il papa con queste parole lo rappresenta come un modello di prete” ha affermato Tanzarella, sottolineando come Don Lorenzo Milani sia stato ed è ancora un esempio per la comunità cristiana.
 
Importante è la raccolta di tutti gli scritti di Milani, pubblicati e inediti, comprese le lettere (1106 lettere di cui 129 inedite) che Tanzarella ha personalmente curato.
“Ritengo quest’opera importante soprattutto perché chi cita Milani non debba attribuirgli frasi da lui mai pronunciate - ha continuato il professore - Milani è infatti una figura bellissima ma molto complessa. Gli scritti per noi più importanti per comprendere Milani sono  caratterizzati da parresia, ovvero la scelta di cercare e dire la verità, esserne disposti a pagarne le conseguenze. La verità è scomoda. Milani è una figura, ieri come oggi, pericolosa”.
 
Don Milani, come raccontato dal relatore dell’incontro, ha pagato le conseguenze quando ha cominciato a convertirsi. Inizialmente quando ha deciso di entrare in seminario nel 1943, diventando prete nel 1947. “Ma la vera conversione – ha proseguito Tanzarella - deriva dalla prima esperienza pastorale a San Donato di Calenzano, dove entra in contatto con un mondo diverso, fatto di operai analfabeti. Questa realtà lo sconvolge e lo porta ad aprire la ‘scuola popolare’ per imparare a leggere e a scrivere ma soprattutto a vivere. L'esperienza di Barbiana poi, da inizio alla sua seconda conversione, in cui comincia a parlare con libertà seguendo la verità”.
 
Verità, franchezza e libertà di coscienza hanno reso Don Lorenzo Milani una figura sempre attuale, ancora oggi fondamentale per la Chiesa e l’intera società.
 
 
 
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