Guardare in faccia la bellezza in ricordo di Valerio Gentile

di Marisa Cassone giovedì, 15 marzo 2018 ore 06:36

Ieri, una serata dedicata al giovane fasanese assassinato 25 anni fa. LE FOTO

FASANO- Una storia di violenza e dolore ormai impressa nella memoria della comunità fasanese. Sono trascorsi 25 anni da quel maledetto 14 marzo 1993, giorno in cui il 17enne fasanese Valerio Gentile, venne brutalmente assassinato. Una giovane vita spezzata, cancellando ogni sogno, ogni progetto, ogni futuro di questo ragazzo.
 
Ieri (mercoledì 14 marzo), in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, presso la Sala di Rappresentanza del Palazzo municipale, si è tenuta una serata a lui dedicata intitolata “Valerio, guardare in faccia la bellezza. L’amore oltre il male e la violenza”. Ad introdurre la serata è stata Margherita Latorre che ha voluto sottolineare come il compianto Valerio non abbia ancora avuto giustizia.
 
È toccato al consigliere regionale Fabiano Amati ricordare Valerio Gentile attraverso i suoi scritti. «Valerio, nella sua ultima visione, non guardò in faccia la bellezza, ma vide il male, l’orrore, la violenza – ha affermato Amati - Quell'orrore ci scruta l'anima con pensieri graffianti. I pensieri di Valerio trasformati in parole. Dai suoi scritti vengono fuori i corpi, le anime, le leggi, le idee. Ricostruisce l'armonia tra il limite e l'illimitato, la cornice e ciò che lui dipinge con le parole. Ma non solo. "Un sole eterno sorgerà in me" recita una sua poesia. Valerio ci fa andare al di là di ciò che si vede, attraverso i versi è in grado di farci pensare ad altro. Qui c'è la bellezza della follia. Ma è solo la disciplina che può contenerla».
 
Proseguendo con gli scritti del giovane, Fabiano Amati ha evidenziato come Valerio abbia trattato anche la bellezza del rito e della liturgia, utilizzando il linguaggio sacro, e la bellezza dell'amore, attraverso una ballata scritta per una fanciulla, facendo risaltare il sentimento nel suo senso di follia, nel suo senso delirante, l'amore come sacrificio.
 
«La bellezza che Valerio indagò – ha continuato Amati - ci chiede di non guardare dall'altra parte. Ci racconta tra estetica ed etica, il bello e il buono. La vicenda di Valerio è un fatto sensuale, tiene vivi i sensi, ci fa sentire il male. Si pone in contrapposizione la bellezza con la bruttura che vive ormai nelle nostre menti. Delicatezza di stile e malvagità. Stasera possiamo dire come la morte ce lo lasciò. Lui come Orazio, “non morirà del tutto"».
 
Tra emozione e commozione, la serata si è conclusa con una delle passioni di Valerio: la musica. Il Trio Nueva Armonia, formato da Gianfranco Lafratta (flauto traverso), Ornella Vinci (chitarra) e Miriam Goffredo (clarinetto) ha eseguito musiche di J. Kreutzer, D. Semeraro, A. Piazzolla.
 
Fotoservizio di Mario Rosato.
 
Tempo stimato di lettura: 40''

 

Attribuzione - Non commerciale

   

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