Fasano ha onorato la memoria di Franco Zizzi: «Un esempio per tutti»

di Redazione Go Fasano martedì, 20 marzo 2018 ore 06:10

Commovente lettera scritta dagli studenti del "Da Vinci" di Fasano LE FOTO

FASANO - Si è svolta ieri pomeriggio alle 15, lunedì 19 marzo, la cerimonia di commemorazione per Franco Zizzi, vicebrigadiere della Polizia di Stato di origini fasanesi che perse la vita durante l'attentanto ad Aldo Moro e a tutta la sua scorta per mano delle brigate rosse. Il corteo si è mosso, alla presenza delle autorità militari e civili, del sindaco Francesco Zaccaria, del Prefetto della provincia di Brindisi dott. Valenti Valerio e dei familiari di Franco Zizzi, da piazza Ciaia fino al camposanto cittadino dove riposa il vicebrigadiere fasanese. Dopo la solenne messa che si è tenuta all'interno della chiesa del cimitero, il corteo si è spostato presso la tomba di Zizzi, dov'è stata deposta una corona di fiori alla sua memoria e dove poi è seguito l'intervento di alcuni studenti delle scuole di 1° e 2° grado del Comune di Fasano, del Prefetto e del primo cittadino.
 
Gli studenti hanno dapprima letto alcuni stralci di testo presi dalle notizie che i quotidiani nazionali riportarono il 17 marzo 1978, il giorno dopo l'attentato. Sono stati citati alcuni pezzi di articoli giornalistici de "La Repubblica", "Il Corriere della Sera" e "L'Unità", che ben evidenziano ancora oggi il clima che in quei giorni si respirava all'interno del paese: 55 lunghissimi giorni prima del ritrovamento del corpo, esanime, dell'on. Aldo Moro. Alla fine delle letture, l'istituto "L. da Vinci" ha dedicato alle autorità civili e militari, una toccante lettera.
 
«Siamo qui a scrivervi - hanno esordito gli studenti - perché Francesco Zizzi ha passeggiato per le nostre strade, le nostre vie, nuotato nel nostro stesso mare. Ha difeso giustizia e Stato. Grazie alla scuola lo abbiamo conosciuto. Sarebbe ingiusto - continua la lettera scritta dagli studenti - non omaggiare la sua memoria. Vi chiediamo di rassicurarci - hanno continuato gli studenti rivolgendosi direttamente alle autorità - di tutelarci, accettarci e proteggerci. Specie a scuola. Tenete a mente che è in noi - si è poi conclusa la lettera - che la bellezza cresce e trova vita.» 
 
«Per non scadere nella retorica e rispondere ai ragazzi attingerò alla mia memoria. Ero universitario - ha sottolineato il Prefetto Valenti nel suo intervento - ma non avevo idea di cosa potessi fare da grande. Da quel giorno in poi seguii la vicenda momento per momento. Aspettavamo una buona notizia affinché la storia del paese potesse cambiare. Cambiò in realtà - ha continuato - e ci ha consegnato due considerazioni: un clima di unità nazionale, che sconfisse il terrorismo. E la seconda è la seguente: se oggi sono Prefetto, se ognuno di voi occupa in questa società un posto importante, è perché Francesco Zizzi si è immolato per questo.»  
 
«40 anni di storia non sono bastati per far luce - ha esordito il primo cittadino Francesco Zaccaria -. Oggi alle istituzioni spetta spiegare quel sacrificio e attualizzarlo. Ci troviamo di fronte a quel sacrificio che servì affinché la politica si confrontasse, esattamente come sta accadendo oggi. Come dice Aldo Moro - ha concluso il sindaco - "lavoriamo e soffriamo, probabilmente non per noi".»
 
La cerimonia si è conclusa con l'intervento del sindaco Zaccaria.
 
Fotoservizio di Mario Rosato
 
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