Investimenti bloccati sul territorio di Fasano, l'imprenditore René De Picciotto: “Anche se perdo al Tar non me ne vado”

di Giannicola D'Amico sabato, 7 aprile 2018 ore 16:16

Il noto imprenditore da anni intende investire invano sul territorio di Fasano. Svolta quest’oggi una conferenza stampa. LE FOTO.

PETTOLECCHIA – Non solo giornalisti ma anche noti imprenditori in campo turistico ed in campo edilizio, politici, esponenti noti della società civile e della economia, hanno preso parte nella tarda mattinata di oggi (sabato 7 aprile) alla conferenza stampa indetta dalla Immobiliare Verdemare srl – una delle società che fa capo al noto imprenditore René De Picciotto – e convocata proprio a Pettolecchia (una fortezza risalente al 1450 nelle campagne tra Savelletri e Torre Canne), nella struttura che rappresenta “la madre” (come è stato spiegato in conferenza stampa) di quasi una decina di progetti in campo culturale e turistico che proprio De Picciotto intende realizzare da anni (invano) sul territorio di Fasano.
 
A fianco a De Picciotto – che è arrivato a Fasano nel 2013 e nel corso degli anni oltre ad acquistare diverse masserie e terreni ha presentato diversi progetti di investimento in campo culturale e turistico, scontrandosi però con la burocrazia e gli iter che in molti casi a distanza di anni vedono la maggior parte di questi progetti ancora irrealizzati - vi erano tre suoi consulenti e stretti collaboratori, dall’architetto Paolo Muzzupappa, al dottor Giovanni De Blasio (che si occupa della segreteria generale e dei progetti) e al commercialista Gianleo Moncalvo.
 
“Da 10 anni la Puglia ha un posto nel mio cuore ma non nella mia mente perché è un paese complicatissimo – ha spiegato in apertura René De Picciotto. Nel 2013 ho deciso di investire in Puglia acquistando dapprima Pettolecchia. Il primo anno ho riflettuto molto. Ho fatto realizzare un libro su Pettolecchia, ho messo a posto i 3 mila ulivi secolari. Dopo un anno e mezzo abbiamo presentato un progetto su Pettolecchia per un hub dove realizzare eventi culturali e sociali. Nel frattempo ho acquistato altre masserie in zona. Al momento, però, questo progetto, insieme a diversi altri, resta ancora bloccato a causa dei ritardi del Comune e delle interpretazioni dello stesso. Ora siamo in attesa del giudizio del Tar. Francamente non mi interessa avere ragione o torto al Tar, perché non ho debiti e non ho soci ed anche se perdo non me ne vado di qui, e in tal caso darà un contributo ai poveri perché il sistema pubblico mi rigetta e il territorio non ha bisogno di me. Voglio solo dare un contributo culturale al territorio – ha evidenziato ancora il noto imprenditore -. Ho perso tempo per cercare soluzioni. Al momento ho congelato i miei investimenti. Se avrò ragione al Tar li scongelerò, altrimenti li surgelerò. In questa Regione i Comuni non sono organizzati”.
 
“René De Picciotto è comproprietario con lo Stato di Pettolecchia che è sottoposta a vincolo – ha spiegato l’architetto Paolo Muzzupappa -. Quattro anni fa è stato presentato dal proprietario un progetto per trasformare Pettolecchia in un centro culturale. Un progetto che ha ottenuto l’ok della Sovrintendenza ma quando il tutto è passato al Comune c’è stata una differenza di opinioni tra i tecnici e i legali della Immobiliare Verdemare srl e quelli del Comune, che ritengono l’investimento di natura produttiva, invece non lo è in quanto Pettolecchia non ricade in zona rurale ma in una zona di insediamenti ad alto valore culturale. Dopo 4 anni è arrivata una risposta che da parere negativo al progetto – ha spiegato Muzzupappa - . ora saranno i giudici del Tar a decidere sulle carte senza conoscere minimamente cosa è Pettolecchia. Secondo il Comune a Pettolecchia – che è un bene culturale - si può fare solo una residenza o un agriturismo. Il Comune non ci ha dato la possibilità di un contraddittorio. Non è stata mai convocata una conferenza di servizi, che invece andava convocata. Mi auguro che l’Amministrazione comunale (alla conferenza stampa era presente l’assessore comunale all’urbanistica Gianluca Cisternino, insieme a numerosi consiglieri comunali - ndr) si ravveda e convochi una conferenza di servizi qui a Pettolecchia. Chiediamo una istruttoria seria”.
 
Le società che fanno capo a De Picciotto in questi anni hanno presentato ben 8 progetti sul territorio relativi sia a Pettolecchia che alle numerose altre masserie acquistate da De Picciotto. Di questi 8 progetti al momento solo uno è stato portato compimento. Tra questi progetti vi è anche la realizzazione di un lido privato e pubblico su quasi 2 chilometri di costa. Un tratto di costa al momento in stato di degrado che sarebbe stata ripulita e valorizzata. Nel corso della realizzazione del lido sono arrivati i controlli di tutti gli enti e le forze di polizia preposta ed è scattata una inchiesta della magistratura che ha bloccato tutto ed ha anche indagato alcune persone. Un progetto quello del lido che, comunque, non potrà realizzarsi in questa stagione estiva.
 
“Oltre all’acquisto di 120 ettari di terreno e a Pettolecchia nel 2013 – ha spiegato Giovanni De Blasio -, De Picciotto ha anche acquistato altre 6 masserie per realizzarvi case vacanze, che sarebbero state completate da un lido e da un centro per attività culturali (da realizzarsi a Pettolecchia). Ad oggi di queste masserie ne è attiva solo una. Siamo pure impossibilitati a ristrutturare masserie che stanno crollando. Al momento si riescono a garantire solo 15 posti di lavoro. Però se si riuscissero a ristrutturare le altre 5 masserie ci sarebbero altre 20 opportunità di lavoro, aggiunte ai 25 posti previsti per il lido e ai 5 posti per il centro culturale a Pettolecchia. La realizzazione degli altri progetti proposti da De Picciotto garantirebbe almeno altri 50 posti di lavoro sul territorio, oltre alla occupazione indiretta legata alla filiera dei fornitori, degli eventi e degli albergatori”.
 
Ed oltre a garantire occupazione, gli investimenti di De Picciotto porterebbero al Comune, secondo Gianleo Moncalvo “dalle 350 mila alle 500 mila euro di oneri edilizi, oltre a moltiplicare per 10 l’Imposta municipale sugli immobili, e ad aumentare le tasse relative ai servizi”.
 
Insomma il “sistema” Italia, la complessità della burocrazia, delle norme e il funzionamento (il mal funzionamento secondo De Picciotto) dei Comuni starebbero impedendo la realizzazione di importanti investimenti sul territorio e di conseguenza la creazione di nuovi posti di lavoro.
 
E un esempio sulla differenza dell’Italia rispetto agli altri paesi è venuta fuori proprio nel corso della conferenza stampa: lo stesso De Picciotto nell’ultimo anno ha realizzato in Florida un albergo che già da 4 mesi è in funzione e sta portando incassi.
 
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