"Quattrozampe nel Cuore": «Una Fasano senza randagismo è possibile»

di Redazione Go Fasano martedì, 10 aprile 2018 ore 06:00

La risposta dell'associazione alle dichiarazioni del sindaco Zaccaria

FASANO - "Una città libera dal randagismo non solo sarebbe più bella, ma indubbiamente più civile, e un ottimo biglietto da visita per i turisti che sempre più scelgono il nostro territorio come meta per le loro vacanze." E' il pensiero dell'associazione fasanese "Quattrozampe nel cuore Onlus", che da anni ormai si batte per la tutela degli amici a quattro zampe, in un lavoro di "pressione" costante verso le amministrazioni cittadine per la messa in sicurezza del canile comunale. In questa risposta al sindaco Francesco Zaccaria, che si è espresso negli ultimi giorni anche sull'importanza di una città libera dal randagismo, l'associazione ha tenuto a dover puntualizzare alcune cose.

"Non è un caso se, specie in estate, la maggioranza di segnalazioni di animali vaganti e in pericolo viene proprio da gente forestiera, educata al benessere animale, che considera inaccettabili le situazioni di abbandono e criticità a cui sono esposte quotidianamente dalle nostre parti anime indifese, colpevoli solo di essere nate nel posto sbagliato. Il randagismo - continuano i volontari - non si combatte con le lungaggini burocratiche e gli interessi contrastanti derivanti, inevitabilmente, dalla realizzazione di costosi canili-prigione che, per quanto capienti, sono sempre solo una soluzione tampone. Negli Stati più evoluti, dove la stragrande maggioranza degli animali da compagnia è indotta a non riprodursi, perché per loro non è un passatempo, ma un istinto e basta, non esiste il maltrattamento della vita di anni in canili o per le strade, senza alcun vero proprietario che se ne prenda cura. La gestione degli animali è regolamentata da un principio base: un'esistenza decorosa a 360 gradi, senza spreco di fondi a carico della collettività.

Questa non è un'utopia - assicura l'associazione - ma il frutto ottenibile da una gestione attenta ad evitare la riproduzione dissennata, derivante da un approccio superficiale col fenomeno, considerato ancora di marginale importanza. L'attenzione deve quindi essere diretta alla sterilizzazione, eseguita con una maggiore collaborazione tra cittadini, volontari e istituzioni, insieme a una adeguata profilassi, educazione del cane e della popolazione, adozione e integrazione dell'animale nel tessuto sociale. Infine con la creazione di una task force di controllo, affidata a un nucleo di guardie zoofile, convenzionato col Comune. I canili, muniti necessariamente di un'area per le degenze sanitarie, sarebbero dunque solo un luogo di passaggio, di stallo temporaneo, nella prospettiva di una futura adozione. Denaro pubblico, destinato a lunghe situazioni di inutile prigionia degli animali, potrebbe essere dirottato verso i proprietari meno abbienti, gli anziani, le persone in difficoltà a possedere i loro amati animali. Il tutto regolamentato da una obbligatoria registrazione presso l'Anagrafe Canina, con l'applicazione del microchip.

La tutela della salute e del benessere degli animali, sancita con legge 281 del 1991, sarebbe così garantita al meglio e col minor impiego di risorse pubbliche possibile."

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