È giusto giocare d'azzardo? “Fate il nostro gioco”

di Marisa Cassone giovedì, 14 giugno 2018 ore 05:15

Ieri, in Piazza Ciaia, un incontro-spettacolo per riflettere sul fenomeno della ludopatia.

FASANO - Giocando d’azzardo, quante probabilità ci sono di vincere? È vero che a vincere è sempre il banco o la fortuna qualche volta può essere dalla nostra parte? Tanti interrogativi a cui è stata trovata una risposta logica nel corso dell’iniziativa tenutasi ieri, mercoledì 13 giugno, in Piazza Ciaia, intitolata “Fate il nostro gioco”, un incontro-spettacolo per riflettere sul fenomeno della ludopatia “giocando” con la matematica, promosso dal Comitato Festa Patronale e dalla Zona Pastorale di Fasano per dare il via ai festeggiamenti dei Santi Patroni.
 
Ad introdurre la serata sono stati Fabiano Amati, Commissario del Comitato Feste Patronali, Lello Di Bari, componente del Comitato, e Don Gino Copertino, in rappresentanza della Zona Pastorale. «Come parroci ci siamo interrogati su cosa la chiesa locale può mettere in atto per introdurre la riflessione su questo tema non solo nelle nostre strutture ma anche in pubblico. Con questo vogliamo creare un passaparola convinto e convincente» ha affermato Don Gino.
 
La parola è poi passata a Paolo Canova, un matematico torinese fondatore, insieme al fisico Diego Rizzuto, di una società chiamata "Taxi 1729", «per parlare di divulgazione scientifica e rendere la matematica interessante e divertente, utilizzando i numeri per comunicare - come affermato dallo stesso Canova ieri sera - L'obiettivo è quello di svelare le regole, i piccoli segreti e le grandi verità che stanno dietro all'immenso fenomeno del gioco d'azzardo in Italia. La convinzione è che il modo migliore per farlo sia usare la matematica come una specie di antidoto logico, per creare consapevolezza intorno al gioco e svelare i suoi lati nascosti».
 
I soldi utilizzati per il gioco d'azzardo sono aumentati a dismisura negli anni fino ad arrivare a circa 100miliardi di euro spesi nel 2016. Naturalmente più aumentano le occasioni di gioco, più aumentano i “malati”.
 
Per spiegare al meglio la logica del gioco d’azzardo, il pubblico è stato coinvolto con una partita a “Win for life”, un gioco nato il 29 settembre 2009, anno del terremoto a L'Aquila. Sono stati infatti proprio i soldi del gioco d'azzardo ad essere impiegati dal Governo per finanziare la ricostruzione della città. Muniti di schedina e matita, i presenti hanno potuto scegliere 10 numeri da “giocare”, dando vita ad una simulazione di scommessa. Ne è venuto fuori che 82 su 100 perdono, 16 su 100 pareggiano, rendendo perdenti ben 98 su 100.
 
Secondo un’analisi, chi gioca e perde continua a giocare perché ha “quasi vinto". Il trucco dei Gratta e Vinci è infatti quello di estrarre numeri vicinissimi a quello prestampato, in modo che il giocatore possa essere invogliato a riprovarci, essendo questa volta "quasi fortunato".
 
Certo, c’è sempre qualcuno che riesce a vincere e ad arricchirsi grazie a questi mezzi ma le probabilità sono davvero bassissime. Ad esempio, le probabilità di vincere al SuperEnalotto sono 1 su 622.614.630, ovvero possibile ma difficilmente realizzabile.
 
La serata si è conclusa con la proiezione del film “The Gambler”, la storia di un professore universitario che scontento del suo lavoro, diventa schiavo del gioco d’azzardo arrivando perfino ad indebitarsi.
 
Ci si augura che questa iniziativa sia riuscita a lanciare un messaggio positivo alla comunità fasanese, suggerendole e magari convincendola ad allontanare questo “vizio” dalla propria quotidianità.
 
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Commenti recenti

  • Renna Andrea

    vorrei che ogni tanto l'mministrazzione comunale,andasse a fare un giro d'ispezione nelle strade di via Adami,via st Antonio e dintorni

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