E’ morto mons. Francesco Borselli, parroco emerito di Montalbano

di Giannicola D'Amico lunedì, 10 settembre 2018 ore 08:47

Aveva 92 anni. Ha speso una intera vita al servizio della comunità montalbanese.

MONTALBANO – Mons. Francesco Borselli (per tutti don Francesco), parroco emerito di Montalbano, se ne è andato in silenzio come nel suo stile, all’età di 92 anni (compiuti lo scorso 5 aprile) e dopo aver speso una intera vita a servizio della comunità fasanese, e montalbanese in particolare, e dopo aver continuato a celebrare messa e a rappresentare un importante punto di riferimento per la comunità anche dopo il 2008 (quando ha passato il testimone a don Biagio Convertini).
 
Negli ultimi due anni era stato colpito da una leucemia che comunque gli aveva consentito di continuare ad essere attivo fino a qualche settimana fa quando una broncopolmonite lo aveva costretto a rimanere a letto. Da qualche giorno le sue condizioni si erano aggravate. Nonostante ciò l’altra sera (sabato) aveva recitato il rosario. Nella tarda serata di ieri, poi, il suo cuore ha cessato di battere.
 
Nativo di Cisternino, fu ordinato sacerdote il 23 luglio del 1950 e nominato parroco di Montalbano all’età di 36 anni dall’allora vescovo della Curia di Monopoli, mons. Carlo Ferrari. Prese possesso della parrocchia montalbanese venerdì 18 gennaio del 1963. Da allora è rimasto ininterrottamente alla guida della Parrocchia “Santa Maria del Pozzo” fino al 2008. 
 
Una volta terminato il suo ministero di parroco,  don Francesco Borselli aveva deciso, comunque, di rimanere a Montalbano, dove ha continuato a celebrare nella “chiesa piccola” che aveva contribuito a ristrutturare.
 
Ben voluto da tutti, ha rappresentato per tutti un punto di riferimento importante. Una vera e propria “istituzione” nella frazione più a sud di Fasano. Una frazione la cui crescita civile, sociale e culturale è stata dovuta anche all’operato di mons. Francesco Borselli che per i montalbanesi ha rappresentato molto di più di un sacerdote.
 
 Di seguito vi proponiamo l’intervento integrale (già pubblicato da Gofasano nell’aprile 2016) che il prof. Pasquale Zizzi aveva tenuta il 10 aprile 2016 nel corso della cerimonia di attribuzione a mons. Francesco Borselli del titolo di socio onorario della società di mutuo-soccorso di Montalbano.
 
 
 Per chi vi parla, ma credo anche per ciascuno di voi, questa è una serata indimenticabile di gioia e di ringraziamento.
 
Abbiamo già vissuto in chiesa il momento del rendimento di grazie a Dio per averci donato e conservato negli anni 
L’UOMO, 
L’EDUCATORE, 
IL SACERDOTE 
nella persona di Don Francesco Borselli, al quale formuliamo i nostri calorosi e affettuosi AUGURI 
• per il suo 90° compleanno, la cui ricorrenza è stata da lui festeggiata in forma privata in famiglia martedì 5 aprile 2016, 
• per il riconoscimento di SOCIO ONORARIO che la SOMS di Montalbano gli conferisce questa sera in relazione al suo percorso di vita nei 53 anni trascorsi in mezzo a noi. 
 
La motivazione dell’evento che stiamo celebrando ora, in questa Sede, riguarda i tre aspetti delle sua persona (l’uomo-l’educatore-il sacerdote).
 
Don Francesco nasce in Cisternino il 5 aprile 1926 da Pietro Borselli e Margherita Moccia ed è il loro primogenito.
Dai genitori Pietro e Margherita nascono altri 4 figli: Carmine, Irene, Lucia e Giuseppina.
Papà Pietro lavora come falegname, mamma Margherita si dedica alla crescita dei figli e alla cura della casa.
Il piccolo Francesco frequenta le scuole elementari in Cisternino ma già in quegli anni si manifesta in lui la vocazione al Sacerdozio e poiché ha già  le idee molto chiare sul suo futuro, pur consapevole delle difficoltà economiche della sua famiglia, in modo discreto ma deciso,
affronta l’argomento con i suoi genitori i quali, da buoni cristiani, accolgono la sua richiesta.
Inizia così il suo percorso di vita in Seminario e, con impegno e volontà, si affretta a raggiungere le sue mete di formazione religiosa per sollevare quanto prima la famiglia dalle incombenze economiche che la vita del seminario richiede.
 
Da adulto si cimenta subito con le prove di inserimento nel contesto sociale in cui i suoi superiori lo chiamano ad esercitare il ministero sacerdotale senza dubbi nè incertezze, bensì, con l’entusiasmo che il suo ruolo richiede.
 
Don Francesco è l’uomo saggio e parsimonioso nella vita che conduce nella sua casa:
il 18 gennaio 2013, nella messa di ringraziamento per i suoi 50 anni in mezzo a noi disse testualmente: posi la mia casa fra le vostre case
la mia abitazione fra le vostre abitazioni per essere sempre con voi giorno e notte.
 
Infatti, già nel primo anno di ministero fra noi abitò in Montalbano, prima ospite in casa SEMERARO, in Via IV Novembre, poi nella sua attuale abitazione in Via Calatafimi, una casa, la sua, molto semplice, grande quanto basta ma sempre accogliente e decorosa.
 
Don Francesco è l’uomo saggio e parsimonioso nel giusto uso del cibo, consumandolo in modo sempre appropriato, preferibilmente in buona e piacevole compagnia, ma senza sprechi o eccessi (un bicchiere di vino a pranzo non deve mancare ma a cena solo e soltanto acqua).
 
Don Francesco è l’uomo saggio e parsimonioso nel possedere un mezzo di trasporto modesto ed economico per il suo viaggiare in Montalbano tra casa, scuola e chiesa e utilizzando una utilitaria più nuova solo per recarsi in CURIA o nei paesi vicini quando la necessità lo richiede;  la sua attuale fuori serie è una Panda immatricolata prima del 1994.
 
Questo È L’UOMO FRANCESCO BORSELLI. 
 
Ma dopo l’Ordinazione Sacerdotale Don Francesco sente nel suo animo anche la missione  DELL’EDUCATORE, ed ecco che, dopo l’esperienza dell’insegnamento della Religione Cattolica con lezioni integrative nella Scuola Elementare, nasce in lui il desiderio di conseguire il Diploma di Maestro Elementare. In questo lo aiuta il Prof. Antonio FORNARO che lo prepara da privatista e consegue il Diploma di abilitazione magistrale. 
Col diploma insegna nelle scuole popolari delle contrade di Monte la Croce e Tirunno in Cisternino.
 
Dal 1958 al 1963 insegna Religione nella Scuola Media “Pompeo SARNELLI” in Polignano a Mare città in cui svolge funzioni di Vice-Parroco nella Chiesa Matrice S.Maria Assunta.
 
Nel 1963 supera il Concorso per insegnare nella Scuola Elementare e dal 1 ottobre 1963 ottiene l’incarico di Maestro nella Scuola Elementare di Montalbano dove insegna fino al 1987 con impegno ed entusiasmo formando le coscienze e le personalità di tantissimi ragazzi oggi divenuti bravi cittadini della nostra Montalbano.
 
Considerate che i suoi primi alunni hanno già compiuto i 58 anni.
 
Ma Don Francesco è soprattutto IL SACERDOTE per sentita e convinta vocazione e missione.
 
Gli anni da lui trascorsi nel Seminario Minore di Monopoli e nel Seminario Maggiore Regionale di Molfetta sono anni di impegno costante e metodico nello studio per raggiungere quanto prima il suo obiettivo principe:  diventare SACERDOTE di Dio e della Chiesa.
 
Obiettivo che si concretizza in un festoso giorno dell’Anno Santo 1950, Domenica 23 Luglio quando il Vescovo Mons. Salvatore ROTOLO, imponendo le sue mani, lo consacra Sacerdote di Dio insieme ai suoi confratelli Don Martino Scarafile e Don Saverio Ostuni; ambedue suoi amici di studi ma ancor prima suoi concittadini essendo tutti e tre nati a Cisternino.
 
Don Fancesco, Don Martino e Don Saverio continueranno ad essere nella vita gli amici di sempre ed i Ministri del Signore anche se con destinazioni e compiti diversi: Don Martino sarà Vescovo Ausiliario di Conversano-Monopoli prima e Vescovo Titolare di Castellaneta poi;
Don Saverio Parroco e Sacerdote in Cisternino.
 
Don Francesco dopo i primi anni di ministero sacerdotale trascorso nelle contrade di Cisternino, dall’ottobre 1958 al dicembre 1962 è Vice-Parroco nella Chiesa Matrice S.Maria Assunta in Polignano a Mare; con Decreto del Vescovo di Monopoli Mons. Carlo FERRARI in data 15 novembre 1962 è nominato Parroco della Chiesa Santa Maria di Pozzo Faceto di Montalbano e di essa ne prende canonico possesso venerdì 18 gennaio 1963, alla presenza  del Vicario Generale della Diocesi Mons. Pasquale GUARINI del Vicario economo di questa Parrocchia Don Donato SABATELLI del Cancelliere di Curia Don Vito SIBILIO dei testimoni Don Martino SCARAFILE e Don Giuseppe VINCI del Sagrestano  Leonardo Michele PINTO.
 
Don Francesco pertanto, dopo Don Scipione LIUZZI, è il Secondo Parroco della nostra Parrocchia istituita con Decreto del Vescovo Mons. Agostino Migliore in data 21 febbraio 1923.
 
La Domenica successiva  e cioè il 20 gennaio 1963 Don Francesco si presenta ai Fedeli di Montalbano durante la celebrazione delle Sante Messe e da quel momento diventa il Pastore delle nostre anime ed il punto di riferimento spirituale e materiale per tutti gli abitanti della nostra amata cittadina di Montalbano,  egli è l’amico di tutti perché vuole portare tutti a Dio Padre.
 
Fin dai primi giorni si inserisce nel contesto del nostro piccolo paese con discrezione ma in modo incisivo e amichevole;  ricordo che si preoccupava di conoscere l’abitazione  dei vari cittadini,  il nome delle varie vie del nostro paese,  il soprannome delle varie famiglie che, in quegli anni, era il sistema semplice ma efficace per capire subito di chi si stesse parlando.
 
Si intratteneva volentieri a conversare con le persone amiche che giorno dopo giorno aumentavano grazie alla sua spiccata arguzia anche nel raccontare fatti e aneddoti piacevoli e divertenti.
 
Accettava volentieri gli inviti conviviali che gli venivano rivolti e altrettanto volentieri offriva la sua ospitalità nella sua modesta casa ogni qualvolta se ne presentava l’occasione specie quando noi giovani di quegli anni gli davamo una mano nelle varie attività della Parrocchia (incontri, ritiri, predicazioni missionarie, liturgie dei momenti forti dell’anno natale-quaresima-pasqua).
 
In aggiunta al gruppo Adulti già presente in Parrocchia si preoccupò di far nascere il gruppo giovani di Azione Cattolica che ancor oggi è ben presente e operativo nel contesto del nostro paese (non dimentico le serate piovose invernali in cui Don Francesco si intratteneva con noi giovani per la catechesi in locali che aveva preso in fitto e poi in quelli che  acquistò e ristrutturò (l’attuale locale-già forno della famiglia Sebastiano PINTO in Via Calatafimi).
 
I suoi obiettivi materiali per la Chiesa di Dio in Montalbano furono, da subito:
 
• l’acquisto di una sezione di terreno in Via Duca degli Abruzzi nella futura prospettiva di erigere una nuova grande Chiesa con salone, aule per il catechismo, e casa canonica .
• la ristrutturazione e una degna sistemazione dell’antico Calvario in Via XXIV Maggio
• la ristrutturazione e l’ammodernamento della Chiesa Parrocchiale in Via Calatafimi
• la collocazione di una statua della madonna su un alto piedistallo nei pressi della casa cantoniera a protezione dei viaggianti e punto di preghiera per i viaggiatori che lì si fermavano e si fermano per aspettare gli autobus di linea
• la progettazione, l’appalto dei lavori e la realizzazione del suo grande sogno: costruire una Chiesa parrocchiale più grande e adatta alle esigenze dei fedeli, quella Chiesa ove questa sera è stato elevato il canto e la preghiera di ringraziamento a Dio Padre per i doni che ha elargito a Don Francesco e a noi in tutti questi anni.
 
Gli obiettivi spirituali di Don Francesco per il popolo di Montalbano si possono così riassumere:
 
• curare la formazione cristiana di tutti fin dalla più tenera età educando i genitori al concetto cristiano del  battesimo, programmando il catechismo nell’età scolare curato nei contenuti e nella forma, pretendendo una preparazione accurata, a volte fin troppo severa, per chi chiedeva il sacramento della cresima, seguendo e attuando la giusta preparazione al matrimonio, sacramento da vivere con saggezza e responsabilità)
• egli aveva poi un pensiero particolare per gli uomini della Parrocchia e così istituì per loro e solo per loro il ritiro mensile durante il quale riusciva, con l’aiuto di bravi predicatori a farli accostare al sacramento del Perdono e al sacramento dell’Eucarestia, riuscendo così a farli pregare e persino a farli cantare;  nella settimana santa poi il mercoledì era riservato al precetto dei soli uomini
• un’attenzione speciale, filiale e al tempo stesso paterna era da lui riservata agli ammalati ai quali dedicava il primo venerdì di ogni mese visitandoli, portando una parola di conforto e l’eucarestia (come non ricordare il suo affannoso percorrere delle vie di Montalbano nel pomeriggio di ogni primo venerdì, dopo aver svolto il suo compito di maestro al mattino, per raggiungere tutti gli ammalati del paese anche quando il tempo invernale era inclemente per il freddo o la pioggia, importante per lui era che nessuno fosse trascurato o dimenticato); 
e ancora oggi non manca di portare la sua preghiera ed il suo conforto quando un triste evento colpisce una famiglia montalbanese.
• Ma il suo principale  obiettivo spirituale fu, da subito, quello di poter dare alla Chiesa di Dio un Sacerdote di Montalbano, è  sempre stato il suo più intimo desiderio e quasi un traguardo senza il quale     non si sarebbe sentito pienamente realizzato nella missione sacerdotale in mezzo a noi 
e anche in questo è riuscito nel suo intento attraverso la minuziosa cura della vocazione di un nostro concittadino Don Donato Liuzzi che questa sera abbiamo visto insieme al Parroco  Don Gianluca e a Don Francesco elevare la comune  preghiera di ringraziamento sull’altare del Signore.
 
Grazie Don Francesco, grazie di cuore da tutti i cittadini nati, vissuti e residenti a Montalbano per aver scelto di essere uno di loro, in mezzo a loro, per loro e con loro nella gioia e nel dolore, per aver cercato con tutte le tue forze di portarli a Dio attraverso un percorso di vita cristiana che tu, insieme a tutti quanti noi, hai deciso di intraprendere e di percorrere con coraggio, con fermezza e con fiducia anche quando le forze avverse hanno remato contro.
.
Con l’aiuto di Dio e con la preziosa, costante ed instancabile assistenza e cura di tua sorella Irene,  Ti auguriamo di essere ancora il nostro punto di riferimento, unitamente ai giovani Parroci che, nel tempo, hanno guidato, guidano e continueranno a guidare con altrettanta saggezza la nostra comunità parrocchiale.
 
Sia Gloria a Dio e ti doni tanta salute. 
 
Ti vogliamo e ti vorremo sempre un mondo di bene.  GRAZIE-GRAZIE ANCORA
 
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