Cavalcaferrovia di Pozzo Faceto: eseguito sopralluogo dal presidente della Provincia Tanzarella

di Giannicola D'Amico martedì, 25 settembre 2018 ore 05:17

Annunciata la ripresa a breve dei lavori che dovrebbero terminare entro la estate 2019

POZZO FACETO - Sarà la volta buona ? Ce lo auguriamo.
 
A sentire il presidente della provincia di Brindisi, Domenico Tanzarella, sembrerebbe proprio di si.
 
Nella tarda mattinata di ieri (lunedì 24 settembre) il presidente della provincia, Tanzarella, accompagnato da tecnici provinciali e dal progettista, ha compiuto un sopralluogo sul cantiere di quello che ormai è stato ribattezzato da tutti il “cavalca ferrovia della vergogna”. Si tratta del cavalca ferrovia che la Provincia di Brindisi sta cercando di realizzare lungo la provinciale Pozzo Faceto – Torre Canne (all’altezza della stazione di Cisternino) e che sovrasterà la linea ferroviaria Bari-Lecce. Il primo progetto esecutivo dell’opera fu approvato dalla Provincia il 3 agosto del 2000.
 
Ad accompagnare ieri il presidente Tanzarella nel sopralluogo c’erano il dirigente del settore lavori pubblici e viabilità della provincia, Vito Ingletti, insieme al direttore dei lavori Elio Schiavone, e al funzionario della Provincia Giuseppe Scarafile.
 
Il sopralluogo è servito a fare il punto della situazione e ad annunciare che a breve, dopo aver superato l’ennesimo problema di natura amministrativa e burocratica, i lavori riprenderanno.
 
A sentire i tecnici della provincia nel giro di pochi mesi l’opera sarà completata e potrebbe  vedere la luce prima della estate prossima.
 
“Si tratta di un’opera pubblica di grande rilevanza partita da lungo tempo – ha dichiarato al termine del sopralluogo il presidente della Provincia, Domenico Tanzarella -. Vicende di carattere tecnico e amministrativo hanno rallentato l’opera, che è stata avviata agli inizi degli anni 2000. Poi ci sono stati problemi con la prima ditta. Poi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato in ordine agli espropri necessari ed indispensabili per la realizzazione delle strade e della viabilità di collegamento necessarie al ponte. Per fortuna questi ricorsi sono stati vinti – ha evidenziato ancora Tanzarella -. È stata così bandita un’ altra gara ed un nuovo affidamento dei lavori, che sono iniziati realmente nel 2012, tra l’altro in concomitanza con un grave incidente ferroviario avvenuto all’altezza del passaggio a livello (che è stato attivo sulla provinciale fino a qualche anno fa – ndr), poi chiuso con il conseguente utilizzo di un sottopasso. I lavori utili a completare l’opera avranno un costo di circa 4 milioni di euro. Siamo in fase di definizione delle ultime opere. I prossimi passi – ha concluso Tanzarella - saranno lo spostamento di alcuni piccoli alberi di ulivo che consentiranno l’allargamento della scarpata per realizzare la viabilità di accesso verso Pozzo Faceto, dopo di che si passerà alla posa dell’asfalto e all’installazione del guard-rail e alla sistemazione delle due corsie. Dal punto di vista strutturale l’opera è terminata”. 
 
Dopo 18 anni, dunque, il cavalca ferrovia di Pozzo Faceto potrebbe (il condizionale è d’obbligo analizzando l’iter a dir poco travagliato di questa opera pubblica) finalmente vedere la luce.
 
   Ma vediamo di ricostruire la storia del cavalca ferrovia.
 
  Il progetto esecutivo dell’opera fu approvato dalla Provincia di Brindisi il 3 agosto del 2000 (importo complessivo 3 miliardi di vecchie lire, di cui 2.250.000.000 di lire per lavori a base d’asta e 750.000.000 di lire “a disposizione dell’Amministrazione”). Nello stesso provvedimento fu stabilito che “i lavori dovevano essere portati a termine entro il 29.06.2006”. 
 
 Il 19 febbraio 2001 a seguito di gara d’appalto i lavori furono affidati ad una impresa di Fasano per l’importo di 1.674.777.375 lire oltre Iva.
 
 Affidate le opere e consegnati i lavori il Comune di Fasano emise, nel febbraio 2001, il decreto di occupazione d’urgenza, contro il quale fu presentato ricorso con istanza di sospensiva al Tar di Lecce da una ditta interessata all’esproprio dei terreni. Istanza di sospensiva che, però, venne respinta il 5 aprile 2001 dal Tar e così la stessa ditta avverso il respingimento del Tar presentò ricorso in Consiglio di Stato, il quale il 26 giugno 2001 respingeva l’appello proposto.
 
  Si procedette, dunque, alla occupazione dei terreni e alla esecuzione di parte dei lavori. 
 
 Nel frattempo, il 7 maggio 2003, il Tar di Lecce accoglie nel merito il ricorso presentato nel marzo 2001 dalla ditta interessata dagli espropri (mentre aveva respinto l’istanza di sospensiva). La Provincia di Brindisi, a quel punto, ricorre al Consiglio di Stato. Nel frattempo si rescinde il contratto di appalto per la realizzazione dell’opera aggiudicato alla ditta di Fasano, definendo i lavori svolti fino al 9 gennaio 2012, e la Provincia continua nella espropriazione degli altri terreni ad esclusione di quelli della ditta che aveva vinto il ricorso al Tar. 
 
 Si arriva al 21 dicembre 2006 quando il Consiglio di Stato accoglie l’appello della Provincia di Brindisi riformando, dunque, la sentenza del Tar di Lecce, dichiarando irricevibile il ricorso presentato dalla ditta interessata dagli espropri dei terreni. Chi pensava che tutto fosse finito e che finalmente la realizzazione dell’opera sarebbe ripartita si sbagliava di grosso.
 
 La Provincia di Brindisi a seguito della sentenza del Consiglio di Stato provvede, dunque, ad espropriare (siamo al mese di agosto 2008) anche i terreni della ditta che aveva fatto ricorso al Tar vincendolo in prima battuta. Avverso il nuovo decreto di esproprio parte nuovamente  un ricorso al Tar di Lecce sempre da parte della stessa ditta. Ricorso che viene respinto nel 2009 dal Tar.
 
 Un tale susseguirsi di ricorsi giudiziari ha di fatto prorogato “per cause di forza maggiore” nel corso degli anni il termine di completamento dei lavori che da quello iniziale del 29.06.2006 passò al 12.02.2010 e a seguire al 12.02.2015.
 
  Nel frattempo, poi, a causa della variazione di norme, la Provincia di Brindisi conferisce l’incarico per la progettazione esecutiva dell’opera ad una associazione temporanea tra professionisti.
 
 Il 27 ottobre 2011 la giunta provinciale prende atto del nuovo progetto esecutivo predisposto dalla associazione temporanea tra professionisti dell’importo complessivo di € 3.353.071,51. A seguire il 29 dicembre 2011 vengono approvate le operazioni di gara e si dispone di aggiudicare in via definitiva l’appalto dei lavori ad una impresa di Andria (Bt), per un importo di € 1.573.359,34 oltre € 70.000,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso per un importo complessivo di € 1.643.359,34 oltre Iva.
 
 I lavori hanno così inizio il 18 ottobre 2012. Da allora subiscono diverse battute d’arresto. 
 
  Il termine stabilito per il completamento dell’opera - 12.02.2015 – viene poi prorogato “per motivi di forza maggiore” di altri 5  anni dalla  Provincia di Brindisi “fissando al 12.02.2020 la data di ultimazione degli stessi”.
 
 Nel frattempo arriva una nuova variante al progetto che nella primavera del 2016 viene valutata positivamente dal Comune di Fasano e successivamente viene approvata (siamo a luglio 2016) definitivamente dalla Provincia di Brindisi. 
 
 Il 18 luglio 2016, infatti, il dirigente del servizio viabilità, mobilità e trasporti della Provincia di Brindisi, Vito Ingletti, approva la “Perizia di Variante tecnica e suppletiva” e “atto di sottomissione e concordamento nuovi prezzi”, tutti atti relativi al “Completamento variante con cavalca ferrovia lungo la S.P. che collega la S.S. 379 con Pozzo Guacito e la S.S. 16 in territorio di Fasano, per la soppressione del P.L. al Km. 710+403”.
 
 Con tale perizia di variante vengono adeguate le opere secondo le nuove specifiche tecniche di Rfi. La nuova soluzione è stata elaborata pertanto riducendo al minimo le interferenze con il sedime ferroviario in modo da ridurre al minimo le lavorazioni da svolgere in orario notturno. Ciò ha comportato un allargamento della campata centrale con conseguente progettazione anche delle campate laterali. Sono inoltre state introdotte opere migliorative dell’intera infrastruttura sia da un punto di vista idraulico (trattamento delle acque) sia da un punto di vista impiantistico (illuminazione dello svincolo).  
 
 La realizzazione delle opere di cui al progetto di perizia di variante ha comportato un aumento dell’importo contrattuale di € 498.924,99 (di cui € 458.924,99 per lavori al netto del ribasso d’asta ed € 40.000,00 per oneri della sicurezza ammonta) oltre I.V.A. 
 
 A tal fine la Provincia di Brindisi è stata autorizzata dalla Regione Puglia all’utilizzo delle economie di gara rinvenienti sia dai ribassi d’asta che dall’esecuzione dei lavori, come dalla eliminazione di interventi non più necessari.  
 
 Il dirigente del settore preposto della Provincia ha preso atto, dunque, ed approvato nel luglio 2016 la perizia di variante tecnica e suppletiva dei lavori di completamento del cavalca ferrovia, rimodulando il quadro economico dei lavori stessi, dando atto di una maggiore spesa di quasi 500 mila euro, ed approvando i nuovi prezzi. I lavori di perizia sono stati affidati alla  stessa ditta appaltatrice dei lavori principali.
 
 Sulla progetto di variante, il 12 maggio 2016 il Comune di Fasano aveva rilasciato autorizzazione paesaggistica, ed aveva espresso parere favorevole nel mese di giugno 2016 il commissario straordinario che all’epoca guidava il Comune di Fasano, Erminia Cicoria. Inoltre aveva espresso parere favorevole nei mesi precedenti anche la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Provincie di Lecce, Brindisi e  Taranto con le seguenti prescrizioni: valutare la possibilità di adeguare la struttura con un colore che sia meno visibile e impattante; modulare gli impianti illuminotecnici in modo da evitare impatto visivo e percezione paesaggistica; formazione di cortine vegetazionali in modo da mitigare gli impatti visivi delle nuove strutture; i sistemi vegetativi dovranno essere creati con piante/siepi/alberi/ecc di tipo autoctono.
 
 Quello del 18 luglio 2016 era stato l’ennesimo atto amministrativo da parte della Provincia di Brindisi in questa vicenda che va avanti dal 2000. 
 
 L’intervento previsto ed approvato definitivamente nel luglio 2016, infatti, aveva rappresentato il definitivo aggiornamento in variante del progetto redatto sin dal 1991, aggiornato nell’anno 2000 ed approvato dalla Giunta Provinciale nell’agosto del 2000.
 
Quando tutti pensavano che i lavori sarebbe ripresi a breve, un ulteriore impedimento: un palo della linea elettrica.
 
Il 6 ottobre 2016, il direttore dei lavori chiede alla Società E-distribuzione Spa lo spostamento di un palo ricadente nell’area interessata dai lavori di completamento della variante con cavalca ferrovia. E a seguire la Provincia di Brindisi liquida alla Società E-distribuzione S.p.a. oltre 5 mila euro “quali oneri per lo spostamento della interferenza”. Il palo è stato, dunque, spostato nelle settimane scorse e, finalmente, i lavoro sono potuti ripartire.
 Si arriva a maggio 2017 quando i lavori di realizzazione dell’opera, che avevano subito diverse battute di arresto soprattutto a causa dell’entrata in vigore negli anni di nuove norme in materia e a causa di diverse prescrizioni imposte negli anni dalle Ferrovie, che avevano costretto alla redazione e alla approvazione, nel corso degli anni, di diverse varianti progettuali, riprendono.
 
A maggio 2017 fu annunciato che sarebbero terminati nell’arco di un anno. Dopo qualche settimana, però, subiscono l’ennesima battuta di arresto. Pare questa volta a causa della necessità di spostare alcuni alberi di ulivo (per fortuna non secolari altrimenti l’iter sarebbe più lungo) per realizzare la viabilità di accesso verso Pozzo Faceto e un canale di scolo delle acque, e per prevedere la realizzazione di un incrocio di immissione sulla provinciale dal lato Torre Canne.
 
Ieri, dunque, l’ennesimo sopralluogo nel corso del quale è stato annunciato che, superati gli ultimi ostacoli amministrativi (legati proprio allo spostamento degli alberi di ulivo) i lavori riprenderanno e si concluderanno (si spera) prima della estate prossima.
 
Sarà la volta buona?
 
Ai posteri l’ardua sentenza.
 
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