Monna De'Lizia: la posizione dell'azienda

di Redazione Go Fasano mercoledì, 11 aprile 2012 ore 00:00
Rocco Cavallo: "l'obiettivo è quello di salvaguardare i posti di lavoro e l'azienda"

Monna De\\\\\\\\\\\\\\\'Lizia

FASANO - Continua lo stato di agitazione dei lavoratori dell’azienda Monna De’Lizia di Fasano, ma ci sono due novità. La prima è che 12 dipendenti hanno ripreso a lavorare garantendo una sia pur minima produzione di pasta fresca e surgelata; la seconda è che 15 laureati disoccupati di Fasano hanno comunicato alla proprietà di Monna De’ Lizia di essere disposti a lavorare anche con qualifiche basse. E' quanto annunciato in una nota diffusa dall'azienda.

“Il processo produttivo – dichiara l’imprenditore Rocco Cavallo – non è stato mai interrotto. Dodici lavoratori hanno garantito la loro presenza in azienda, rendendosi conto della necessità di difendere il proprio posto di lavoro. La congiuntura economica negativa impone scelte di questo tipo: è necessario che gli imprenditori e i lavoratori operino in perfetta sinergia. Solo attraverso l’unione delle forze si può dare sviluppo e prospettive alle imprese che danno lavoro”.


L’altra grossa novità è costituita dalla piena disponibilità manifestata da un gruppo di giovani laureati in cerca di prima occupazione. Questo significa che c’è fame di lavoro e che un giovane laureato disoccupato è disposto a fare anche l’operaio pur di guadagnarsi il pane.


Intanto, continua il braccio di ferro tra una trentina di dipendenti della Monna De'lizia, tuttora in sciopero a causa della mancata corresponsione di alcune mensilità, e la proprietà dell’azienda.


“Se avessi la disponibilità finanziaria – precisa Rocco Cavallo – salderei immediatamente i pregressi. Il maggior debitore nei nostri confronti è lo Stato Italiano. Il mancato versamento del rimborso Iva, del contributo di mobilità e dei fondi della legge 488 non ci consente di garantire dei pagamenti più regolari dei salari. Inoltre i nostri clienti non riescono a fare dei pagamenti puntuali perché i costi delle materie prime aumentano in modo vertiginoso. Esempio: la semola, nostra materia prima di ottima qualità, da 30 centesimi è arrivata a 48 centesimi. I costi di energia, di gas e di trasporto sono aumentati del 40%”.

Nei giorni scorsi, l’azienda Monna De’Lizia è stata sottoposta a una lunga serie di controlli a seguito di esposti.


“Abbiamo superato – dice Rocco Cavallo – tutte le verifiche e i controlli da parte degli enti preposti. Nel 2006, invece, a seguito di un esposto di un dipendente di Monna De’ Lizia, iscritto alla Cgil, la precedente proprietà fu costretta a passare la mano. Invece di applicare una semplice sanzione, si decretò, a seguito della pubblicazione di notizie da verificare, e che non hanno trovato riscontro, la défaillance di Monna De’ Lizia. Al sindacato Cgil chiedo di supportare le aziende che danno lavoro invece di accanirsi contro le stesse facendo esposti. Siamo un’azienda leader in Italia nella produzione di pasta fresca e di pasta senza glutine. Il fatturato è quadruplicato, grazie alla capacità imprenditoriale e all’ingresso  nella Grande distribuzione organizzata e nella ristorazione nazionale e internazionale. Mi chiedo allora – aggiunge Rocco Cavallo – qual è il vero scopo del sindacato Cgil? Ingrossare le file della cassa integrazione o dare un colpo mortale a una azienda che dà lavoro a tante famiglie? E visto che siamo in campagna elettorale, non riesco a comprendere il ruolo di noti esponenti politici nazionali che hanno sobillato gli animi dei lavoratori, non rendendosi conto che l’azienda Monna De’ Lizia va salvaguardata per il bene dell’intero territorio. La Monna De’ Lizia non è in campagna elettorale ma è sul territorio solo per continuare a lavorare”.


Nei giorni scorsi, in un incontro con il Prefetto di Brindisi, Rocco Cavallo ha dichiarato di “aver già dato un acconto sul pregresso e il resto da sanare entro quattro mesi”.


"Nella querelle tra i trenta dipendenti in sciopero e la proprietà aziendale - si legge in una nota -, ci sta anche qualche caduta di stile. Su una pagina di Facebook, “Quelli di Monna De’ Lizia”, un dipendente della stessa azienda inserisce il commento “Costretto a farsi pagare” con una foto di un uomo pronto a far esplodere la pistola che ha in mano. La cosa più grave - prosegue la nota - è che un noto esponente provinciale Flai Cgil , Giovanna Tomaselli, inserisca il seguente commento: “piace questo elemento”. 


Rocco Cavallo dichiara "di voler fare un esposto ai vertici della Cgil per questa caduta di stile, che può determinare un ulteriore deterioramento dei rapporti tra l’azienda e il sindacato".


“Vorrei aggiungere – conclude Rocco Cavallo – che in un momento come questo in cui molti imprenditori e lavoratori, in varie parti d’Italia, si tolgono la vita per la disperazione, sarebbe quanto meno opportuno e necessario una attenta riflessione da parte di tutti lavoratori in sciopero di Monna De’ Lizia. Premesso che i lavoratori hanno ragione, in questo momento particolare stanno commettendo un grave errore a danno dell'azienda e di se stessi. Noi siamo disponibili a tutto, anche a mettere una pietra sopra su quanto è accaduto, perché l'obiettivo è solo quello di salvaguardare i posti di lavoro e l'azienda. Ma per andare avanti, l'azienda deve produrre rispettando gli impegni, come ha fatto fino ad oggi, con i clienti, con i fornitori e con i dipendenti".



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  1. Cittadino Fasanese 16 marzo 2013, ore 11:27

    VORREI SOLO DIRE A GOFASANO CHE SIETE BRAVI A CENSURARE IL PENSIERO DELLA GENTE CHE NON LA PENSA COME VOI! QUESTA PERSONA SEMBRA ABBIA PARLATO DA SOLO CON SE STESSO.

  2. Ventrella Giuseppe 11 aprile 2012, ore 15:18

    I nomi di fantasia sono tutti belli perche scaturiscono dalla storia di ognuno di noi ,ma mi chiedo come può uno chiamarsi cittadino fasanese senza conoscere l'argomento del quale parla.A tale proposito voglio dire,come ho già avuto modo di dire altre volte, l'azienda non ha problemi ECONOMICI ma solo di scatole cinesi... in più i discorsi qualunquistici sono di una povertà che è inimmaginabile.Il sindacato che io conosco è quell'organizzazione che si occupa di CONCERTAZIONE per il bene dell'azienda (l'azienda ha al suo interno i lavoratori).Spero vivamente di aver contribuito alle conoscenze dei miei "concittadini".IO CE LA METTO TUTTA .

  3. Ventrella Giuseppe 11 aprile 2012, ore 08:40

    Una nota del tutto strana. Mi giungono strani i toni del titolare del pastificio che dice di essere pronto a mettere una pietra sopra,perchè è la tessa persona che ha comprato un'azienda che trattiene da anni il tfr degli operai. Toni del tutto strani quando si dice che in Italia c'è gente che si uccide per la mancanza di lavoro (in quest'azienda il lavoro c'è!!!),altrettanto strani sono i toni quando dice che laureati sono disposti a lavorare.A quali condizioni, senza stipendio e con promesse verbali di pagamenti di pochi euro?!.Facile è sparare su tutti questi argomenti ma nessuno è supportato dai fatti.Quello che traspare invece da questa nota è un assoluta debolezza della proprietà che non avendo lungimiranza imprenditoriale si accorge solo oggi di non poter mantenere gli impegni presi con i distributori,i quali gli chiederanno i danni o si organizzeranno con altri mezzi e cosi la prossima nota dell'azienda sarà abbiamo chiuso per colpa dei lavoratori o della CGIL o dei politici o delle avverse condizioni climatiche.Insomma una scusa se le inventerà.Bisogna esprimere massima solidarietà ai lavoratori,perchè non è un loro problema ma un problema della nostra comunità fasanese.

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