Mancato versamento del ticket mensa nelle casse comunali: oggi l’udienza preliminare

di Redazione Go Fasano martedì, 19 settembre 2017 ore 06:25

Risulta indagata una 22enne fasanese. Il Comune di Fasano si costituirà parte civile.

FASANO – Si svolgerà quest’oggi (19 settembre) l’udienza preliminare nei confronti della 22enne fasanese ritenuta responsabile di una ammanco di circa 47 mila euro nelle casse comunali, relativo a soldi versati dai genitori dei bambini che hanno usufruito della servizio mensa scolastica ma che non sarebbero mai arrivati nelle casse del Comune.
 
A gennaio scorso la Procura della Repubblica di Brindisi aveva concluso le indagini preliminari e la Guardia di Finanza aveva notificato alla 22enne l’avviso di conclusione delle indagini ed un avviso di garanzia, a firma del sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi Antonio Costantini.
 
Oggi si svolgerà l’udienza preliminare innanzi al Gup Paola Liaci. La 22enne è difesa dall’avvocato Marcello Zizzi.  
 
E quest’oggi nel corso della udienza preliminare il Comune di Fasano si costituirà parte civile.
 
Nei giorni scorsi, infatti, la giunta comunale, “vista la richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, notificata al Comune di Fasano in data 23 marzo 2017, disposta nei confronti di P.S. per il reato di cui agli articoli n. 81 e 314 c. p.” e “verificato che nella suddetta richiesta viene identificata, quale persona offesa il Comune di Fasano” ha ritenuto opportuno, in vista proprio della udienza preliminare di oggi, “la costituzione di parte civile del Comune di Fasano, quale persona offesa al fine di tutelare gli interessi dell’Amministrazione comunale, e, in particolare, allo scopo di porre in essere ogni opportuna iniziativa e/o attività finalizzata al recupero, in favore dell’Ente locale, degli importi in relazione ai quali è formalmente risultato un ammanco nel bilancio comunale” ed ha deliberato, quindi, che il Comune di Fasano si costituisca parte civile, conferendo incarico e nominando difensore di fiducia l’avvocato Ottavio Carparelli, capo dell’avvocatura comunale.
 
L’indagine era partita nell’ottobre scorso quando il Comune di Fasano si era ritrovato con un “buco” di non poco conto nelle proprie casse.
 
 A riguardo il sindaco Francesco Zaccaria ed i dirigenti comunali, dopo aver vagliato il da farsi, avevano presentato un esposto sia alla Procura della Repubblica di Brindisi che alla Procura regionale della Corte dei Conti, per fare luce su quanto accaduto.
 
 A seguito dell’esposto era partita una indagine che si è conclusa nei giorni a gennaio scorso con la notifica dell’avviso di garanzia alla 22enne fasanese che risulta indagata per peculato “poiché con più azioni ed omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, quale affidataria del servizio di riscossione in favore del comune di Fasano delle tariffe relative ai pagamenti dei pasti del servizio di mensa scolastica della scuola dell’infanzia e primaria del medesimo comune, quindi incaricata di un pubblico servizio, omettendo di versare gli incassi delle tariffe relative all’anno scolastico 2015/2016, si appropriava della somma complessiva di € 47.663,80”.
 
In pratica secondo quanto accertato dalle indagini la 22enne, titolare di un pubblico esercizio di Fasano presso il quale il gestore del servizio mensa aveva installato un pos per agevolare i pagamenti dei ticket da parte dei genitori, pur avendo riscosso poco più di 47 mila euro dai genitori dei bambini per il ticket mensa appunto, non ha poi versato il relativo importo nelle casse comunali. Di conseguenza il Comune si è ritrovato un “buco” di 47 mila euro nei conti.
 
 A quanto pare da palazzo di città, una volta accortosi del “buco”, avrebbero tentato in mille modi di “convincere” l’esercente che aveva riscosso le somme per conto del Comune a versarle nelle casse comunali. Ogni tentativo, però, era caduto nel vuoto.
 
 Da ciò la decisione del sindaco e dei dirigenti di sporgere due denunce formali alla magistratura, una a quella penale e l’altra a quella contabile.
 
 La vicenda era venuta fuori prima dell’avvio della mensa scolastica per l’anno scolastico 2016/2017 quando dagli accertamenti compiuti a palazzo di città era emerso che vi erano numerose famiglie (456 erano i mancati versamenti accertati) che a settembre scorso non avevano ancora versato quanto dovuto nello scorso anno scolastico, nonostante i propri figli avessero fruito regolarmente del servizio mensa.
 
 Quando i cittadini ritenuti inizialmente morosi si sono presentati a palazzo di città ricevute alla mano dimostrando che loro avevano regolarmente pagato il dovuto, sono stati eseguiti degli accertamenti più approfonditi che hanno portato a scoprire che i versamenti effettuati dai genitori avrebbero preso strade diverse da quelle delle casse comunali.
 
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