Il “bilancio” di un anno di attività dei Carabinieri

di Redazione Go Fasano domenica, 24 dicembre 2017 ore 08:03
Dati resi noti dal Comando Provinciale di Brindisi dell’Arma
 

BRINDISI - Durante l’anno appena trascorso il Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, con le sue 4 Compagnie (Brindisi, Francavilla Fontana, San Vito dei Normanni e Fasano) e 23 Stazioni, dislocate in tutti i comuni della Provincia, nonché un Reparto Operativo, da cui dipende un Nucleo Investigativo che si occupa di indagini di criminalità organizzata, reati contro la persona, reati contro il patrimonio, ricerca latitanti catturandi, stupefacenti e infine di repertamenti e rilievi sulla “scena criminis”, ha contribuito significativamente, in perfetta sinergia con le altre forze di polizia, alla sicurezza e alla tutela dell’ordine pubblico della Provincia brindisina.
 
L’impegno profuso in questo anno, finalizzato a potenziare la qualità dell’attività operativa su più fronti, in particolare quello dei reati contro la persona e della lotta alla droga, si è tradotto in una strategia che ha posto un freno al dilagare delle molteplici realtà criminali nel capoluogo e in provincia. 
La prevenzione, nella lotta alla criminalità, resta la strategia vincente per combattere il suo sistema di potere, incidere sulle sue complicità, estirpare le coperture che creano cultura, prassi e contesti mafiosi. 
 
La lotta alle consorterie criminali a Brindisi è resa ancora più ardua soprattutto dai continui rimescolamenti dei gruppi malavitosi sempre alla ricerca della supremazia territoriale. In questo ambito, l’Arma, nel suo operare quotidiano accompagna a una mirata e proficua attività repressiva una sempre maggiore attenzione alla diffusione della cultura della legalità, intesa come una possibilità concreta di continuare a educare informando i più giovani, realizzando d’intesa con le scuole incontri con gli alunni. Per chi come l’Arma opera da sempre per il bene della comunità, ha la necessità di ritrovare i fili della nostra ”umanità” nel rapporto con la comunità e soprattutto con chi la comunità la vive ai margini, perché sono loro che vivendo fuori da ruoli precostituiti si rendono più bisognosi di aiuto. 
 
Si rende necessario dunque, costruire giorno per giorno occasioni di incontro e confronto, “edificare” i legami che istituiscono gli spazi della convivenza nella legalità, creando rapporti di prossimità, e ciò è determinante per migliorare le prospettive del vivere civile. Sul piano delle attività criminali emergono inoltre: i reati predatori che, privilegiati dalle centrali malavitose in argomento, restano un importante introito che consente alle compagini del malaffare di finanziarsi e talvolta rigenerarsi; l’estorsione, gestita con le formule intimidatorie tipiche del racket, spesso in stretta connessione con il reato associativo, come è emerso al termine di alcuni processi di mafia, resta una delle attività illecite tradizionali. la detenzione e spaccio di droga. l’usura, praticata con moduli, diversamente articolati, in cui l’inserimento del crimine organizzato può non risultare immediatamente riconoscibile, rimane fonte primaria per l’accumulazione di liquidità e per l’appropriazione di imprese commerciali e produttive, nonché atavica espressione del predominio criminale sul territorio. 
 
Ma anche per ciò che concerne tali fattispecie di reato, le risposte che l’Arma mette in campo sono efficaci: le vittime infatti possono contare sulla capacità da parte della nostra Istituzione di fornire risposte adeguate e sulla certezza di essere supportati in un lungo e talvolta doloroso percorso come spesso accade per le vittime del racket delle estorsioni e dell’usura.
 
I dati relativi all’attività di prevenzione e contrasto dei reati in Brindisi e provincia riferiti al periodo 1 gennaio – 20 dicembre 2017, in relazione allo stesso periodo dello scorso anno, sono eloquenti: 844 arresti (+2%, nel 2016 erano 827) e 2.705 (-7% nel 2016 erano 2.906) persone denunciate; 340 arresti per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti con quasi 3.063 kg di droga sequestrati e 2.559 piantine di marijuana sequestrate; 241 arresti per furto, di cui 16 sono stati eseguiti per furti in esercizi commerciali, 29 per furti di auto/moto, 29 per furti in abitazioni e 5 per scippo; 72 rapinatori assicurati alla giustizia; 28.096servizi tra pattuglie e perlustrazioni effettuate, per un totale di 186.923 ore di servizio, con 93.130 persone identificate contestualmente al controllo di oltre 62000 mezzi. Da segnalare il fortissimo impulso all’attività di controllo alla circolazione stradale, tesa in particolare a contrastare il fenomeno della guida senza cinture di sicurezza o –in caso di motoveicoli- da parte di centauri privi di casco. Complessivamente le contravvenzioni sono state 15.006. Nello specifico le infrazioni al C.d.S. più sanzionate sono state la mancata revisione degli auto-motoveicoli, il mancato uso del casco e delle cinture di sicurezza, il mancato possesso dei documenti di circolazione e la mancanza di copertura assicurativa. Parimenti sono aumentati i controlli con l’utilizzo dell’etilometro, disposti soprattutto nelle ore notturne dei giorni prefestivi e festivi, per intensificare i controlli volti ad arginare il triste fenomeno degli incidenti stradali, di cui è stata riscontrata negli ultimi tempi una maggiore incidenza, in ragione della presenza di numerosissimi giovani nelle zone ove sono ubicate le discoteche maggiormente frequentate e soprattutto sulle strade statali e provinciali particolarmente interessati dal traffico di afflusso e deflusso di tali locali di divertimento. Particolare menzione va data, inoltre, all’impegno dell’Arma sul fronte delle misure di prevenzione e in particolare con riferimento all’aggressione dei patrimoni indebitamente acquisiti dalle organizzazioni criminali consente di annotare importanti risultati. L’andamento della delittuosità generale, nell’anno oggetto di valutazione, ha subito una flessione dell’1% (delitti denunciati: 9.986 nel 2016 e 9.928 nel 2017) su tutto il territorio provinciale. L’Arma, nel 2017, ha perseguito l’81,6% dei delitti commessi, ben 9.928su 12.172, di cui 2.637 scoperti (26,6% di quelli perseguiti). In tale generale contesto, è utile evidenziare i reati predatori, fonte di perdurante allarme sociale su tutto il territorio nazionale. Al riguardo, si segnala una diminuzione del 6% (dato complessivo) del delitto di furto (6.631 nel 2016 e 6.206 nel 2017) sull’intera provincia. In relazione alle rapine (134), spesso, caratterizzate da lieve danno economico, si rappresenta che l’Arma ha proceduto per 96 delitti (rappresenta il 71,6% delle rapine commesse), di cui 32 scoperti, pari al 33,3% del totale per cui procede l’arma.
 
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