Sale scommesse nel mirino dei Carabinieri: controlli anche a Fasano

di Redazione Go Fasano mercoledì, 11 luglio 2018 ore 05:00

In totale elevate in tutta la provincia multe per 110 mila euro e blocco immediato per 22 apparecchi di gioco. A Fasano è risultato tutto regolare

BRINDISI - Rientra anche Fasano in quella che è stata una vasta operazione condotta dal Comando provinciale di Brindisi dei Carabinieri, e delle compagnie dell'Arma di San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Fasano. I militari, dal 2 al 7 luglio, hanno eseguito controlli sul rispetto delle norme in materia di giochi, con particolare riferimento al rispetto del divieto di gioco con vincita in denaro per i minori e a contrasto della raccolta di scommesse su rete fisica ed in assenza dei permessi regolari.

«La gestione delle scommesse sportive rientra tra quelle attività apparentemente legali, attraverso le quali la criminalità organizzata si infiltra nell’economia legale riciclando il denaro proveniente da traffici delittuosi» sottolineano i Carabinieri.

Nella provincia di Brindisi i carabinieri in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, hanno proceduto alla verifica di 67 obiettivi. Sul territorio di Fasano sono state 8 le sale scommesse controllate. Nessuna violazione è stata riscontrata nel Fasanese.

L’attenzione si è incentrata principalmente sulla verifica dei titoli autorizzativi relativi agli apparecchi di intrattenimento con vincita in denaro, al corretto esercizio delle licenze rilasciate dall’Agenzia delle Dogane. Le violazioni contestate nel resto della provincia hanno riguardato: “l’aver installato o comunque consentito l’uso in luogo pubblico o aperto al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie, l’installazione delle apparecchiature di gioco, idonee alla navigazione in rete ed all’accesso alle piattaforme dei giochi on line, prive di qualsiasi titolo autorizzativo, rilasciato dalle competenti autorità”. Ad un gestore di un circolo ricreativo della provincia gli è stato contestato altresì di ”aver omesso l’esposizione dei cartelli indicanti il divieto di fumare”.

L’esito del controllo effettuato da tutti i reparti impiegati nello specifico servizio, ha permesso di sottoporre a sequestro amministrativo 22 apparecchi di gioco e elevare complessivamente 110.000 euro di sanzioni amministrative.
 
Il giro d’affari legato al gioco d’azzardo e, in particolare alle slot-machine e ai giochi on line ha fatto registrare negli ultimi anni una crescita straordinaria. Il facile accesso e la capillare diffusione degli apparecchi elettronici ha determinato sia l’aumento dei giocatori, sia l’aumento dei soggetti affetti da gioco d’azzardo, trasformando e snaturando l’originaria finalità ludica e di intrattenimento.
 
La completa liberalizzazione del settore, avvenuta negli anni scorsi ha attratto categorie tradizionalmente immuni (giovani, casalinghe, pensionati) che, sovente, mossi dal bisogno di conseguire guadagni facili e veloci finiscono per esserne contagiati, dilapidando patrimoni e distruggendo vite. Non si può non tenere conto dell’illegalità che si cela a volte dietro il gioco che prevede un volume d’affari molto alto: dagli indebitamenti finanziari che possono portare lo sventurato giocatore a commettere reati, alla dipendenza patologica, detta anche ludopatia.
 
Pertanto sono stati disposti dal 2 al 7 luglio, servizi finalizzato alla verifica del rispetto delle norme  in materia di giochi, con particolare riferimento al rispetto  del divieto di gioco con vincita in  denaro per i minori ed il contrasto alla raccolta di scommesse su rete fisica in assenza di autorizzazione.
 
In Italia è l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) si occupa della gestione e della supervisione del gioco pubblico, coadiuvata da altre Agenzie come l’Agenzia dei Giochi con cui cerca di assicurare gli introiti statali con il prelievo fiscale e di conservare un mercato trasparente ed estraneo all’illegalità. La gestione delle scommesse sportive rientra tra quelle attività apparentemente legali, attraverso le quali la criminalità organizzata si infiltra nell’economia legale riciclando il denaro proveniente da traffici delittuosi.
 
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