Il Tribunale del Riesame dissequestra strutture di un lido fasanese

di Redazione Go Fasano lunedì, 6 agosto 2018 ore 06:13

I sigilli erano stati apposti dalla Guardia di Finanza

TORRE CANNE – Il Tribunale del Riesame di Brindisi, nei giorni scorsi, accogliendo il ricorso del titolare di un noto stabilimento balneare ubicato a sud di Torre Canne a confine con il territorio di Ostuni, difeso dall’avvocato Marcello Zizzi, ha dissequestrato buona parte delle strutture che il 5 luglio scorso erano state poste sotto sequestro dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Brindisi.
 
Il sequestro era stato poi convalidato il 10 luglio dal Gip del Tribunale di Brindisi Giuseppe Biondi.
 
Nella vicenda risulta indagato il titolare del lido – un 65enne fasanese -  che è ritenuto responsabile di aver eseguito opere in difformità al permesso di costruire in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e di aver eseguito opere in assenza del permesso di costruire in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e occupando una zona del demanio marittimo.
 
Sotto sequestro erano finiti un manufatto adibito a laboratorio per la preparazione dei panini, un modulo adibito ad alloggio con annesso modulo adibito a ripostiglio di pertinenza con antistante veranda costituita da struttura in legno con canne ombreggianti,  e ad un ulteriore modulo con annessa veranda costituita da struttura in legno con teli ombreggianti.  
 
Il sequestro era arrivato al termine di una serie di accertamenti, nel corso dei quali la Guardia di Finanza si era fatta supportare da un tecnico dell’ufficio tecnico comunale (le cui risultanze comunque non sono state condivise dai giudici del Tribunale di Brindisi). Da quegli accertamenti era emerso che relativamente alla prima struttura (quella adibita a laboratorio di panini) questa era risultata essere di dimensioni superiori a quella autorizzata con il permesso di costruire, mentre per le restati strutture le stesse non erano riportate nel permesso di costruire. Inoltre secondo l’accusa i manufatti erano stati posizionati nella fascia di rispetto di 30 metri dal limite demaniale marittimo.
 
La difesa del titolare dello stabilimento balneare, affidata all’avv. Marcello Zizzi, è riuscita però a smontare l’impianto accusatorio dimostrando che buona parte dei manufatti risalgono  a prima del 2011, e pertanto eventuali reati sono andati in prescrizione, ed ha dimostrato anche che dette opere non rientrano in zona demaniale, ovvero che ricadono oltre la fascia dei 30 metri dal limite demaniale. E comunque sugli stessi è stata presentata la relativa sanatoria.
 
Pertanto il Tribunale del Riesame (presidente Antonio Sardiello, giudice Francesco Cacucci, giudice estensore Adriana Almiento) ne ha ordinato il dissequestro del manufatto adibito a laboratorio per la preparazione dei panini, del modulo adibito ad alloggio con annesso modulo adibito a ripostiglio di pertinenza con antistante veranda costituita da struttura in legno con canne ombreggianti.
 
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  • Galasso Cosimo

    Voi pensate sepre a sistemare le strade piu pericolose sono daccordissimo ogni tanto pero fateni un giro fasano ostuni statale 16 ai birdi dellle...

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