Falsi incidenti stradali: riformata la sentenza di primo grado a carico di numerosi fasanesi

di Redazione Go Fasano venerdì, 14 settembre 2018 ore 10:27

L’indagine era partita a seguito della denuncia di alcune compagnie di assicurazione.

FASANO – Il 12 settembre scorso la Sezione Unica Penale della Corte di Appello di Lecce ha riformato la sentenza del Tribunale di Brindisi, relativa alla Operazione Poncio condotta a febbraio del 2012 dalla Guardia di Finanza di Brindisi e relativa a truffe legate a falsi incidenti stradali o ad incidenti nei quali le conseguenze per le persone rimaste ferite sarebbero state gonfiate a tavolino con l’obiettivo di ottenere risarcimenti maggiori dalle compagnie assicuratrici.
Erano diversi i fasanesi coinvolti nella inchiesta.
L’indagine partì a seguito della denuncia di alcune compagnie di assicurazione.
 A numerosi imputati veniva contestato a vario titolo l’associazione per delinquere e fraudolenta distruzione di cose o menomazione della propria persona.
 A 4 anni e 4 mesi di reclusione in primo grado, nell’aprile 2017, era stato condannato il legale fasanese Antonio Mileti.
 Ad un anno e tre mesi ciascuno erano stati condannati Cosimo Berberi (di Fasano), Fabio Rodio (di Martina Franca), Umberto D’Errico (di Fasano), Filomena Semeraro (di Fasano), Francesca Cecilia Tortella (di Fasano), Teresa Ciaccia (di Pezze di Greco), Maria Napoletano (di Pezze di Greco), Felice Schiavone (di Pezze di Greco), Paolo Speciale (di Pezze di Greco).
 Ad un anno, invece, erano stati condannati Giuseppe Carbotti (di Fasano), Pietro Mirko Carbotti (di Scafati), Roberto Latartara (di Fasano) e Tommaso Zacheo (di Fasano).
 Cosimo Berberi, Fabio Rodio, Giuseppe Carbotti, Pietro Mirko Carbotti, Francesca Cecilia Tortella, Teresa Ciaccia, Paolo Speciale, Roberto Latartara, Tommaso Zacheo, poi, avevano ottenuto la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato penale.
 Maria Napoletano, Felice Schiavone e Filomena Semeraro, invece, avevano ottenuto la sola sospensione condizionale della pena. 
 Gli imputati erano anche stati condannati al pagamento delle spese processuali.   
L’altro giorno, invece, la Corte di Appello di Lecce ha riformato la sentenza di primo grado assolvendo tutti gli imputati dai reati loro ascritti per non aver commesso il fatto ad eccezione di Antonio Mileti a cui comunque ha rideterminato la pena a quattro anni di reclusione.
Ha invece dichiarato inammissibile l'appello proposto da Roberto Latartara e lo ha condannato alle spese di giudizio.
I difensori degli imputati assolti sono stati gli avv. Renzo De Leonardis, Bernardino Turchiarulo, Giovanni Caroli, Pietro Balestra, Stefano Di Tano e Gabriele Contini. Antonio Mileti e Roberto Latartara erano invece difesi dall'avv. Giuseppe Sardano del Foro di Bari.
Nel processo si erano costituite parte civile le assicurazioni Allianz Assicurazioni, Unipol Sai, Tua Assicurazioni, Reale Mutua Assicurazione, Zurich Assicurazioni e Generale Assicurazioni, oltre che la Asl di Brindisi.
 
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