Incidente mortale di Speziale: si è costituito il presunto pirata della strada

di Redazione Go Fasano venerdì, 21 settembre 2018 ore 20:57

Avrebbe travolto e ucciso il 19enne fasanese Giuseppe Vinci

FASANO – Avrebbe un nome e un cognome il presunto pirata della strada che all’alba della vigilia di Ferragosto era alla guida di un furgone che ha travolto e ucciso il 19enne fasanese Giuseppe Vinci.
 
Il condizionale è d’obbligo considerato che sul caso viene mantenuto il più stretto riserbo dagli investigatori.
 
In base alle poche indiscrezioni trapelate pare si tratti di un 60enne di Ostuni, di professione commerciante ambulante, che intorno alle 5.30 del mattino mentre si trovava a bordo del suo furgone per andare a lavorare ha travolto e ucciso Giuseppe Vinci.
 
Il 60enne si sarebbe presentato diversi giorni fa presso la caserma dei Carabinieri di Fasano e si sarebbe costituito, pare alla presenza del suo avvocato.
 
Il 60enne rischia una imputazione per omicidio stradale e omissione di soccorso, anche se al momento proseguono una serie di accertamenti tecnici – anche sul furgone guidato dal 60enne che è stato porto sotto sequestro - da parte degli inquirenti per cercare di verificare la versione fornita dal 60enne.
 
Subito dopo l’incidente erano partite le indagini e le ricerche dei Carabinieri per dare un nome e un cognome all’autista dell’auto pirata che all’alba della vigilia di Ferragosto aveva travolto e ucciso, nel tratto della ex statale 16 tra Pezze di Greco e Montalbano, alle porte di Speziale, lo sfortunato 19enne fasanese Giuseppe Vinci. 
 
Secondo le ipotesi dei Carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Fasano e della stazione di Pezze di Greco, che avevano eseguito i rilievi e gli accertamenti di rito sul luogo del tragico incidente e che avevano anche acquisito testimonianze e le immagini delle telecamere di videosorveglianza di una azienda che ha sede a poche decine di metri dal luogo del sinistro mortale,  il ragazzo mentre percorreva la ex statale 16 in direzione Speziale  intorno alle 5.30 del 14 agosto, a bordo del suo ciclomotore Piaggio Liberty 50, sarebbe caduto dalla moto per cause accidentali, dopo di che una volta rimessosi in piedi sarebbe stato travolto da un mezzo che procedeva in direzione opposta, che lo avrebbe letteralmente falciato e scaraventato ad oltre 40 metri di distanza dalla moto. Mezzo che, però, aveva fatto perdere le sue tracce.
 
Nei giorni successivi all’incidente si era svolta l’autopsia sul corpo dello sfortunato 19enne, che era stata disposta dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Brindisi, Giovanni Marino, che all’indomani dell’incidente aveva conferito l’incarico al medico legale del Policlinico di Bari, Liliana Innamorato, per eseguire appunto l’esame autoptico, utile a stabilire le cause della morte.
 
 L’autopsia era stata effettuata presso la camera mortuaria dell’ospedale “Perrino” di Brindisi, dove la sala era stata trasferita dopo i rilievi di rito compiuti dai Carabinieri sul luogo dell’incidente.
 
 Secondo le poche indiscrezioni trapelate, le prime risultanze della autopsia avevano avallato la ipotesi dei Carabinieri, ovvero che lo sfortunato 19enne – la cui causa della morte era stata certificata dal medico legale come “politrauma da strada” – era stato travolto e ucciso da un’auto che poi era scappata via.
 
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