Furti e vendita di cozze contaminate: arrestato un fasanese

di Redazione Go Fasano sabato, 24 novembre 2018 ore 10:27

Operazione della Guardia Costiera

TARANTO – C’è anche un fasanese tra gli arrestati dalla Guardia costiera di Taranto nell’ambito di una inchiesta compiuta su tutto il territorio nazionale su una serie di furti e commercializzazione di prodotti ittici contaminati, soggetti a vincolo sanitario, altamente nocivi per la salute pubblica, contraffatti mediante falsa certificazione. 
 
Gli indagati finiti agli arresti  – due in carcere e cinque ai domiciliari – sono: Damiano Lamanna, 44 anni di Taranto, Arcangelo Fago, 24 anni di Taranto, Sandro Mongelli, 48 anni di Taranto, Giovanni Marinò, 41 anni di Taranto, Marco Mancini, 41 anni di Fasano (titolare di un centro di spedizione per mitili di Torre Canne), Cosimo Fago, 61 anni di Taranto, Michele Padovano, 35 anni di Taranto. In carcere sono finiti Lamanna e Mongelli, mentre tutti gli altri sono stati assegnati ai domiciliari.
 
A seguito di alcune denunce per furto da parte di alcuni mitilicoltori del Mar Piccolo e del Mar Grande a Taranto, la locale Capitaneria di Porto ha avviato le indagini che si sono concluse con una operazione denominata "Passo e chiudo" che ha visto coinvolti più di cinquanta uomini e donne della Guardia Costiera oltre a mezzi navali ed aerei del Corpo, sotto il coordinamento della Direzione marittima di Bari.
A seguito delle indagini, dopo una serie di ingenti furti di prodotti ittici, la Guardia Costiera ha fatto luce su un vero e proprio “mercato parallelo” di prodotti contaminati chimicamente e biologicamente che venivano spacciati come prodotto di alta qualità, ma che in realtà erano altamente pericolosi per la salute pubblica.
 
Secondo quanto accertato dalle indagini l’organizzazione scoperta dalla Guardia Costiera rubava i mitili dagli impianti del Mar Piccolo, ovvero li coltivavano abusivamente in impianti illegittimi, per poi distribuirli sia a grandi centri di spedizione, ma anche ad “acquirenti di fiducia locali”, che a loro volta li commercializzavano nei banchetti presenti sulle strade del Tarantino.
 
In tal modo venivano aggirate le normative in materia sanitaria, le quali prevedono cicli di depurazione dei mitili lunghi ed accurati, le movimentazioni del prodotto in sicurezza. Il tutto per abbattere la contaminazione batterica ed livelli di Pcb e diossine.
 
Una attività illecita, quella scoperta dalla Guardia Costiera, che ha provocato danni alla saluta pubblica di non poco conto.
 
Secondo quanto scoperto dai militari della Capitaneria di Porto, alcuni dei soggetti si occupavano di organizzare i furti e la vendita dei mitili, delle operazioni di trattamento, sgranatura dei pergolati di mitili, con l’obiettivo di far perderne la tracciabilità, data dalla colorazione della retina scelta da ogni miticoltore, e della consegna del prodotto confezionato in sacchi del peso di 10 chili agli “acquirenti di fiducia”, previa prenotazione telefonica del quantitativo richiesto.
 
Un altro filone di indagine ha riguardato la vendita di tali mitili ai centri di spedizione che provvedevano ad etichettare come proprio. In tal modo veniva di fatto sanata la provenienza del prodotto.
 
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Commenti recenti

  • pastore giovanni

    Non entro nel merito delle opinioni politiche della maggioranza e della opposizione.Ma ,se è vero,che c'erano CONSIGLIERI COMUNALI CHE USCIVANO...

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