Si spaccia per impiegato comunale e truffa di 3600 euro una anziana fasanese

di Redazione Go Fasano mercoledì, 5 dicembre 2018 ore 05:40

È accaduto nel centro di Fasano in piena mattinata. Appello agli anziani a prestare attenzione.

FASANO – Una anziana fasanese è rimasta vittima di un raggiro perpetrato da un uomo dai modi gentili e ben vestito, che si è presentato presso la sua abitazione spacciandosi per impiegato dell’ufficio comunale ai tributi.
 
È accaduto una decina di giorni fa, ma l’anziana lo ha scoperto solo l’altro ieri quando si è ritrovata alleggerito il suo libretto postale di ben 3600 euro.
Nella mattina del 23 novembre scorso in un appartamento nel centro di Fasano – dove vivono due anziane sorelle 80enni – si è presentato un signore ben vestito e dai modi gentili.
 
Nella abitazione era presente solo una delle sorelle, alla quale il soggetto si è presentato come impiegato dell’ufficio tributi del Comune di Fasano. Ad avvalorare la sua presentazione anche una serie di documenti relativi a cartelle Tari (la Tassa rifiuti) con tanto di intestazione del Comune, che l’uomo ha fatto visionare all’anziana.
 
Il truffatore, dopo essersi presentato, ha spiegato all’anziana che da accertamenti sulla Tari era risultato che per quella abitazione le due occupanti pagavano oltre il triplo del previsto e che avrebbero avuto diritto ad un rimborso con addebito sul libretto postale. 
 
Per avvalorare la sua tesi il truffatore si è fatto aiutare dalla donna a misurare l’appartamento – con tanto di rotella metrica – per rilevarne le superficie e per, quindi, confermare la riduzione di un terzo della Tassa rifiuti pagata dalle due sorelle.
 
Terminate le finte misure il soggetto – che dall’accento non era fasanese – ha chiesto alla donna di visionare il libretto postale per prendere i riferimenti del conto sul quale inviare il (falso) rimborso Tari.
 
La donna, non credendo alle sue orecchie, ha subito consegnato, a quello che credeva un integerrimo impiegato comunale, la documentazione del Banco Posta postale con all’interno  la card del libretto postale, allegata alla quale (come abitudine degli anziani) vi era anche un biglietto con annotato il Pin. Per il truffatore è stato un gioco da ragazzi: ha sottratto la card e il biglietto e per non farsi accorgere, ha sostituito la card dell’anziana con un'altra simile (probabilmente oggetto di una truffa precedente), al fine di non far notare alla donna la mancanza della card nella documentazione.
 
Solo dopo dieci giorni, ovvero lunedì scorso 3 dicembre, quando l’anziana si è recata all’ufficio postale per prelevare la pensione, si è accorta di essere stata raggirata. Ha raccontato l’accaduto alla impiegata dell’ufficio postale, la quale ha subito intuito che l’anziana era rimasta vittima di una truffa e da una verifica informatica ha accertato  che dal libretto postale erano stati effettuati diversi prelievi. Il primo lo stesso giorno dell’accaduto, presso lo sportello postamat dell’ufficio postale di Fasano centro, e i successivi effettuati da Napoli.
 
L’anziana a quel punto si è fatta accompagnare da un parente presso la caserma dei Carabinieri, presso i quali ha denunciato l’accaduto, i quali si sono poi recati presso l’ufficio postale per bloccare la card ed avviare le indagini.
 
In totale alla donna era stata sottratta la somma di 3600 euro, per un totale di 6 prelievi da 600 euro cadauno (il massimo giornaliero consentito). Addirittura l’ultimo prelievo era stato effettuato nel lasso di tempo nel quale la donna si era recata dall’ufficio postale alla caserma dell’Arma per denunciare il raggiro.
 
Insomma una truffa in piena regola attuata ai danni di una anziana. A quanto pare altri casi simili si sarebbero verificati negli ultimi giorni nel Fasanese.
 
I Carabinieri della compagnia di Fasano hanno subito avviato le indagini e, a quanto pare, avrebbero anche acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza di alcuni locali ubicati nei pressi della abitazione dell’anziana raggirata, per cercare di identificare il truffatore.
 
L’appello agli anziani è di prestare massima attenzione e di non far entrare in casa nessuno, e di segnalare immediatamente alle forze dell’ordine qualsiasi persona o situazione sospetta. 
 
Enti come ad esempio il Comune (ma anche l’Inps), infatti, non inviano alcun funzionario presso le abitazioni degli utenti per la verifica di pensioni o, come nel caso accaduto alla anziana fasanese, del pagamento dei tributi.
 
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Commenti recenti

  • pastore giovanni

    Non entro nel merito delle opinioni politiche della maggioranza e della opposizione.Ma ,se è vero,che c'erano CONSIGLIERI COMUNALI CHE USCIVANO...

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