Giovedì Santo, si è rinnovata la tradizione dei "Sepolcri": l'usanza nasce mille anni fa

di Redazione Go Fasano venerdì, 30 marzo 2018 ore 06:00

Tanti fedeli in visita agli "Altari della reposizione" LE FOTO

FASANO - I primi ad allestire gli "Altari della reposizione", conosciuti oggi come "Sepolcri", furono a quanto pare i Carolingi (750 - 987 d.C.) per voler esprimere l’idea del lutto e della sepoltura, avendo però una forte giustificazione teologica: è vero che i Cristiani nell’Eucarestia adorano il Cristo vivente, ma è altrettanto vero che Gesù è passato alla vita incorrotta attraverso una morte cruenta, attraverso la croce. E' così che la tradizione si ripete oggi in tutto il paese: particolarmente sentita a Fasano ed in tutte le regioni del sud, dove diventa l'appuntamento dei fedeli al termine della "Missa in coena Domini" (Messa della cena del Signore), ovvero la celebrazione che si tiene nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo ed inaugura il triduo pasquale. In essa si ricorda l'ultima cena di Gesù Cristo, la lavanda dei piedi al servizio dei suoi apostoli, prima che lo stesso si avviasse alla "passione" che lo condusse alla crocifissione e poi alla resurrezione.

Il termine “sepolcro” viene ancora oggi utilizzato nel linguaggio popolare di molti paesi del Sud Italia per indicare quello che, più propriamente, andrebbe definito “altare” o “cappella della reposizione”. In esso viene conservato il corpo di Cristo, e nessuna celebrazione eucaristica si tiene durante i tre giorni prima della Pasqua. A Fasano, ancora una volta, ieri sera (Giovedì Santo 29 marzo) le strade del centro e soprattutto quelle adiacenti alle chiese, sono state letteralmente prese d'assalto da lunghe file di fedeli curiosi di vedere gli allestimenti preparati dalle varie confraternite.

Il tutto si è unito alle prime due processioni della settimana Santa: “Gesù nell’orto degli ulivi”, a cura della Confraternita di Maria Santissima del Rosario che ha avuto inizio alle ore 21 e si è mossa attraversando il tradizionale percorso per le vie di Fasano. A seguire è stato poi il momento della processione con a capo l'effige di “Gesù Flagellato” (conosciuta anche come quella del "Cristo alla colonna") curata dalla Confraternita di Maria Immacolata, che si è mossa dalla Chiesa di Sant’Antonio Abate alle 22.30.

Tra gli addobbi tipici dei sepolcri, i fiori bianchi, il vino fatto bollire con l’incenso e i semi di grano germogliati al buio che simboleggiano il passaggio dalle tenebre della morte di Gesù alla sua resurrezione. Nell’altare vengono collocati il tavolo, simbolo del sacrificio, il pane, i 12 piatti degli apostoli e il tabernacolo dove è collocata l’Eucarestia: tutti doni e simboli umili, rappresentativi della comunità.

Un immancabile appuntamento per la comunità cristiana fasanese, anche se questo rito si è ormai insinuato allo stesso modo finanche tra la curiosità dei non credenti che vedono nel pellegrinaggio ai "Sepolcri" un evento che non puo' essere disatteso.

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