Matthew Fox, lo stupore per le cose e il difficile ruolo degli educatori

di Dino Cassone mercoledì, 11 aprile 2018 ore 05:45

Presentato ieri (martedì 10 aprile) il testo di Matthew Fox, “Educare alla meraviglia. Reinventare la Scuola, reinventare l’umano”

FASANO – «Un testo che ci mette in crisi, soprattutto noi educatori. Una profonda analisi concentrica: prima dell’individuo, quindi dell’istituzione scuola, infine della società». Questa la premessa fatta da Teresa Cecere, coordinatrice dell’incontro, durante la presentazione del libro “Educare alla meraviglia. Reinventare la Scuola, reinventare l’umano” (Edizioni La Meridiana). Il saggio, scritto dal teologo e saggista statunitense Matthew Fox, è stato presentato ieri (10 aprile) presso l’Auditorium dell’IISS “Leonardo da Vinci” di Fasano. Presente anche la dirigente dell’istituto Maria Stella Carparelli che ha avuto il compito, dopo i saluti istituzionali, di introdurre la serata.
 
Assente l’autore, al suo posto Elvira Zaccagnino, la direttrice della casa editrice La Meridiana fondata 31 anni fa nella Molfetta di don Tonino Bello e del suo messaggio: «educare è stare in una relazione, non dominarla». Una casa editrice che ha scelto di pubblicare libri utili, quasi degli strumenti a disposizione per il pensiero, e, nel caso specifico del saggio di Fox, ritenuto adatto a questo momento particolare del sistema scuola, fornendo “premesse” e non “promesse”. «Un testo – ha concluso la Zaccagnino –, che suggerisce di unire lo stupore per il mondo circostante e la saggezza, per reinventare la scuola semplicemente cambiando la prospettiva e ripensandola nel suo approccio educativo». Ripensandola, come ha giustamente aggiunto Teresa Cecere, «non solo dal punto di vista del metodo, ma anche da quello dei contenuti».
 
A seguire una breve ma efficacissima lezione tenuta da Chiara Scardicchio (ricercatrice presso l’Università di Foggia), definita dalla coordinatrice «come una madre, una generatrice di idee che ha superato l’orizzonte del lamento». Tanti gli spunti offerti dalla Scardicchio, con passione e grande senso del coinvolgimento, al pubblico costituito in larga parte da docenti provenienti da ogni istituto fasanese. A cominciare dal ruolo dell’adulto «che non vuole essere meravigliato, ma che tende al controllo ossessivo delle cose, a cercare sempre di conoscerle». E se la meraviglia fosse antitetica alla conoscenza? Ecco che Fox suggerisce allora di non rinunciare alla conoscenza, ma di ricercare.
 
Perno centrale della lezione è stato proprio il ruolo del docente, che vive male l’espropriazione del suo compito di depositario del sapere da parte della rete, e che deve far fronte alla complessa e costante domanda da parte degli studenti: «che meraviglia c’è dentro il male quotidiano?», perché è troppo facile, infatti, meravigliarsi di fronte alla felicità. Studenti che pretendono che la meraviglia dell’adulto-docente sia credibile; spesso accade però che quando ciò che viene rivelato loro non è come essi lo vorrebbero, si concretizza la rabbia.
 
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