Tra storia e memoria, "un rumore che rompe il silenzio"

di Barbara Castellano venerdì, 20 aprile 2018 ore 06:10

Il toccante percorso-mostra curato dagli studenti della Bianco Pascoli. LE FOTO

FASANO – Ad accogliere il capannello di persone formatosi fuori dalla scuola Pascoli, pronte a seguire l’iniziativa “Tra storia e memoria – dalla nascita della Repubblica agli anni di Piombo”, organizzata ieri sera (19 aprile) dalla scuola secondaria di primo grado “Bianco-Pascoli” di Fasano, c’erano gli studenti che hanno iniziato il loro percorso-mostra cantando, a cappella, Bella Ciao. Un preludio ispirato che ha dato avvio a un’esperienza commovente e in un certo modo sensoriale.
 
Il gruppo degli astanti, tra cui l’Onorevole Gero Grassi (membro della Commissione d’Inchiesta sul Caso Moro), il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria e i giornalisti Filippo Boni (giornalista per La Nazione, Firenze, in mattinata ha anche presentato il libro “Gli eroi di via Fani”) e Daniele Rotondo (giornalista di Rai 2), ha attraversato i corridoi della scuola come se stesse attraversando la storia dell’Italia. Ovunque gli occhi si volgevano si posavano su una sua pagina: prima della Resistenza, poi della Costituzione, poi ancora delle lotte femministe, studentesche e operaie e infine le pagine terribili delle stragi tra cui quella di via Fani. Il 2018 segna infatti il 70esimo anniversario dall’entrata in vigore della Carta costituzionale e il 40esimo da quando Aldo Moro fu rapito e i cinque ragazzi della sua scorta, fra cui il fasanese Franco Zizzi, furono uccisi.
 
Gli studenti hanno letto i discorsi di Saragat e di Calamandrei, hanno danzato, hanno suonato in formazione orchestrale (diretti dal maestro De Vitis) l’Inno di Mameli, hanno recitato alcuni degli articoli della Costituzione, hanno urlato gli slogan delle lotte sessantottine, hanno dato voce alle vittime de terrorismo rosso e nero e hanno reso omaggio ad Aldo Moro e Franco Zizzi. Il percorso, estremamente coinvolgente e curato (grazie al lavoro delle professoresse Di Bello, Spadintessa e Mauriello così come di tutto il corpo docenti), è terminato con La storia siamo noi di De Gregori eseguita dal gruppo Ricover e dagli stessi studenti.
 
De Gregori cantava di un “rumore che rompe il silenzio, questo silenzio così duro da raccontare”, di una storia, la nostra, che a volte come nel caso Moro ci lascia ancora senza verità e pieni di domande. Al giornalista Daniele Rotondo è quindi toccato fare queste domande nel confronto a più voci (la musica dei Ricover dal repertorio di Rino Gaetano ha accompagnato la serata con Nun te reggae più, Ti Ti Ti Ti, Metà Africa metà Europa e Aida) a Filippo Boni e all’Onorevole Gero Grassi che ha affermato: «Moro dava fastidio alla CIA e quindi agli americani, al KGB e quindi ai russi (e in Bulgaria nel ’73 avevano tentato di uccidere Berlinguer), ai francesi e agli inglesi, dava fastidio ai tenutari di Jalta cioè a quelli che si erano divisi il mondo dopo la seconda guerra mondiale: est ai sovietici, ovest agli americani e ai francesi e agli inglesi le colonie. Dava fastidio alla P2 e anche a certi giornali perché a parte la Gazzetta del Mezzogiorno si schierarono tutti contro la trattativa».
 
Quella di Moro è stata ed è una figura ingombrante e «Franco Zizzi - ha proseguito Grassi - non è morto per caso, è morto perché ha scelto di servire lo Stato e si è trovato con un uomo, Aldo Moro, che in quel momento era lo Stato, ma il miglior Stato. Purtroppo altri Stati, patologicamente degenerati, lo hanno ucciso. Noi stiamo con lo Stato di Moro e di Zizzi».
 
Tempo di lettura stimato: 2’
 

Attribuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Fasano social







Commenti recenti

  • Passiatore Giovanna

    Ci lamentiamo sempre di tutto. Ci sono strade da rifare, scuole da ristrutturare, illuminazione carente ecc.ecc. Però al divertimento non sappiamo...

    Mostra articolo