Il fascino del Tempietto di Seppannibale in un libro di Maria Luisa Semeraro Herrmann

di Marisa Cassone lunedì, 7 maggio 2018 ore 05:50

Ieri, domenica 6 maggio, la presentazione del volume a Palazzo di Città. LE FOTO

FASANO - «Un gioiello che arricchisce la nostra offerta culturale. Un bene che va preservato e valorizzato». È così che il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, ha definito il Tempietto di Seppannibale, protagonista dell’ultimo libro di Maria Luisa Semeraro Herrmann, “L’Enigma del Tempietto di San Pietro Veterano di Fasano (denominato Seppannibale)”, presentato ieri sera, domenica 6 maggio, nella Sala di Rappresentanza del Comune di Fasano.

L’incontro, organizzato dalla sezione di Fasano della Società di Storia Patria per la Puglia, da Schena editore, dall’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero e dalla Città di Fasano, ha visto la partecipazione del sindaco Francesco Zaccaria, dell’assessore alla Cultura Annarita Angelini, di Pierangelo Antonio Pugliese, Presidente Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero della Diocesi Conversano – Monopoli, dell’editore Angela Schena, di don Vito Fusillo vicario del Vescovo Mons. Giuseppe Favale, del presidente della sezione fasanese della Società di Storia Patria per la Puglia Angelo Sante Trisciuzzi e, naturalmente, dell’autrice.
 
«Leggendo il libro si apre una finestra sul passato. Un vero gioiello d'arte, testimonianza di fede» ha scritto il Vescovo nella prefazione da lui curata.
 
Il Tempietto di Seppannibale sorge tra Monopoli e Fasano, nel territorio fasanese, lungo la Strada Statale n. 16 al km 854, nei pressi di un tratto sostitutivo dell’antica via Appia-Traiana. Appartiene alla masseria Seppannibale Grande dalla quale, recentemente, ha assunto il nome dopo essere stata originariamente dedicata a San Pietro Veterano. Si tratta di una delle più antiche chiese esistenti in Puglia, risalente all’VIII secolo, di stile longobardo beneventano. Il Tempietto presenta una suggestiva forma quadrangolare, dotata di cupole ad asse e l’ingresso laterale nord con protiro. Una particolare architettura che l’autrice ha voluto confrontare con altre chiese presenti nella zona.

«Il Tempietto – racconta la Herrmann – era considerato un centro di fede, ma anche un luogo di riposo per i pellegrini diretti in Terra Santa. Ho scritto questo libro per richiamare l'attenzione della gente su questo gioiello. Ho stilato un testo più adatto a tutti, meno complicato, a differenza delle altre pubblicazioni presenti sul tema».
 
«Non posso che confermare la nostra soddisfazione nell'aver contribuito alla diffusione della conoscenza di un bene prezioso del nostro passato» ha aggiunto l’editrice Angela Schena che ha curato la pubblicazione del testo.

Tempo stimato di lettura: 50''

Attribuzione - Non commerciale

   

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  • Vinci Franco

    Bene e l'inizio dei lavori sulla 172,è per quanto riguarda l'uscita cucine pinto,che provvedimento verrà preso dato che è un uscita e un entrata...

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