Sandro Pertini, il Presidente più ostinato e amato dagli italiani

di Dino Cassone venerdì, 1 giugno 2018 ore 05:55

Presentato ieri a Palazzo Pezzolla il libro scritto da Enrico Cuccodoro

FASANO – Libertà, dignità e giustizia sociale. Questi i valori in cui credeva in maniera sviscerata Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica «più ostinato e amato dagli italiani». È stato presentato ieri (31 maggio) presso la Sala di Palazzo Pezzolla di Fasano il libro scritto da Enrico Cuccodoro (professore di diritto costituzionale dell'Università del Salento nonché Coordinatore nazionale dell'Osservatorio Istituzionale per la libertà e la giustizia sociale “Sandro e Carla Pertini”), dal titolo “Gli Impertinenti. Il viaggio di Sandro e Carla Pertini, per l'Italia di oggi” (Edizioni Voilier). Il libro vuole essere una testimonianza dell’atto d’amore di Pertini verso i giovani, lui che non aveva figli.

Presenti, oltre all’autore, Alessandro Nardelli (tra i curatori del volume), Emilio Graziuso, responsabile provinciale di Confconsumatori, che ha avuto il ruolo di moderatore, e l’avvocato Pietro Dell’Anno che ha invece introdotto la serata. Proprio quest’ultimo si è detto «in apprensione per gli sviluppi politici di questi giorni, dove a primeggiare sono ‘nomi nuovi’. Si parla di Terza Repubblica, e pensate, anche durante la Prima, i nomi di allora erano considerati ‘nuovi’, perché oscurati dal ventennio fascista: De Gasperi, Nenni, Togliatti e Pertini». Insomma quei nomi che diventeranno i padri costituenti della nostra tanto chiacchierata Costituzione, che proprio come dichiarò lo stesso Pertini: «non è caduta dal cielo; non è il frutto di una elaborazione di un gruppo di esperti dietro una scrivania. Essa è stata una conquista di tutto il popolo italiano, della sua storia, delle sue forze politiche. È scaturita direttamente dagli ideali e dalla cultura della Resistenza, dalla fede e dalle convinzioni di migliaia di morti antifascisti».

Tantissime le riflessioni offerte al pubblico. A cominciare dalla suggestione di un ricordo che ha legato Pertini alla nostra Fasano: il suo passaggio proprio qui nel lontano 3 marzo 1980, durante un viaggio – che smobilitò folle oceaniche di gente – fatto mentre l’Italia attraversava un momento molto complesso (a gennaio e febbraio di quello stesso anno, erano stati ammazzati Pier Santi Mattarella, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica, dalla mafia e Vittorio Bachelet dalle Brigate Rosse). Quindi la visita nel carcere di Turi, dove Pertini fu confinato assieme a molti altri tra cui Antonio Gramsci, suo compagno di cella.

Pertini fu una figura di grande condivisione da parte del popolo italiano, nonostante la cupezza degli anni di piombo, un uomo che, con impertinente garbo, «ha messo il corpo e la faccia al servizio dello Stato – ha ribadito Cuccodoro – ha saputo dare speranza e coraggio in quei momenti bui. Uno statista che ha saputo creare un nuovo modo di fare comunicazione, mettendo al centro dell’attenzione la sua persona, pur non essendo egocentrico. Era popolare ma non populista».

Tempo di lettura stimato: 50’’

 

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Commenti recenti

  • Renna Andrea

    vorrei che ogni tanto l'mministrazzione comunale,andasse a fare un giro d'ispezione nelle strade di via Adami,via st Antonio e dintorni

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