Acquedotto Pugliese e storia: inaugurata la mostra “La Fontana si racconta”

di Marisa Cassone giovedì, 21 giugno 2018 ore 06:00

Sarà possibile visitarla, a Fasano, nel Chiostro dei Minori Osservanti. LE FOTO

FASANO - La “cape de firr” è ormai il simbolo dell’Acquedotto Pugliese, la storica fontanina che è possibile ammirare in tutte le cittadine della Puglia. Ora è protagonista della mostra fotografica “La Fontana si racconta”, approdata a Fasano ieri, mercoledì 20 giugno.
 
La splendida cornice del Chiostro dei Minori Osservanti ospiterà fino al 2 luglio scatti a colori e in bianco e nero che testimoniano la nascita e l’evoluzione delle mitiche fontane che hanno portato in città l’acqua corrente. Per l’occasione erano presenti il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, il consigliere regionale Fabiano Amati e il presidente di Acquedotto Pugliese Simeone Di Cagno Abbrescia.
 
«Acquedotto Pugliese rappresenta la storia della Puglia, un avamposto di cultura imprenditoriale e tecnologia, un'eccellenza della nostra Regione. Rappresenta il grande saper fare dei pugliesi che dall'800 hanno pensato di prendere l'acqua dalla Campania e portarla in Salento utilizzando il gioco di pendenze» ha affermato Zaccaria.
 
«Questa mostra ci permette di conoscere la storia – ha spiegato Amati - Chi non conosce la storia è costretto a ricominciare. Questa invece può insegnarci e prepararci al domani. Acquedotto Pugliese non nacque infatti per dissetare ma per irrigare e, con questo intento, nacque anche l'idea di un uso industriale dell'acqua. L'arrivo di Acquedotto Pugliese migliorò la vita dell'epoca, ci fece superare quel clima di disastro, di sofferenza. Anche Fasano fu protagonista di questa rivoluzione – ha continuato Fabiano Amati - il sindaco Bari Evoli, all’epoca consigliere provinciale di Bari, fu uno dei primi a richiedere a gran voce l'acqua in Puglia per poter irrigare. A lui è infatti dedicato un serbatoio che ha portato l'acqua a Torre Canne. Raccontate a tutti la storia di Aqp per moltiplicare la militanza culturale, per rispettare l'azienda e per aprirci ad un mondo nuovo».
 
La parola è poi passata a Simeone Di Cagno Abbrescia: «Si tratta di una mostra itinerante (ha già visitato Bari, Lecce, Martina Franca, Cursi, S. Maria di Leuca, Grottaglie, Acquaviva delle Fonti, Capurso, Putignano, Alberobello, Rutigliano, Lecce, Brindisi, Cerignola e Ruvo di Puglia). Ci conduce a riflettere su ciò che era la Puglia prima di Acquedotto Pugliese. L'acqua è un bene prezioso e va rispettato. La missione dell'Acquedotto non è solo quantitativa ma culturale e di bene primario. Acquedotto Pugliese non si deve fermare: bisogna affrontare i problemi delle perdite, dei fanghi e della depurazione, insieme al bisogno sempre maggiore di acqua. Questa mostra racconta chi siamo, chi eravamo e dove vogliamo arrivare».
 
Le stampe esposte, provenienti dall’Archivio Storico dell’Acquedotto Pugliese, contribuiscono così a valorizzare e divulgare la storia di un importante simbolo, la fontanella pubblica.
 
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