I misteri di Napoli nel nuovo romanzo di Massimo Nava

di Dino Cassone martedì, 10 luglio 2018 ore 04:55

Lo scrittore ospite a Selva di Fasano in un incontro organizzato dal Presidio del Libro

 

FASANO – Magia, esoterismo e la ricerca dell’immortalità sono tre degli elementi su cui si basa il nuovo romanzo di Massimo Nava, dal titolo “Il boss è immortale” (Mondadori), che è stato presentato ieri (9 luglio) presso la residenza estiva Belfiore-Liuzzi a Selva di Fasano. L’incontro organizzato dal locale Presidio del Libro, nell’ambito della rassegna “Colline d’Autore”, ha visto prima il benvenuto della referente dello stesso, Annamaria Toma, quindi della padrona di casa. A dialogare con l’autore milanese Sonia Raule, mentre a leggere alcuni passi è stata Barbara Castellano. Durante la serata Maria Sole Corelli ha interpretato tre brani “Napule è”, “Cu’mme” e “Munastero e Santa Chiara”, che hanno introdotto la vera protagonista del romanzo di Nava, Napoli, città che lo lega personalmente; qui infatti, Nava ha lavorato come inviato del Corriere della Sera, definendola «una straordinaria scuola di giornalismo e di vita».

La storia vede un boss della camorra, ormai in fin di vita, dilaniato dal problema di chi dovrà ereditare il suo losco impero. Egli preferirebbe che a prendere le redini fosse suo figlio, nonostante la promessa fatta a sua moglie di tenerlo lontano e permettergli una vita migliore; contemporaneamente il boss pensa anche a un luogo “vicino all’eternità” dove poter riposare da morto. Come ogni giallo che si rispetti ci sono alcuni delitti, un commissario (Bernard Bastiani, già protagonista del precedente romanzo) che indaga e un sequestro; ma il bottino è una cosa che nemmeno un boss del malaffare può comprare, l’immortalità, che secondo Nava rappresenta «la moderna alchimia». Non è un caso che la vicenda s’intreccia anche con Lione, che rappresenta la sede principale degli studi rivoluzionari di biologia, nonché uno dei vertici del “triangolo della magia bianca”.

Nava ha anche parlato del difficile mestiere di fare giornalismo, oggi più dettato dall’auto referenzialismo; nel romanzo c’è anche una sorta di omaggio al suo mestiere e a un tipo di giornalismo (come quello di Siani, ad esempio, e di tutti quei giovani che hanno immolato letteralmente la propria vita ad esso) ormai in via d’estinzione.

Tempo stimato di lettura: 40’

Attribuzione - Non commerciale

   

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