Yasemin Sannino al “Mare Magnum Festival”: raffinatezze jazz e melodie turche

di Dino Cassone domenica, 5 agosto 2018 ore 05:25

Primo appuntamento per la mini rassegna alla Casina Municipale della Selva di Fasano

FASANO – Il Bosforo rappresenta la porta verso l’Asia per l’Europa e viceversa, la contaminazione di due mondi estremamente diversi per cultura e geografia. E di emozionanti contaminazioni è stato denso il concerto, dal titolo “Bosphorus in blue”, che ha avuto luogo ieri sera (4 agosto) presso la Casina Municipale a Selva di Fasano. Protagonista la cantante e attrice italo-turca Yasemin Sannino, accompagnata sul palco da tre validissimi musicisti: Arnaldo Vacca alle percussioni, Luca Iacovella al piano e Bruno Zoia al contrabbasso.

Un concerto raffinato e coinvolgente che ha aperto di fatto la mini rassegna della seconda edizione del “Mare Magnum”, il festival delle culture euromediterranee, organizzato dalla Panart Produzioni in collaborazione con la Fatus Casina Municipal, sotto la direzione artistica di Michele Ido. Ricordiamo che la rassegna ha potuto aver luogo grazie anche alla partnership dei Comuni di Locorotondo e Fasano, dell’Ambasciata di Albania, del Centro Culturale tunisino in Italia, dei Presidi del libro di Fasano, della Pro Loco Fasano, dell’Eco Museo della Valle d’Itria e di Federalberghi provincia di Brindisi.

La musica turca è racconto immaginifico, è poesia arricchita da melodie ora dense di nostalgia e di pathos, ora di ritmi travolgenti. E la voce vibrante di Yasmine Sannino, grazie al sapiente tocco jazz dei musicisti che erano con lei, ha raccontato in musica tante storie, come il gazel che ha aperto la serata, dal titolo “La sposa bionda”, un inno alla diversità (“Che bello poterci mescolare come l'acqua sempre senza confonderci”), basato su una poesia di Rumi e musicato da un autore armeno; o l’omaggio alle bellezze di una terra, Izmir, nel brano contenuto nella colonna sonora del film “Il tempo dei gitani” di Kusturica, dove «Nella notte tutti i dolori si vanno a perdere e si allungano nei sonni tutti gli inganni».

Ed ancora storie di donne, tradite («Non sono offesa, sono solo dispiaciuta»), sfruttate dai propri uomini dediti solo a bere e a giocare a carte nei bar («Voglio tornare dalla mia mamma», canto proveniente dal Mar Nero), o decisamente arrabbiate («Ti faccio a pezzettini e ti brucio»). Storie di incontri amorosi al buio, dell’ineluttabilità del destino, come nella celebre “Birdenbire” (contenuta nella colonna sonora de “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek); del coraggio di affrontare cose più grandi di noi («Vivo coi giganti»). E infine l’omaggio a Istanbul, città natale della Sannino, «Una bella donna a cui il vento accarezza i capelli»; all’Anatolia e all’Italia, seconda patria della cantante (suo padre è napoletano), con l’interpretazione di un testo turco sul tema principale di “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone.

Attribuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Fasano social







Commenti recenti

  • Vinci Franco

    Bene e l'inizio dei lavori sulla 172,è per quanto riguarda l'uscita cucine pinto,che provvedimento verrà preso dato che è un uscita e un entrata...

    Mostra articolo