“Omaggio a Ignazio Ciaia”, il tempo e la musica

di Dino Cassone giovedì, 25 ottobre 2018 ore 06:00

Andato in scena il recital dedicato al poeta e patriota fasanese a 219 anni dalla sua morte

FASANO – Una vera e propria intervista, di quelle impossibili, ha avuto luogo ieri (24 ottobre) presso la sala di Rappresentanza del Comune di Fasano. L’evento, dal titolo “Omaggio a Ignazio Ciaia”, organizzato dalla Sezione di Fasano della Società di Storia Patria per la Puglia, è stato ideato da Angela Gasparro, che ha selezionato personalmente gli stralci estrapolati dagli scritti dello stesso Ciaia, di cui ricorre il 219mo anno della morte. Gli intermezzi musicali sono stati invece curati dal Maestro Francesco Scarcella al clavicembalo, che ha eseguito “La Marsigliese” nella versione adattata di Claude Rouget de Lisle; l’allegro dalla “Sonata VI in la maggiore” di Pietro Domenico Paradisi e due sonate di Giovanni Paisiello.

Un brillante botta e risposta dunque tra la novella giornalista Gasparro e Ignazio Ciaia (a cui ha prestato la voce l’attore fasanese Michele Savoia); tanti i ricordi venuti alla luce: dalla sua infanzia all’adolescenza; gli studi a Napoli; il primo e unico amore, il classico colpo di fulmine, quello con la cantante Celeste Coltellini (a cui Ciaia dedicò appassionati versi); le prime esperienze politiche e rivoluzionarie, la fiducia mal riposta verso la Francia e il suo mancato aiuto, fino all’arresto che lo portò dopo tre anni di prigionia, alla morte. Spazio anche a qualche gustosa curiosità personale, con l’ammissione da parte di Ciaia di due suoi enormi difetti: un’eccessiva sensibilità e una spaventosa ipocondria. Ma è stato il Ciaia poeta che si è voluto mettere in luce, attraverso alcune sue composizioni, come “Partendo da Napoli per Vienna” ed “Alla luna” dedicate alla sua amata Celeste; oppure l’ode “È notte alfine”, in cui emerge la sofferenza della prigionia.

Al presidente del sodalizio organizzante, Angelo Sante Trisciuzzi, in chiusura di serata il compito di raccontare i fervori politici del patriota fasanese (e l’amore incondizionato per la libertà) che lo portarono a conoscere l’intellettuale Carlo Laberg e quelli che diventeranno i suoi compagni di sventura: Pagano, Russo e Pigliacelli. Dopo essere stato nominato dal generale Championnet capo del primo governo della Repubblica, fu incarcerato e giustiziato il 29 ottobre del 1799. Trisciuzzi ha raccontato anche gli accadimenti che si succedettero in quei giorni febbrili, come i saccheggi e le brutali uccisioni da parte dei francesi, (tra questi, Anna Teresa Stella qui a Fasano), la resa dei repubblicani e il conseguente armistizio avvenuto a giugno a Castelnuovo.

Sorpresa finale da parte di Gino Turi (presente in sala il genero) che ha voluto donare all’amministrazione, rappresentata dal vice sindaco Giovanni Cisternino, una stampa raffigurante proprio Ignazio Ciaia, che con ogni probabilità sarà esposta nella biblioteca comunale che porta il suo nome. 

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