Due donne e un “Sugo finto” al festival “Di scena a Fasano”

di Ilaria Potenza domenica, 28 ottobre 2018 ore 05:55

Quarto spettacolo in concorso al Teatro Sociale: una commedia in due atti che racconta gli equilibri dei rapporti familiari

FASANO - La famiglia non si può scegliere e a volte capita di passare tutta la vita con chi non si sopporta affatto. È quello che succede a Rosaria (interpretata da Antonella Rebecchi) e Addolorata (Stefania Giayvia), protagoniste della commedia “Sugo finto” di Gianni Clementi della compagnia “La bottega dei RebArdò”, in gara ieri sera al festiva “Di scena a Fasano” al Teatro Sociale.
 
Due sorelle che non si sono mai sposate e che finiscono così a dividere la casa, i soldi e la disperazione, nonostante provino a soffocarla con i litigi e un lavoro in sartoria messo a dura prova dalla concorrenza dei cinesi con i loro prezzi stracciati. Rosaria è una donna risoluta disposta a sacrificarsi pur di risparmiare, al contrario di Addolorata che trascorre il suo tempo libero guardando le soap opera con un sacchetto di olive dolci tra le mani, sognando un amore e gli agi che non può permettersi perché frenata dalla sorella che la riporta alla realtà. Persino il matrimonio del cugino con la badante straniera della zia diventa motivo di discussione: Addolorata vorrebbe far loro un regalo costoso e comprare un abito nuovo per l’occasione, ma Rosaria non vuole proprio saperne e se ne infischia di fare bella figura.
 
La scenografia di “Sugo finto” (che si fa rigorosamente con i pomodori freschi, mai con la conserva) è l’interno di una abitazione e, tra un divano sfatto e una televisione a cui rivolgersi guardando il pubblico, si assiste alla quotidianità delle protagoniste che non si tirano indietro nel mostrare le proprie fragilità e l’incapacità di farsi trovare pronti quando la vita ti mette davanti a sfide che scombinano gli equilibri. Nessuna televendita, e neppure i consigli dei maghi cialtroni, riescono a dare sostegno ad Addolorata quando Rosaria viene colpita da un ictus e all’improvviso smette di essere il suo “grillo parlante”, la sua guida tanto fastidiosa quanto importante per prendere sempre le decisioni giuste. Si prende cura di lei, rinunciando alle sue pretese pur di starle accanto.
 
Lo spettacolo di Gianni Clementi, che ha il ritmo e la struttura di una sitcom, è un equilibrio tra ironia e amaro in bocca in tipica misura pirandelliana, che approfondisce con fare scanzonato il meccanismo dei rapporti umani, ricordando che chi ci è più vicino può anche fare scelte incomprensibili, ma pensate solo per il nostro bene. 

 

 

Attribuzione - Non commerciale

   

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