Il talento di Michele Savoia “travolge” cinema e teatro

di Barbara Castellano venerdì, 2 novembre 2018 ore 05:16

L’attore fasanese, che sarà impegnato a teatro nella produzione nazionale di Kinky Boots, ci svela in anteprima il prossimo ruolo a cinema

FASANO -  Di Michele Savoia conosciamo il sorriso contagioso e la passione che, uniti ad una sana dose di talento e impegno, lo stanno facendo affermare a livello nazionale e internazionale. Abbiamo chiacchierato con lui che - tra le altre cose - ci ha svelato una ultima bellissima novità. Nel raccontarlo però noi vogliamo andare per gradi perché la sua versatilità gli permette di muoversi sia su un palcoscenico che davanti ad una telecamera e questo passaggio - soprattutto la sua riuscita - fra teatro e cinema è meno scontato di quanto si possa pensare.
 
Quest’estate ha infatti vestito i panni di Orazio nell’Amleto (al fianco di Mingo De Pasquale - Striscia la Notizia - che ha interpretato re Claudio) con la regia di Clarizio Di Ciaula che è andato in scena nella incredibile cornice dell’anfiteatro del Teatro Antico di Segesta all’interno del festival “Le Dionisiache”.
 
Ha quindi conquistato il ruolo di Don nella produzione nazionale di Kinky Boots. Il musical, che è un adattamento dell’omonimo film, ha musiche e testi scritti da Cyndi Lauper e libretto firmato da Harvey Fierstein. Il protagonista, Charlie, per salvare l’azienda di famiglia di scarpe tipicamente inglesi decide, ispirato da Lola, di iniziare invece a produrre scarpe dai vertiginosi tacchi per drag queen.
 
Non tutti sono felici di questa scelta e il personaggio che Michele Savoia interpreterà è  l’omofobo antagonista della storia. Nell'ensamble, c'è anche Vittoria Brescia, un'altra fasanese. Lo spettacolo, con regia di Claudio Insegno e direzione musicale di Angelo Racz, debutterà a fine novembre al Teatro Nuovo di Milano (piazza San Babila) ed è davvero da non perdere.
 
Michele, lo scorso mese però hai anche partecipato ad una breve tournée internazionale.
«È vero, sono stato in Ucraina a Kiev e Odessa con la fantastica Ornella Muti, che conosco da anni e con cui avevo già lavorato, e con Pietro Bontempo. Loro erano i protagonisti di “The court over the witch” mentre io ho fatto parte del cast. Alla regia c’è stato Enrico Maria Lamanna che ha vinto vari premi, ha anche lavorato a New York e per me, che oramai con lui ho lavorato altre volte, è un vero e proprio maestro.
 
Su Facebook avevi scritto che le novità non erano finite, ci puoi svelare a cosa stai lavorando?
«Sono felicissimo di poter annunciare di aver appena finito le riprese del film “Brave ragazze” a Gaeta. La regia di questo action - comedy ambientato negli anni ’80 la firma Michela Andreozzi. È la storia, tra l’altro ispirata ad un fatto vero, di quattro ragazze (Ambra Angiolini, Silvia D'Amico e le due David di Donatello Ilenia Pastorelli e Serena Rossi) che si travestono da uomini e commettono delle rapine ma nessuno le trova grazie a questo loro escamotage. Io, Luca Argentero e la stessa Michela Andreozzi svolgiamo le indagini. Argentero è il commissario, la Andreozzi il suo vice e io sono un agente scelto barese, sono la spalla comica del trio.
 
Com’è stato girare?
«Nella maggior parte delle scene sono con Luca Argentero e Michela Andreozzi con cui si è creato un bel rapporto. È il terzo film che giro con Michela e la devo ringraziare davvero tanto per questa opportunità. Questo fortunatamente si riflette nella vita sul set che è stata divertente anche perché il personaggio che interpreto lo è. Nel cast, tra l’altro, ci sono altri grossi nomi come Stefania Sandrelli, Max Tortora, Massimiliano Vado».
 
Non ci hai ancora detto come si chiama il tuo personaggio.
«Tengo particolarmente a questo personaggio. Vedi, quando sono stato scelto per questo ruolo l’agente non aveva ancora un nome, aveva una sua identità pugliese però e, per questo motivo, Michela Andreozzi mi ha lasciato scegliere nome e cognome. Dare un nome non è qualcosa di semplice o privo di importanza e così ho deciso di chiamarlo Vito Liuzzi. Il cognome non è casuale per due ragioni: sia perché la mia figlioccia a cui sono affezionato ha questo cognome, sia perché volevo dedicarlo alla prof. Teresa Liuzzi (recentemente scomparsa, ndr). Lei per me è stata una grande insegnante e, per quanto possibile, volevo omaggiarla».
 
Il Vito Liuzzi di Michele Savoia sarà sul grande schermo dalla prossima primavera (nella pellicola prodotta da Paco Cinematografica e Vision Distribution) portando con sé un ricordo prezioso per Fasano.
 

Attribuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Fasano social







Commenti recenti

  • pastore giovanni

    Sarebbe bene anche interrogarsi sulle ragioni e sui motivi che fanno crescere il nazionalpopulismo e domandarsi quanto sbagliate siano state le...

    Mostra articolo