Benvenuti a Rosicano, dove il “gelato è buono da morire”

di Ilaria Potenza lunedì, 3 dicembre 2018 ore 06:00

È stato presentato ieri al Teatro Sociale il nuovo libro del giornalista Dino Cassone, “Un gelato buono da morire”

FASANO - Scegliere un libro dalla copertina è sempre un errore, soprattutto se l’autore ci sa fare con le parole e con i suoi lettori. “Un gelato buono da morire” (edito Les Flâneurs) è il nuovo romanzo del giornalista Dino Cassone, presentato ieri al teatro Sociale in un evento promosso da GoFasano.it con il patrocinio del Comune di Fasano, e di giallo ha solo la copertina d’autore realizzata da Lorenzo Maria Bottari. L’autore fa la scelta rischiosa di rivelare sin dall’inizio del racconto come è avvenuta la morte dell’usuraio Don Ciccio, detto Ficosecco, mentre mangiava lo spumone durante la festa patronale di Rosicano. Ma quella che potrebbe essere considerata una mossa poco astuta, si rivela al contrario una prova di maturità narrativa: è facile garantirsi il supporto del lettore con espedienti ruffiani, diverso è rinunciare allo splatter e alla ricerca dell’assassino a ogni costo, puntando tutto su un intreccio politopico e polifonico, così come lo ha definito Teresa Cecere, docente del liceo “L. da Vinci”, che ha condotto la serata sviluppando un’intervista – recensione in perfetto equilibrio tra l’analisi completa del libro e l’attenzione a non dare anticipazioni sull’evoluzione della trama.
 
Sono tanti, infatti, i posti e le voci di questo libro che Dino Cassone costruisce in maniera chirurgica: al prologo e all’epilogo, si aggiungono l’indice dei personaggi e la compilation delle musiche, che rendono il testo già pronto a una trasposizione teatrale. E ieri sera gli attori della Combriccola teatrale “Da cosa nasce cosa”, con la regia di Gerry Moio, Domenico Gazzo e Rossella De Mola, hanno dato prova di efficacia del romanzo in scena. Domenico Gazzo ha interpretato Don Ciccio, condividendo il palco con Piero Ostuni e Rosanna Savoia. Iole Zaccaria è stata invece Pacifica Diavoli, la cronista di nera e giudiziaria per le Cronache di Rosicano. Un nome ossimorico, in antitesi anche con il cognome del riferimento, voluto dall’autore, a Federica Angeli, la giornalista di cronaca di Repubblica che vive sotto scorta per aver raccontato la verità sulla mafia a Ostia e che ha scritto la prefazione del romanzo.
 
I personaggi di Dino Cassone hanno infatti nomi parlanti e non si vergognano delle proprie contraddizioni, sono poi pacchiani, si affidano ai tarocchi (brillante l’interpretazione di Tonia Argento, nel ruolo della cartomante Destiny) e si esprimono in qualità di tuttologi nelle chiacchiere di paese, improvvisandosi anche investigatori. Le loro non sono storie di successi in ambienti altolocati: l’autore stesso usa il plurilinguismo per farli esprimere con semplicità, consegnando quindi al lettore un catalogo umano autentico. La scelta dell’ambientazione a Rosicano, un luogo inesistente che garantisce alla storia un’adattabilità universale, durante la festa patronale della Madonna delle Serpi ha consentito a Dino Cassone di scrivere un romanzo che sia anche compendio di folklore, aneddoti e musiche. Don Ciccio viene ammazzato mentre si esibisce in concerto Mario Merola e gli abitanti di Rosicano vanno matti per le canzoni pop. L’associazione Calliope (Giuseppe Andrea Porcello alla chitarra elettrica, Danilo Cataletto al basso, Matteo Furio alla batteria, Eligio Colucci al sax e Roberto Masi alla chitarra acustica, tutti rigorosamente in abiti anni 80) ieri, ha realizzato un vero e proprio racconto musicale del libro con l’interpretazione di “Lacreme napulitane” (Mario Merola) di Francesco Rotondo, di “Profumo di mare” (Little Tony) eseguita da Mariateresa Maggi e “Giorno Popolare” (Viola Valentino) cantata da Luisa Pinto, su un palco allestito a festa con le luminarie.
 
A contribuire alla serata sono stati anche i ragazzi del Liceo “L. da Vinci” Valerio Consoli, Ylenia Masciandaro e Sonia Pugliese nel ruolo di strilloni, e Danilo Palmisano in quello di cameriere del bar nella piazza ideale del teatro Sociale. La presentazione di “Un gelato buono da morire” è stato un racconto satirico della società, e allo stesso tempo occasione per diffondere buoni esempi di giornalismo, come quello di Federica Angeli, e di modo di investire sul talento dei ragazzi facendo squadra. D’altronde l’arte non è chiusa e va condivisa.
 
Fotoservizio di Mario Rosato

 

 

 

 

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Commenti recenti

  • pastore giovanni

    Non entro nel merito delle opinioni politiche della maggioranza e della opposizione.Ma ,se è vero,che c'erano CONSIGLIERI COMUNALI CHE USCIVANO...

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