Elogio funebre di “Mio padre era un uomo eccezionale”

di Barbara Castellano venerdì, 28 dicembre 2018 ore 08:08

Lo spettacolo della “Peppino Mancini” ha debuttato ieri al Teatro Sociale dove replicherà sino al 30 dicembre

FASANO – Può un funerale diventare farsa? La pièce “Mio padre era un uomo eccezionale”, liberamente ispirata al film “Funeral Party” di Frank Oz, non solo risponde affermativamente a questa domanda ma la rende colonna portante della propria narrazione. Messo in scena ieri sera (giovedì 27 dicembre) al Teatro Sociale dal Gruppo di Attività Teatrali “Peppino Mancini”, lo spettacolo firmato da Mimmo Capozzi (Pia Cofano all’aiuto regia) rimane estremamente fedele alla pellicola che l’ha ispirato mantenendo quell’ironia tipicamente inglese tanto inopportuna quanto divertente.
 
Durante il funerale del capofamiglia Ector vengono a galla gelosie, dissapori e segreti. Daniel (Valerio Bianco), sposato con Jane (Zoe Carolillo), organizza il funerale del compianto padre aspettando l’arrivo da New York del più famoso fratello e rivale Robert (Sante Schiavone). La vedova Sandra (Filomena Decantis) è alle prese con il lutto mentre la nipote Martha (Veronica Calella) ha deciso di presentare proprio in questa occasione il fidanzato Simon (un esilarante Mino Barletta) all’autoritario padre (Alessandro Torricella). Attorno al feretro inizia l’avvicendarsi dei protagonisti che, assieme agli altri presenti (Gerry Moio, Davide Moio, Armando Bianco, Guido Velletri, Piero Ostuni, Marco Giannoccaro, Maria Grazia Sibilio), fanno piacevolmente trascorrere l’atto unico dello spettacolo. Insomma, come recita la tagline del film, “quando una vita finisce cominciano i guai”.
 
Poiché il gioco degli equivoci parte proprio da un funerale, ci sembra appropriato dedicargli un elogio funebre ricordandovi che replicherà ogni sera fino al prossimo 30 dicembre.
“Mio padre era un uomo eccezionale” (allestito da Melania De Mola, Domenico Gazzo, Ciccio Renna e con Rossella De Mola e Vittoria Tarì come assistenti di scena) riesce a portare all’eccesso situazioni potenzialmente ordinarie, rivelando come nell’inevitabile caos generale - che poi è la vita in cui tutti siamo gettati - l’importante è cercare di fare del nostro meglio con la consapevolezza di non essere perfetti.
 
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Fotoservizio Mario Rosato

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Commenti recenti

  • pastore giovanni

    Non è obbligatorio rispondere alle accuse di avversari politici.Ma per problemi importanti la mancanza di smentite e chiarimenti è un limite posto...

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