Fasanomusica saluta il 2019 con il pianista Romanovsky e l'Odessa Philharmonic Orchestra

di Ilaria Potenza venerdì, 4 gennaio 2019 ore 05:30

Concerto di Capodanno, esclusiva nazionale per il nuovo appuntamento della rassegna al Teatro Kennedy

FASANO - Fasanomusica ha chiuso lo scorso anno con il concerto di Giovanni Caccamo “Eterno Tour”, accompagnato da Beppe D’Onghia e la formazione storica di Lucio Dalla "Nu-Ork Sextet".

Il sodalizio, presieduto da Mariolina Patronelli Castellaneta, ha invece salutato il 2019 ieri al Teatro Kennedy con il concerto di Capodanno eseguito dalla Odessa Philharmonic Orchestra e dal pianista Alexander Romanovsky. L'esibizione, una esclusiva nazionale per Fasanomusica, è stata aperta con il complesso concerto n. 3 di Sergei Rachmaninov, una delle pagine più conosciute del repertorio per pianoforte e orchestra. Romanovsky è un pianista prodigio: classe 1984 nato nel cuore dell’Ucraina, a undici anni ha eseguito recital pianistici in tutto il nord Europa, a tredici ha raggiunto il suo maestro Leonid Margarius che lo voleva a tutti i costi con sé all' Accademia pianistica internazionale di Imola. Compiuti i quindici anni ha ricevuto il diploma honoris causa di Accademico alla Filarmonica di Bologna, e il suo caso è storia perché prima di lui ci riuscirono a quell' età solo Mozart e Rossini. «A pensarci è imbarazzante», commentò allora Alexander Romanovsky con l’umiltà che si addice ai più grandi. Sentirlo suonare, invece, è un esercizio ipnotico che guida a una prospettiva verticale: Romanovsky è sul palco con gli occhi chiusi, la sua tecnica virtuosistica gli permette una resistenza che è indice della sua caratura artistica e rapisce lo spettatore, convinto dalla platea di assistere a un miracolo alieno. La performance di Romanovsky, che nel 2001 ha vinto il premio Busoni, è un elogio alla aristocrazia della musica, grazie al suo garbo che accompagna una tecnica eccellente di modello horowitziano.

Ha suonato con la Odessa Philharmonic diretta da diciannove anni dal direttore d'orchestra Hobart Earle, che le ha permesso di raggiungere una prospettiva internazionale a seguito dell'indipendenza dell'Ucraina, perché fino ad allora a Odessa non era stato mai permesso di viaggiare fuori dai confini dell’Urss. Dopo il famoso Rach n.3, come viene spesso chiamato dal grande pubblico, l’Odessa Philharmonic Orchestra ha eseguito polka e valzer tratti dalla composizione di Johann Strauss (figlio), tra cui "Nel bosco di Krapfen" polka op. 336 e “Sul bel Danubio blu” Valzer op. 314, dedicando la chiusura alla celebre "Marcia di Radetzky" di Strauss padre tra gli applausi del pubblico.

Il prossimo appuntamento con la rassegna "Fasanomusica" è al Teatro Kennedy il prossimo 11 gennaio con la RBR Dance Company in "Indaco e gli illusionisti della danza".
 
Foto a cura di Mario Rosato

Attribuzione - Non commerciale

   

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