Approvato il piano di riordino ospedaliero: l’ospedale di Fasano sarà riconvertito

di Redazione Go Fasano giovedì, 1 dicembre 2016 ore 09:13

Le dichiarazioni del presidente della Regione Michele Emiliano. LE FOTO.

BARI – Sono state illustrate ieri dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, nel corso di una conferenza stampa, le principali novità contenute nel Piano di riordino ospedaliero approvato dalla Giunta regionale pugliese. Con Emiliano vi era anche l’assessore regionale al Welfare Totò Negro, oltre a Giancarlo Ruscitti e Giovanni Gorgoni.
 
“Grazie alla collaborazione del Consiglio regionale e della Commissione Sanità abbiamo oggi (ieri – ndr) definitivamente chiuso e approvato in Giunta il Piano di riordino ospedaliero. E abbiamo dimostrato con i fatti che il Piano non indebolisce la sanità né riduce la spesa in senso tecnico ma ci consente di riallocare con maggiore personale e risorse – ha dichiarato Michele Emiliano -. Il Piano di riordino si fonda su un elemento essenziale, e cioè sul rafforzamento della sanità territoriale con un investimento di 404 milioni. Questa sarà un’assoluta priorità. Il Piano si fonda anche su un altro elemento, e cioè sul potenziamento della rete di emergenza urgenza che vedrà l’attuazione di un solo criterio: non si può avere un ospedale ovunque ma piuttosto una rete di emergenza urgenza che consenta di raggiungere in tempi rapidi e stretti la struttura ospedaliera migliore per il paziente. Vorrei precisare infine – ha detto il Presidente Emiliano - che nessun ospedale è stato declassato,. Nel passato cioè non esisteva una classifica degli ospedali. La classifica degli ospedali che noi abbiamo applicato è quella contenuta nel DM70. È la prima volta quindi che alcuni ospedali vengono classificati a seconda delle caratteristiche che hanno. Tra l’altro la classificazione non incide sulla qualità delle cure ma solo sulla specializzazione di ciascun ospedale. Credo che il Piano sia stato gestito con grandissima intelligenza da sindaci, cittadini e personale sanitario. Ringrazio quindi davvero  - ha concluso Emiliano - tutti i sindaci della Puglia, tutti i cittadini, i sindacati e tutti coloro che hanno contribuito alla scrittura del Piano. Naturalmente voglio cogliere l’occasione per ringraziare Giovanni Gorgoni che è l’autore di questo Piano e che oggi (ieri – ndr) scambia il ruolo con Giancarlo Ruscitti che avrà il compito di metterlo in esecuzione”. 
 
Ma vediamo quello che prevede il piano di riordino ospedaliero per la Provincia di Brindisi.
 
La dotazione di posti letto pubblici nella provincia di Brindisi prevede un potenziamento dell’ospedale di II livello del Perrino, con un incremento di 87 posti letto (+  17%), con l’attivazione di: Gastroenterologia (+10 posti letto), Pneumologia (+ 20 posti letto), Lungodegenti (+ 20 posti letto).
 
E’ inoltre previsto il raddoppio della medicina generale (da 28 a 60 posti letto), il potenziamento della chirurgia generale (+ 7 posti letto), della cardiologia (+ 3 posti letto) del reparto Grandi Ustionati (+ 2 posti letto), della neonatologia ( + 4 posti letto), dell’ostetricia e ginecologia (+ 4 posti letto), della terapia intensiva neonatale (+ 2 posti letto), dell’Unità coronarica (+ 4 posti letto). 
 
L’ospedale di Francavilla Fontana ospiterà 46 posti letto in più (+39%), in virtù dell’attivazione di: Neonatologia (+6), Oncologia (+ 12), Psichiatria (+ 16), Terapia intensiva (+ 8). Sono aumentate le dotazioni di posti letto di medicina generale (+ 8 posti letto) e di ostetricia e ginecologia (+ 8 posti letto).
 
L’ospedale di Ostuni vede un incremento di 22 posti letto (+ 26%), con l’attivazione di: Pneumologia (+ 20 posti letto), Lungodegenti (+ 20 posti letto). Viene potenziata la disciplina di medicina generale (+ 8).
 
Complessivamente nel territorio provinciale è previsto un rafforzamento della componente territoriale dell’assistenza, nonché dei reparti destinati alla post acuzie, con riconversione degli ospedali di Fasano, San Pietro Vernotico e Mesagne ma contemporaneamente si attivano discipline per acuti precedentemente non previste (gastroenterologia) e se ne potenziano altre (oncologia + 12 posti letto; neonatologia +  10 posti letto; ostetricia e ginecologia + 12 posti letto; terapia intensiva + 8 posti letto).
 
Le disattivazioni di posti letto in alcune discipline (pediatria, nefrologia) rispondono all’esigenza di rispettare il numero di unità operative per bacino di utenza, nonché di incrementare l’appropriatezza con la contestuale attivazione di presidi di assistenza territoriale.
 
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