Trivelle in Adriatico: potrebbe una legge della regione Puglia fermarne il rischio?

di Redazione Go Fasano mercoledì, 14 marzo 2018 ore 06:20

La nota del capogruppo di LeU in Consiglio regionale

PUGLIA - «Di fronte alla bocciatura dei ricorsi presentati dalle regioni adriatiche credo sia giunto il momento di impegnarci tutti affinché la Puglia diventi capofila nell’approvazione di una legge regionale capace di scacciare una volta per tutte lo spettro delle trivelle». A sostenerlo è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso, capogruppo di Liberi e Uguali e vicepresindete della Commissione Sviluppo Economico.
 
«È incomprensibile come - continua il consigliere - nonostante i cittadini pugliesi – e non solo loro – si siano espressi contro le ricerche di gas e petrolio nei nostri mari, mostrando un forte attaccamento ai temi importanti quali la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del territorio, il Governo abbia proseguito lungo la sua strada lasciando inascoltata tale volontà». Il consigliere si riferisce anche al referendum sulle trivelle che si è tenuto il 17 aprile 2016. Il rischio delle trivellazioni anche a largo delle coste pugliesi si è reso ancora più reale, a seguito della bocciatura da parte del Consiglio di Stato sui ricorsi presentati dalle regioni adriatiche contro i decreti ministeriali che danno il via alle prospezioni dei fondali marini con la tecnica dell'air gun.
 
«Ai colleghi consiglieri rivolgo quindi un appello: se davvero l’obiettivo di tutti noi è quello di preservare il nostro bene più prezioso - conclude il consigliere - e far rispettare le scelte che la nostra regione ha compiuto negli anni in termini di approvvigionamento energetico l’unica strada percorribile è quella di creare le condizioni politiche affinché si possa condividere la proposta di legge da me presentata lo scorso settembre avente ad oggetto “Norme a tutela del patrimonio ittico nei mari della regione Puglia". Farlo vorrebbe dire far valere la volontà della popolazione pugliese e rivendicare un diritto che non può e non deve esserci negato».
 
Una mossa tutta da valutare, considerato anche che nella gerarchia delle fonti del diritto la legge regionale è considerata fonte di rango primario (al pari delle leggi ordinarie del Parlamento). La vera domanda resta la seguente: quanta voglia di contrastare il rischio hanno i cittadini fasanesi e pugliesi?
 
E la politica invece? 
 
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