2 Giugno 1946, in un'Italia divisa in due nacque la Repubblica

di Marco Mancini sabato, 2 giugno 2018 ore 06:00

Il 18 di giugno alle ore 18:00 la Corte di cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica democratica Italiana

EDITORIALE - Oggi l'Italia repubblicana compie 72 anni. Un traguardo importante, per almeno due motivi: il primo è quello che si festeggia oggi, ossia la nascita di una Repubblica democratica. Il secondo è il primo vero traguardo della democrazia: fu in quella data che, per la prima volta, si ebbero elezioni a suffragio universale. Tutti gli aventi diritto maggiorenni potettero scegliere, esprimersi, partecipare a questo grande evento. Le elezioni si tennero il 2 ed il 3 giugno 1946, ma per i risultati bisognò attendere 15 giorni: fu allora che la Corte Costituzionale, il 18 giugno alle ore 18, proclamò la nascita della Repubblica.

E' strano, oltre che impressionante, pensare che quest'anno la ricorrenza coincida con la nascita di un nuovo Governo, il Governo di Giuseppe Conte, formatosi dopo 88 giorni in cui questo paese ha conosciuto forse le ore più buie dell'ultimo decennio. Pressioni, strappi istituzionali, parole, forzature, rimandi e richieste di stato di accusa per il Capo dello Stato. Tutto questo mentre il popolo italiano ha - a volte impazientemente - atteso una guida che tirasse fuori il paese da questa impasse politica, e che ora possa portarlo verso orizzonti migliori.

E' strano dunque che si festeggi oggi la Repubblica, quella stessa Repubblica che per qualche ora e fino a qualche giorno fa sembrava non funzionare più: uno scontro senza precedenti negli ultimi anni, che ha rischiato che questo paese potesse cadere nel baratro di un voto anticipato, e nell'incertezza di indici speculativi finanziari che continuano a bruciare risparmi pubblici e ad aumentare il costo del debito del Paese. Il tutto pare essersi concluso ieri, venerdì primo giugno, quando Giuseppe Conte ed i suoi Ministri hanno giurato fedeltà alla Costituzione, nelle mani del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

72 anni fa nasceva la Repubblica Italiana, in un'Italia spaccata a metà. A distanza di 72 anni non tutto è cambiato: la Repubblica ha rischiato di accasciarsi, sì, ma questo è un paese che oggi, come all'epoca, resta diviso in due. Ieri da una parte i sostenitori della Repubblica, e dall'altra quelli della Monarchia. Oggi da una parte i sostenitori dell'azione del Capo dello Stato, e dall'altra coloro che hanno visto nella sua figura il motivo del fallimento del primo tentantivo di nascita di un accordo di Governo. Da una parte quelli che si sono dilettati in disamine costituzionali da tastiera e social, e dall'altra quelli che fanno il tifo per chiunque si ritrovi a guidare questo Paese perché non ha altra scelta. Da una parte chi vuol bene al paese, dall'altra chi vuol bene solo alle propri idee. Perchè a volte è necessario andare oltre le ideeologie, le proprie convinzioni, e provare a sperare in meglio.

Auguri, dunque, alla Repubblica Italiana. Ed in bocca al lupo al nuovo Governo, qualsiasi colore esso abbia: che possa rispettare la Costituzione, guidare diligentemente il Paese, e farsi portatore delle esigenze di un popolo intero. Perché diversamente avrà tradito dei sogni, come già molti si sono adoperati a fare e chissà quanti altri ancora potrebbero fare.

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