Rifiuti e differenziata, invertiamo la tendenza prima che sia tardi

di Mimmo Mongelli mercoledì, 7 novembre 2018 ore 05:30

I dati allarmanti sulla raccolta: così si rischia l'ecotassa

EDITORIALE - Se stessimo – il soggetto della frase è Fasano – partecipando ad una gara di discesa libera, le probabilità di conquistare il podio sarebbero altissime. Nel 2012 Fasano aveva raggiunto una percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti dell’82,37 per cento. Oggi – l’ultimo dato ufficiale è quello riferito a luglio 2018 – siamo al 50,06 per cento. Dunque, meno 32 per cento: se questi non sono numeri da discesa libera…
 
I tempi in cui Fasano era una città riciclona, una comunità da portare ad esempio (di virtuosismo) in tutta la Puglia, sono lontani anni luce. Cosa è successo? L’analisi non spetta a noi. Sarebbe opportuno, invece, che chi amministra la cosa pubblica aprisse una (seria) riflessione sulle ragioni di questo tonfo. Un tonfo che potrebbe avere ripercussioni economiche (una per tutte: l’addizionale sull’ecotassa) e che, in ogni caso, è indice di una “disaffezione” dei fasanesi a quella che è una pratica buona e giusta. Lo è per se stessi. Lo è per le nuove generazioni. Lo è per il territorio.
 
Conferire i rifiuti in modo differenziato significa trasformarli in una risorsa. Con la raccolta differenziata diminuisce la quantità di rifiuti che confluisce nelle discariche (che sono tutt’altro che inesauribili) e aumenta il recupero di materie prime. Con la raccolta differenziata migliaia di tonnellate di spazzatura si avviano a una vita nuova e, contemporaneamente, non continua a cresecere il cumulo di rifiuti delle discariche. La raccolta differenziata è un bene per tutti. Questo i fasanesi lo hanno capito sin dai primi momenti della “rivoluzione” che ha interessato il servizio di igiene urbana in città.
 
Poi, però, c’è stato qualcosa, o più di una cosa, che li fatti disaffezionare a questa pratica virtuosa. I risultati di questa disaffezione sono sin troppo evidenti: Fasano è passato da riciclona a Comune che non sa differenziare. Sono necessarie due cose: l’individuazione e la rimozione delle cause che hanno rotto questo “idillio” e un’immediata inversione di tendenza. Di tutti.

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