Calciatori che non muoiono – I due gol di Piero

di Redazione Go Fasano martedì, 25 luglio 2017 ore 08:16
<<Per sempre nei nostri cuori. "CIAO “FRESCHEZZA”>>
 

Piero Laghezza

MONTALBANO – Riceviamo e pubblichiamo un ricordo di Piero Laghezza, giovane 28enne di Montalbano deceduto venerdì scorso a causa di un male incurabile.
 
 
Non è solo l’assonanza col suo cognome ad aver ispirato il saluto degli Amici di Sempre a Piero Laghezza, che è stato uno dei talenti più brillanti nel recente panorama calcistico giovanile montalbanese. 
 
La sua classe di nascita (1988) ha prodotto alcuni tra i più promettenti calciatori che hanno militato spesso in categorie inferiori al livello che avrebbero meritato. 
 
L’anagrafe dice Laghezza Pietro, così come, al n° 3,la distinta degli atleti gialloblu della neonata NUOVA MONTALBANO CALCIO (compilata da chi scrive) il giorno sabato 21 ottobre 2006 per l’esordio nel Campionato provinciale di terza categoria a S. Vito dei Normanni. La gara finì 0-0, e sarà un altro doppio pareggio nei playoff, contro gli stessi sanvitesi, a chiudere senza la gloria della promozione la prima stagione di Piero, appena diciottenne, nel calcio “dei grandi”.
 
Nella gara di andata di quei playoff, giocata a Montalbano il 27 maggio 2007, Piero si inserisce al 31° dalla fascia sinistra (lui esterno atipico, visto che il piede sinistro lo usava davvero solo per staccare in elevazione) raccoglie un pallone vagante sul vertice dei sedici metri, ed esplode, sul rimbalzo dello stesso, un bolide che si insacca nell’angolo opposto. E’ il suo primo gol in campionato, e lo replicherà praticamente in fotocopia, nella stagione successiva, contro il San Pancrazio, decidendo a dieci minuti dalla fine una gara vinta per 3-2 e determinante per l’accesso ai playoff: palla rimbalzante sul vertice sinistro, siluro di destro a mezz’aria nell’angolo opposto.
 
Il bis-gol descritto riassume le caratteristiche tecniche offensive di Piero, giocatore di fisicità dirompente, asciutta ed esplosiva, capace di ricoprire i tre ruoli difensivi con eguale efficacia e disinvoltura. Quando difende non rischia quasi nulla, toglie palla di frequente “sulla corsa” dell’avversario, con forza e durezza nei contrasti, e rilancia spesso lungo, creando capovolgimenti di gioco che spesso fruttano reti. Niente fronzoli in area, specie sui calci piazzati, dove di testa si fa sentire con impeto.
 
Quando invece si sgancia è spregiudicato e arrembante, spettacolare nella corsa in progressione, capace di andare a prendere palloni lunghi che sembrano persi in spazi verticali troppo profondi. Destro più che naturale, nel senso che non ha mai migliorato il sinistro, sebbene la maggior parte dei suoi allenatori lo abbiano utilizzato da esterno proprio a sinistra, per sfruttarne la propensione a convergere e calciare o in profondità o in porta, come dettoprima.
 
La potenza, l’armonia nei movimenti ampi delle spalle alte e larghe, l’incedere con le braccia quasi sempre anch’esse tese, “alte e larghe”, e la naturalezza del suo calciare col destro dopo essersi spostato la palla con l’esterno del piede, sono appunto le altre caratteristiche tecnico-fisiche che lo contraddistinguono in uno stile di gioco molto particolare e riconoscibile anche nel fratello più piccolo Giuseppe.
 
Insieme sono stati, negli ultimi anni del “Torneo dei Rioni” a Montalbano, due assoluti punti di forza del Rione “A Chiese”, che pur non avendo mai vinto la decennale manifestazione, ha di frequente espresso il miglior gioco a livello di qualità. Piero venne premiato come miglior giocatore juniores a pari merito con il cugino Giuseppe, nel 2004, quando aveva 16 anni. Fu l’unico anno in cui il rione “Chiesa” raggiunse la finale, tra gli applausi, la simpatia e il tifo di quasi tutta Montalbano per essere il Rione con il maggior numero di under 18… Piero era l’emblema di quella freschezza e di quell’impeto calcistico di ragazzi felici di giocare a pallone… di quella splendida “classe 1988” che lo ha portato a spalla da Parchitelli verso la Chiesa, passando davanti ai locali della “sua” Azione Cattolica,  sotto il caldo cocente del pomeriggio di sabato 22 luglio, per sudare un’ultima volta insieme, in un’ultima discesa in progressione, per un altro abbraccio come in quei due gol di destro a rimbalzo; per elevarsi, come quando saltava come una molla e andava a prendere il pallone di testa ad altezze improbabili. 
 
Ora elevati ad altre altezze, “piccino nostro” (come ti hanno chiamato le lacrime della tua storica educatrice di ACR), altezze più probabili, altezze per te certissime: quelle dei campi da gioco Eterni del Paradiso.
 
Vincenzo Zizzi

Attribuzione - Non commerciale

   

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Commenti recenti

  • passiatore giovanna

    Almeno il sindaco Zaccaria sta cercando di fare quacosa. Per troppo tempo si è fatto ben poco.

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  • Dibiase Giovanni

    mentre a Fasano, in via Bari Evoli siamo stati al buio per tutta l'estate.

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