Referendum: confronto a Fasano tra i senatori Latorre e Quagliariello

di Krizia Ricupero giovedì, 17 novembre 2016 ore 07:14

Svolto al Teatro Sociale l'incontro “A scuola di cittadinanza” . LE FOTO.

FASANO- Nel pomeriggio di ieri (16 novembre) gli alunni delle classi quinte delle scuole superiori di Fasano hanno avuto modo di partecipare presso il Teatro Sociale a un interessante dibattito fra il senatore Nicola Latorre e il senatore Gaetano Quagliariello sulle ragioni del Si e del No al referendum costituzonale del 4 dicembre prossimo. L'incontro “A scuola di cittadinanza”, reso possibile anche grazie alle dirigenti scolastiche Maria Stella Carparelli (dell'Istituto di istruzione secondaria "Leonardo da Vinci") e Rosa Anna Cirasino ( dell'Istituto di istruzione secondaria superiore “G. Salvemini”), rientra nel progetto “Giovani per la valorizzaione dei beni pubblici”.

Moderati dal giornalista Francesco Gioffredi, i due senatori hanno illustrato alla platea i punti su cui ruota la riforma proposta dal governo Renzi e sulla quale i cittadini saranno chiamati a esprimere il proprio parere. Tre sono i grandi obiettivi che la riforma si propone di attuare: superare il bicameralismo perfetto, superare lo scontro fra Stato e Regioni e garantire una maggiore stabilità al Governo.

Per quanto riguarda il primo punto, ossia il bicameralismo perfetto, il senatore Latorre, che rappresentava il fronte del Si, ha sostenuto come sia necessario «superare questo bicameralismo non solo per dare rapidità al processo legislativo ma anche per dare stabilità al Governo. Con questa riforma, oggi, il Senato non dà la fiducia politica al Governo ma può agire secondo l'art. 70 soltanto su una serie di materie in maniera vincolante». Al momento vi è infatti un modello di bicameralismo perfetto «dove ci sono due camere che fanno esattamente la stessa cosa e se entrambe non approvano esattamente nello stesso modo la legge, questa non diventa tale».

Per il senatore Quagliariello, in rappresentanza del No con questa riforma «si passa dal bicameralismo perfetto a quello confuso, ci sarà ancora un Senato e avrà delle importanti funzioni, anche in materia legislativa. Oggi c'è un solo modo di fare le leggi mentre con il passaggio della riforma i modi di fare una legge diventano più di dieci. La strada giusta da seguire per ogni legge sarà decisa dai presidenti del Senato e della Camera ma se questi appartengono a schieramenti diversi o hanno interessi diversi non decideranno nello stesso modo, bloccando il cammino della legge».

Un altro tema affrontato durante il dibattito ha riguardato la nuova composizione del Senato che, in base alla riforma e dunque secondo le ragioni del Si, «sarà costituito anche da consiglieri regionali scelti dai cittadini, che al momento della votazione indicheranno con la seconda preferenza chi dei consiglieri regionali dovrà andare a formare il Senato».

Per il fronte del No, così come affermato dal senatore Quagliarello con l'approvazione della riforma non si creerà il Senato delle Regioni, poiché questo sarà composto dai rappresentanti dei vari partiti e non si avrà una rappresentanza unitaria della Regione Puglia. Inoltre così come specificato nel testo della riforma la scelta dei consiglieri regionali che faranno parte del Senato «viene presa dai consigli regionali su una base che gli viene dal corpo elettorale; quindi questo può semplicemnte indicare quelli che sono degni di diventare senatori ma non può indicare chi sarà eletto senatore» ha ribattuto Quagliarello.

Altra questione affrontata ha riguardato il rapporto fra Stato e Regioni e dunque la modifica del Titolo V della Costituzione. Il senatore Latorre ha espresso la sua idea affermando che «su una serie di materie rilevanti, come la sanità, il turismo, l'energia, c'è una gran confusione in quanto è previsto un ruolo di intervento sia per lo Stato, sia per la Regione e nel mezzo vi è una materia concorrente, cioè ci sono alcune questioni sulle quali possono intervenire entrambi. Alla fine non si riesce a definire di chi sia la prerogativa decisionale. Questa riforma- ha concluso il senatore Latorre- cancellando questa materia concorrente, chiarisce che su alcune questioni l'ultima parola sarà dello Stato», riducendo in questo modo anche le differenze fra le singole regioni.

Il senatore Quagliariello ha invece illustrato le ragioni del No alla riforma del titolo V della Costituzione, che fissa i rapporti fra Stato e Regioni. Questo stabilisce tutta una serie di materie in cui si dice che lo Stato fa i principi e le Regioni i dettagli; nella pratica è accaduto che lo Stato abbia ritenuto che i dettagli fossero principi e le regioni hanno ritenuto che i principi fossero dettagli. I legislatori hanno bloccato dunque le leggi. Questo sistema di conflitto si poteva superare creando una Camera delle Regioni, in cui vi è lo Stato e vi sono le regioni e qui, tra legislatori, si decideva che lo stato sarebbe arrivato fino a un certo punto, e le regioni sarebbero ripartite da quel punto andando oltre. Invece è accaduto che non non si è costruito nessun Senato delle Regioni».

L'evento, dunque, ha rappresentato una buona occasione, per i ragazzi che si apprestano a esprimere per la prima volta il loro voto, per comprendere e meglio approfondire entrambe le motivazioni del referenudm.

 

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