Tari: il vicesindaco Giovanni Cisternino replica alle accuse di Forza Italia

di Redazione Go Fasano martedì, 11 aprile 2017 ore 00:17

“Non ho mentito”

 

FASANO- In relazione alla presa di posizione del commissario cittadino di Forza Italia Gianleo Moncalvo a proposito della Tari 2017, l’assessore a Bilancio e Tributi, nonché vicesindaco, Giovanni Cisternino, nel respingere fermamente le pesanti accuse mossegli, chiarisce: «Appare davvero surreale che i nostri paladini della legalità e della limpida comunicazione abbiano estrapolato quanto conveniva loro dalla mia risposta su Facebook, data all’impronta, senza aver neppure notato qualche riga più in basso, un chiarimento più articolato verso la medesima persona di cui mi onoro di godere stima ed amicizia. Neppure sono stati considerati le altre risposte a domande dirette ed il comunicato stampa ufficiale pubblicato sul sito internet del Comune e, il giorno successivo, da tutte le testate, che non lasciano alcun dubbio a chi ha capacità di leggere oltre le prime due righe e, soprattutto, la volontà di comprendere piuttosto che rimestare nello stagno torbido della disinformazione organizzata falsa e tendenziosa.
Se poi si vuol fare baccano comunque per dimostrare la propria esistenza in vita, questa è altra storia. Ebbene, proprio come ho scritto e detto in tutti i canali comunicativi personali ed ufficiali summenzionati, l’aumento di qualche centesimo a metro-quadro della Tari 2017 sulle utenze domestiche c’è stato ed è stato approvato con delibera consiliare proposta dall'Amministrazione Zaccaria. Questo ha consentito di ridurre l’aumento previsto inizialmente di circa il 12% (determinato dai mancati controlli sui dati degli scorsi anni) per le utenze non domestiche a circa il 2,5% medio.
Evidentemente, i “forzisti fasanesi guidati da Gianleo Moncalvo” per fare risparmiare pochi euro alle famiglie avrebbero preferito massacrare le attività produttive di Fasano che sostengono e forniscono beni e servizi alle stesse famiglie. Noi no. Per fare chiarezza, determinare la TARI è una mera re-distribuzione di cifre che derivano da un calcolo complesso. Chi afferma che il Comune può aumentare o diminuire la TARI a suo piacimento non conosce neppure i rudimenti delle dinamiche tributarie o mente sapendo di mentire.

Circa la Tri.com, la responsabilità in capo all’assessore è principalmente quella di vigilare sul suo operato. Tant’è che per la prima volta in diversi anni, grazie a indirizzi precisi, si sta procedendo a bonificare situazioni che giacevano immobili da molto tempo e finalmente ci si avvia ad assolvere pienamente ad alcuni obblighi contrattuali, come la disponibilità dei propri dati da parte dell’Amministrazione. Sarebbe quindi interessante sapere qual è stata la responsabilità politica esercitata dalla passata Amministrazione forzista e quali gli indirizzi dati.

Per il resto, non mi risulta di aver fatto alcuna affermazione in malafede atta a screditare. Il centro Tri.com si accredita o si scredita autonomamente ed unicamente attraverso il proprio operato, la professionalità dei propri operatori (che non sono dipendenti comunali) e la capacità di mettersi al servizio dei cittadini con la massima cortesia possibile. Cose che paghiamo a caro prezzo. Perciò, tanto accanimento e una perniciosa richiesta di dimissioni forse non sono estranee al fatto che l’Amministrazione Zaccaria un Assessore al Bilancio e ai Tributi ce l’ha. Era da qualche anno che se ne sentiva la mancanza visto che l’ultimo, venuto a mancare prematuramente al suo incarico (magari in un altro momento ne analizzeremo le ragioni) lasciò definitivamente orfana l’ultima giunta forzista che si guardò bene dal reperirne un altro.

Questa probabilmente è stata una delle cause che ha determinato per la Città di Fasano gran parte delle sventure amministrative che abbiamo ereditato: nessun aggiornamento graduale della TARI come previsto e auspicato dalle norme e nessuna azione concreta per diminuire i costi della gestione rifiuti; nessuna politica credibile di programmazione economico-finanziaria a medio e lungo termine, nessuna politica fiscale degna di una città come Fasano, residui in Bilancio per vari milioni di euro, tributi dovuti e non riscossi per altri milioni di euro alla faccia dei cittadini che hanno fatto con correttezza il proprio dovere di contribuenti, ecc. ecc. ecc. Il sottoscritto, tra l’altro, ha il brutto vizio di essere quotidianamente al suo posto di lavoro e di ricevere ed ascoltare tutti, e non solo gli amici e gli amici degli amici.

A questo si aggiunga l’insopportabile caratteristica di essere scarsamente addomesticabile alla logica del “si è fatto sempre così”, “chi te lo fa fare”, “lascia perdere”. Agitare lo spauracchio del Codice penale non crea alcuna ansia, poiché questo è onorato nello spirito, prima ancora che nella lettera. L’augurio è che i forzisti abbiano la stessa serenità, posto che una questione TARI sollevata con argomentazioni così inconsistenti e pedanti come un disco rotto, una tempistica così sospetta e una tale veemenza comunicativa, hanno dato l’impressione, a me e a molti cittadini, che più che assistere ad una normale dialettica politica, ci si trovi di fronte ad un maldestro tentativo di intimidazione larvata al fine di bloccare l’iniziativa di chi lavora quotidianamente per mettere in sicurezza i conti di questa città, di munirla di moderne strategie economico-finanziarie e fiscali e, sic stantibus rebus, di fare chiarezza su come siano stati gestiti in passato i soldi dei cittadini di Fasano. Non è più tempo per la nostra città di sopportare una politica fatta di giochetti, congiure, agguati e tiri incrociati.

Quella politica e quei politicanti ce li siamo lasciati alle spalle e nessun tentativo riuscirà di attribuire a questa Amministrazione abitudini appannaggio di altri tempi ed altre persone. Peraltro, in questo periodo tante sono le occasioni in cui siamo raggiunti da riferimenti provenienti dai sacri testi, ma sembra che ai “forzisti fasanesi guidati da Gianleo Moncalvo” e relativi accoliti, che hanno sollevato la questione il giorno delle Palme, sia sfuggito soprattutto quello che ammonisce che non è una buona idea cercare la pagliuzza nell’occhio altrui senza curarsi della trave che si ha nel proprio».

 

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Attribuzione - Non commerciale

   

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