Vito Bianchi "divorzia" dalla maggioranza: «Negate salute e cultura»

di Redazione Go Fasano mercoledì, 28 marzo 2018 ore 06:20

Il lungo discorso del consigliere di "In Comune"

FASANO - Che ci fossero dissapori tra il consigliere Vito Bianchi e la sua maggioranza, era già nell'aria ormai da tempo: il fatto che il quasi divorzio si consumasse proprio sull'approvazione del Bilancio di previsione (approvato ieri in Consiglio comunale), invece, non era molto prevedibile. La rottura tra consigliere e maggioranza si è avuta sul mancato rifinanziamento nelle voci di spesa del Bilancio di previsione, dell'evento "Selva in Festival", costato lo scorso anno circa 70 mila euro e voluto proprio dal portavoce di "In Comune".
 
Nella seconda votazione (tariffe TARI) il consigliere Bianchi si è astenuto, mentre nella terza votazione (piano triennale delle opere pubbliche) ha votato contrariamente. E' durante la discussione del quarto punto (il DUP - Documento Unico di Programmazione e Bilancio di previsione) che Bianchi ha preso la parola, prima di votare "no" per motivare la sua scelta con una lunga disamina che parte dalle orgini.
 
«Quando ho deciso nuovamente di impegnarmi durante la scorsa tornata elettorale, e di farlo in prima persona, l'ho fatto pensando a diversi motivi: pensavo ai dati sulla ludopatia, una media di 1140 euro procapite spesi in gioco; pensavo alla dispersione scolastica e agli indici negativi. Avremmo dovuto - ha continuato il consigliere - prendere provvedimenti già nel 2016. E questi, alcuni, rientrano nei motivi per cui decisi di scendere nuovamente in campo. Pensavo ad un piano di turismo integrato e intelligente basato sulle eccellenze territoriali. Una cultura che finalmente ci sprovincializzasse. E questo, senza chiudere gli occhi davanti a quelle che erano e sono le problematiche delle giovani coppie, della raccolta dei rifiuti, del bene comune: sacrificandoci (il consigliere Bianchi ed il suo movimento, ndr) e con le migliori intenzioni, avevamo contribuito ad invertire la rotta. Confidavamo nel dialogo, nell'interlocuzione con chi doveva - avrebbe dovuto! - portare il cambiamento.
 
Avremmo dovuto farlo avendo ben chiara una visione. Una visione di cui il bilancio è lo specchio. E invece non sta andando come auspicavamo. La mancanza di condivisione, la falsa partecipazione. Il tutto si riduce a conciliavoli appuntamenti alle 7.30 di mattina in qualche villetta della città. Si riduce nel pressappochismo amministrativo che sta caratterizzando questo mandato. Io voglio fungere da sirena d'allarme. Questa amministrazione - ha sottolineato Bianchi - non può continuare ad essere miope. Per i problemi più importanti si continua a rimandare, a dire di no, a fare terra bruciata disaggregando una coalizione.
 
In quello spirito, come Movimento In Comune, ci mettemmo in gioco. Noi a questo gioco autodistruttivo non ci stiamo più. Non può attendere la città dei giovani - ha detto rivolgendosi ai suoi colleghi di maggioranza - che non è solo una questione edilizia ma una questione sociale. Non può attendere, per esempio, Masseria Pettolecchia cui il comune di Fasano nega la trasformazione in centro culturale. E non posso attendere nemmeno le piste ciclabili. Sarebbero state già un segnale di rinnovamento se si fossero realizzate in via Giardinelli e in via F.lli Rosselli, contestualmente al rifacimento dell'asfalto, ed è il motivo del mio no al piano triennale delle opere pubbliche. E' proprio questo il motivo.
 
Arriverà il palazzetto dello Sport, ma nel frattempo? Quale programmazione possono fare le società sportive? Che fine fanno tutte le strutture sportive esistenti? Nel miraggio della biblioteca di comunità, ci siamo resi conto di avere una biblioteca comunale indecorosa per risorse dove non esiste più un computer funzionante? È una indecenza. È doloroso vedere come per un corso di aggiornamento presso un Istituto Pontificio si trovino le risorse in bilancio e per risistemare una biblioteca non ci siano soldi. In attesa di questa biblioteca, adesso, cosa facciamo? Continuiamo a negare il sapere e la cultura? Stiamo negando salute e cultura in attesa di tempi migliori. Ed anche quando si costruisce qualcosa lo si affossa. E penso al Selva in Festival - ed è qui venuto al punto il consigliere Vito Bianchi - che non ha ottenuto il rifinanziamento. Completamente cancellato. Giffoni fino a qualche anno fa chi la conosceva? Un festival dalle dimensioni internazionali. Con Selva in Festival è stata cancellata una opportunità culturale e sociale anche per Fasano. Gente che si trovava a concorrere insieme per un progetto, che vedeva aprirsi il territorio alle culture del mondo. Sarà contento chi ci ha criticato, certamente.
 
L'inerzia sta uccidendo Fasano. E certe volte bisogna dare uno schiaffo - ha terminato Vito Bianchi - agli amici, perché tornino a guardare in faccia alla realtà. Il mio "no" al bilancio è per invitare l'amministrazione a rimettersi in rotta. La cittadinanza non può più aspettare e io non posso fare più a pugni con la mia coscienza».
 
A sostegno di Vito Bianchi è poi intervenuta la consigliera Maria Rosaria Olive, che ha invitato il collega di "In Comune" a "non vendere la dignità per 70 mila euro, e a prendere finalmente coscienza di essere uomo libero" e l'ex compagno di partito, Raffaele Trisciuzzi, che si è detto soddisfatto della "presa di coscienza" del consigliere Bianchi, rimproverandogli di essere rimasto "zitto troppo a lungo". Replica del consigliere Donato De Carolis che ha chiesto di voler sapere "euro per euro come siano stati spesi quei famosi 70 mila euro". Una replica che non lascia spazio a dubbi: una maggioranza stizzita dal comportamento di Bianchi.
 
Una dichiarazione netta di divorzio dalla sua maggioranza per il consigliere Bianchi. Seppur qualcuno in quell'invito all'amministrazione a "rimettersi in rotta" vede ancora termini di conciliazione, è chiaro che il sindaco Francesco Zaccaria e la sua Giunta di certo non ingoieranno i molteplici "no" detti ad alta voce in aula, ieri, proprio dal consigliere di In Comune. E forse avranno trovato proprio il modo per cominciare a rimescolare le carte in Giunta e a valutare nuovi ingressi in maggioranza. Non è la prima volta che se ne parla, ma forse la volta buona per il primo cittadino affinché accada, anche a seguito della "quasi dimissioni" dell'assessore De Leonardis, il grande assente di ieri in aula.

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  • pastore giovanni

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