I rischi giudiziari e gli aspetti psicologici dei social media al centro di un incontro

di Krizia Ricupero sabato, 29 aprile 2017 ore 08:44

L'incontro è stato organizzato da Citylab. LE FOTO. 

FASANO- Problemi legati all'uso scorretto dei social network e della rete, oltre ai reati penali in cui si potrebbe cadere a causa di un uso sbagliato di questi strumenti. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro organizzato ieri pomeriggio, 28 aprile, dall'associazione Citylab presso l'Arco del Balì.

Con il patrocinio del comune di Fasano e la moderazione dell'ing. Michele Cisternino, l'incontro ha visto l'intervento del Dott. Luigi Pugliese, esperto di psicologia della comunicazione e dell'avvocato Maria Potenza.

Obiettivo di questo primo seminario, al quale seguiranno altri nelle prossime settimane, è stato quello di sensibilizzare gli utenti all'uso corretto dei social network. Il dibattito ha visto l'altenarsi di nozioni generali sui social media, insieme agli aspetti psicologici e giudiziari legati all'uso degli stessi.

Così come affermato dal dott. Pugliese, infatti, nel corso degli anni gli utenti dei social network e in primis di Facebook in Italia sono cresciuti notevolmente: dai 216.000 nel 2008 si è arrivati nel 2017 a circa 29 milioni di utenti.

Diversi sono poi i bisogni che questi nuovi strumenti di comunicazione e socializzazione vanno a soddisfare: da una parte bisogni funzionali, quali la comunicazione con persone lontane, interazione, informazione, socializzazione; dall'altra bisogni aggreganti, quali la competizione, curiosità, appartenenza, narcisismo, visibilità e autorevolezza.

Visti i numeri così elevati di utenti e viste le caratteristiche dei bisogni che la presenza online mira a soddisfare, è necessario cercare di comprendere anche i rischi che potrebbero derivare dall'uso improprio di questi strumenti.

Come spiegato dall'avvocato Potenza, un uso scorretto dei social network può avere delle ripercussioni, sia in ambito civile che penale. I diritti che sono garantiti in materia sono il diritto all'immagine e quello alla privacy. Legato a questi diritti è il tema del consenso alla diffusione dei propri dati personali a terzi, una delle questioni più spinose da affrontare nel campo dei social. Un consenso che non può essere implicito.

L'avvocato ha poi sottolineato che se si pubblicano alcune immagini si potrebbe provocare un danno, di natura penale o civile.

Sui social media, soprattutto in questi ultimi anni, è possibile fare numerose azioni. La cosa principale è la comunicazione, anche se in realtà ultimamente gli utenti non comunicano ma diffondono contenuti e informazioni. Nel fare questo, spesso si portano avanti e si diffondono notizie false, non verificate, determinando il rischio di incombere nel reato di diffamazione. È stato questo un altro dei punti affrontiati durante il seminario. La diffamazione è un reato penale, che si verifica quando si lede la reputazione delll'altro, anche attraverso la pubblicazione di foto non accompagnate da scritte diffamatorie.

Dopo aver spiegato gli strumenti e cosa si può fare con essi, un altro punto affrontato durante il dibattito ha riguardato proprio gli utenti e le persone che popolano i social network. “Oggi, gli aspetti legati all'uso psicopatologico dell'uso della rete sono stati uniti nella categoria dell'Internet addiction disorders, ossia gli aspetti legati all'utilizzo sbagliato della rete” ha affermato il dott. Pugliese. Gli psicologi hanno, ultimamente, rivolto il loro interesse e lavoro verso questi problemi, che possono riguardare la sfera relazionale e famigliare, lavorativa e scolastica, la salute e finanziario.

Sulla rete poi possono accadere anche situazioni pericolose, soprattutto per i più giovani che, senza un controllo da parte degli adulti, in alcuni casi arrivare a rischiare la loro vita. Si tratta di tutte quelle situazioni di cyberbullismo, sexiting e adescamento e pedofilia, di cui sempre più spesso si sente parlare con casi di suicidio/omicidi nella sfera più giovane della popolazione. La diffusione sempre maggiore di queste pratiche ha anche condotto la legge ha introdurre una nuova figura criminosa di colui che adesca minori di 16 anni in rete.

Dunque un incontro, quello organizzato da Citylab, molto interessante e attuale che ha permesso di fare il punto su un tema così delicato e complesso come la sicurezza e la correttezza nell'uso dei social network, al quale seguiranno altri seminari, su temi altrettanto importanti.

 

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