Il contrabbando di sigarette nel Fasanese raccontato da “Le Iene”

di Redazione Go Fasano mercoledì, 21 dicembre 2016 ore 07:03
Nella puntata andata in onda ieri sera, 20 dicembre. LE FOTO.
 
TORRE CANNE – Il contrabbando non è finito ma continua. Lo dimostrano gli inseguimenti in mare, i sequestri di tabacchi lavorati esteri e gli arresti. Sono le conclusioni cui giunge un servizio sul contrabbando di sigarette andato in onda ieri sera su Italia 1 nel noto programma “Le Iene”, realizzato da Francesca Di Stefano e Giulio Golia.
 
Proprio la “iena” Giulio Golia è stato a giugno scorso nel Fasanese dove ha realizzato il servizio nel quale racconta il contrabbando degli anni ’90 in Puglia ed in particolare a Savelletri e Torre Canne.
 
Il servizio si apre con alcune immagini della Guardia di Finanza di sequestri di tabacchi lavorati esteri lungo le strade italiane, celate in intercapedini di mezzi, che arrivano dall’altra sponda dell’Adriatico. 
 
Un giro d’affari che nel 2014 ha fruttato 4 miliardi e mezzo di euro con un miliardo di euro di tasse in meno versate allo Stato.
 
Un fenomeno che in Puglia oggi è pari al 3% ma che in passato registrava percentuali molto ma molto più alte. La Puglia nel servizio viene, infatti, definita “il cuore pulsante del contrabbando”.
 
Nel servizio Golia prima si reca a Savelletri definita “un tempo il cuore del sistema (del contrabbando – ndr), oggi invece rinomata località turistica” dove incontra uno dei rappresentanti di una delle famiglie definite un tempo le “più potenti” del contrabbando, il quale smentisce che in passato a Savelletri ci sia stato il contrabbando.
 
La “iena” poi ha incontrato l’ex vicecomandante dei vigili urbani di Fasano che ha ricordato quello che avveniva in quegli anni, l’impotenza delle forze dell’ordine dinanzi al fenomeno, la difficoltà degli stessi vigili urbani ad eseguire semplici controlli a carico di ragazzi coinvolti nel contrabbando che “con i soldi in tasca diventavano i padroni e comandavano loro”.
 
A seguire Giulio Golia si è spostato a Torre Canne, nel giorno della festa patronale della frazione balneare fasanese, dove ha incontrato un ex contrabbandiere, uno dei “più famosi” della zona, ritenuto uno degli scafisti più veloci della zona (“beccato” dalla Guardia di Finanza solo “per motivi di avaria” degli scafi), che è stato in carcere e ai domiciliari per 13 anni, che è stato latitante per 3 anni in Grecia e che si è visto confiscare dallo Stato anche numerosi beni.
 
Questo ex contrabbandiere ha raccontato gli anni del contrabbando, come avvenivano le traversate in mare, gli sbarchi e tutto quello che il contrabbando produceva in termini di economia garantendo guadagni a 130 persone in media a sbarco (tra scafisti, autisti, pali) e facendo “girare i soldi” e l’economia locale.
 
“Con la fine del contrabbando si è vista la fame”, ha evidenziato nella sua intervista l’ex contrabbandiere di Torre Canne, che ha confessato di aver fatto il contrabbandiere per 30 anni ed aver iniziato ad 8-9 anni, e che oggi fa il pescatore. Non a caso nel servizio esce in mare per una battuta di pesca con la “iena” dove racconta storie di inseguimenti in mare con le motovedette delle Fiamme Gialle, ma anche storie di soccorsi in mare da parte dei contrabbandieri ai mezzi della Guardia di Finanza a fuoco, e confessa che lo rifarebbe ricordando, con non poca emozione, i suoi amici morti in mare.
 
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