Squalifica Schiavone: lettera del calciatore dell’Asd Savelletri

di Redazione Go Fasano sabato, 10 febbraio 2018 ore 06:33

Su quanto accaduto domenica scorsa durante l’incontro con il Manduria

FASANO – Riceviamo  e di seguito pubblichiamo una lettera di Marco Schiavone, calciatore dell’Asd Savelletri, squalificato sino all'8 febbraio 2023 a seguito di quanto accaduto domenica scorsa durante l’incontro di calcio tra Savelletri-Manduria disputato sul campo sportivo di Montalbano. A pochi minuti  dalla fine quando il Manduria vinceva 3 a 0 sul Savelletri vi è la doppia ammonizione e la conseguente espulsione di Schiavone, il quale si dirige verso il direttore di gara contro il quale si avventa.
 
Dopo giorni di silenzio dovuti ad una profonda riflessione su quanto accaduto la scorsa domenica durante la partita di calcio Savelletri -Manduria che mi ha visto protagonista di uno spiacevole episodio, è giunto
il momento di rendere chiaro quanto accaduto. Quello che la maggior parte delle testate giornalistiche hanno riportato in merito ai fatti avvenuti allo stadio di Montalbano, seppur in parte vero, per altri versi invece si dissocia completamente dalla realtà. E questo perché in questo paese si ha spesso la cattiva abitudine di non interrogare mai la controparte.
 
La prima cosa che ci tengo a fare è scusarmi pubblicamente dell'unico gesto di cui sono realmente responsabile, ovvero l'essermi avventato contro l'arbitro a seguito di un ingiustificato - a mio avviso - cartellino rosso.
Gioco a calcio dall'età di dieci anni, è sempre stata la mia più grande passione coltivata tra le strade e la piazza del mio paese, Savelletri, e so quanto importante sia il valore di questo sport e quanto sbagliati siano messaggi del genere, come quello di cui mi sono reso protagonista. Di questo me ne scuso, seppur consapevole che poter perdere la lucidità è un qualcosa che può accadere a chiunque.
 
Ma la cosa più importante, dopo aver riconosciuto il mio errore, è smentire totalmente il gesto che mi è stato attribuito dal direttore di gara, dai giornali e dal giudice che mi ha punito con la squalifica di cinque anni.
Non ho mai, e sottolineo mai, dato una testata all'arbitro così come riportato dai giornali. Mi sono avventato contro il direttore di gara portando le mie mani ad altezza del suo collo, ma essendomi reso conto di quello che stavo facendo, ho avuto la prontezza di fermarmi, invitato a farlo anche dai miei compagni di squadra.
 
Sarebbe bello poter pagare per quello che ho fatto, e non per le mistificazioni degli eventi accaduti, perché così come riconosco il mio errore, al tempo stesso riconosco quello che mi ha sempre contraddistinto.
Un carattere buono, conciliante e sempre pronto all'ascolto. E questo, e ne sono convinto, potrebbe testimoniarlo chiunque ha avuto la fortuna di conoscermi e giocare con me.
 
Cinque anni di squalifica mi sembrano non solo un'esagerazione ma un accanimento che nulla ha a che fare né con il senso di giustizia, né tantomeno con i valori che questo sport da sempre ci insegna. Tipo quello
della lealtà e dell'onestà, soprattutto intellettuale.
 
Marco Schiavone
 

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