La scuola media “Bianco-Pascoli” ad Auschwitz

di Redazione Go Fasano sabato, 25 febbraio 2017 ore 08:44

Gli alunni delle terze classi hanno visitato il campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau in Polonia. LE FOTO.

FASANO- A conclusione del progetto “Un volo tra memoria e futuro” inserito all’interno dell’offerta formativa della Scuola Secondaria di primo grado “Bianco–Pascoli”, trenta alunni guidati dai docenti Lucrezia Latorre, Maria Convertino e Lino Alberto Soleti e dal Dirigente Scolastico Gaetano Di Gennaro, hanno partecipato al viaggio di istruzione che ha avuto come meta il campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau in Polonia.

Da quando con la Legge 211 del 20 luglio 2001 l’Italia (prima paese membro dell’ONU a farlo) ha legiferato il 27 gennaio come “Giorno della Memoria”, il nostro Istituto da anni organizza attività di informazione e sensibilizzazione quali: mostre, incontri con i sopravvissuti, incontri con autori e approfondimenti con gli studenti delle terze classi sulla grande questione della Shoah.

Nel corso di questo anno scolastico, gli alunni frequentanti le terze classi sono stati preparati dalle loro insegnanti e hanno avuto modo di approfondire la storia ebraica e la Shoah visionando una presentazione interattiva sull’argomento presentata, come ogni anno, da Lino Alberto Soleti, referente del progetto.

Quest’anno si è poi organizzata la visita al tristemente famoso campo di sterminio di Auschwitz - Birkenau in Polonia. Il viaggio (che si è svolto dal 18 al 21 febbraio) ha previsto tre giornate nelle quali i ragazzi (appena tredicenni) hanno potuto visitare "i luoghi in cui la ferocia nazista ha toccato il suo apice".

Il primo giorno il gruppo, assistito da una guida in lingua italiana, ha visitato la città di Cracovia, capitale del “Governatorato Generale dei territori polacchi occupati” voluto da Hitler e guidato dal suo avvocato personale Hans Michael Frank, condannato a morte nel processo ai criminali nazisti di Norimberga.

Prima tappa la Cattedrale di Cracovia, già sede vescovile di Papa Giovanni Paolo II, per proseguire subito dopo con la visita di due sinagoghe della città, il cimitero ebraico e il quartiere ebraico dove è stato girato il famoso film “Schindler List”.

Cracovia contava prima della seconda guerra mondiale 70.000 ebrei; ne sopravvissero 2000 (dei quali 1100 salvati da Schindler con la famosa “lista”) e gli altri 900 soprattutto bambini nascosti dai genitori per salvarsi e poi adottati dalle famiglie polacche e ai quali la verità non fu quasi mai raccontata.

Il secondo giorno è iniziato con la visita al Ghetto Ebraico (Cracovia fu una delle poche città in cui il ghetto fu costruito altrove dai nazisti e non nel quartiere ebraico; venne assegnata una abitazione ogni quattro famiglie, con molti disgraziati costretti a vivere per strada); del Ghetto purtroppo rimane ben poco a causa della giustificabile voglia da parte degli ebrei polacchi di dimenticare, la qual cosa portò alla fine della guerra a distruggere tutto ciò che potesse ricordare la Shoah.

Molto significativa la visita alla piazza “Eroi del ghetto” nella quale vecchie sedie sparse lungo tutta l’area simboleggiano le stesse sedie che i bambini del quartiere ebraico trascinarono fino al ghetto solo e soltanto per “studiare”. Nei dintorni della piazza è ancora visibile una piccola parte del muro che circondava il ghetto, che i nazisti, in ulteriore sfregio alla popolazione ebraica, costruirono in parte con le lapidi sottratte al vecchio cimitero ebraico.

Tappa successiva “La fabbrica di Schindler”, il luogo in cui l’industriale tedesco Oskar Schindler riuscì a salvare da morte certa 1100 ebrei di Cracovia facendoli lavorare nella sua fabbrica di pentole; in Via Lipowa 4 sorge il vecchio complesso industriale, trasformato oggi in museo, nel quale gli alunni hanno potuto prendere visione non solo dell’azione di salvataggio del “Giusto tra le nazioni” Schindler, ma anche della storia dei cinque anni di occupazione nazista di Cracovia.

Per concludere la terza giornata è stata interamente dedicata alla visita del Campo di Sterminio di Auschwitz – Birkenau. La guida italiana ha subito informato i ragazzi che si trovavano in un “cimitero senza cadaveri”. La “residenza della morte”, come fu chiamata Auschwitz, è la maggiore testimonianza di ciò che mente dell’uomo ha potuto pensare contro altri uomini.

I diversi “blocchi” visitati e trasformati in museo hanno catturato l’attenzione degli alunni che hanno seguito con la massima attenzione le spiegazioni della guida e risposto alle sue domande. Significative e commoventi soprattutto la visione del “muro delle esecuzioni” del “carcere del campo” e della camera a gas con forno crematorio (unica rimasta intatta).

Per concludere Birkenau. 1.100.000 morti, il vero campo di sterminio: quattro camere a gas con forni crematori, fatte saltare dai nazisti all’arrivo dei russi perché “nessuno doveva sapere”. Il fango, il freddo, la desolazione, queste tre cose hanno colpito maggiormente gli alunni in visita.

“Ricordatevi tutto questo in modo che non avvenga mai più. Pregate per la pace” con queste parole la guida ha voluto concludere la visita del campo di sterminio.

Ad avviso del preside Di Gennaro, sicuramente i 30 alunni ricorderanno ciò che hanno visto e visitato; la Scuola Media “Bianco-Pascoli” è stata una delle pochissime scuole medie italiane che ha visitato Auschwitz, e per questa ragione si candiderà ad essere scuola che annualmente testimonierà il ricordo di quello che è stato riproponendo questa eccezionale e straordinaria esperienza formativa.

 

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