Ci ha lasciati Antonio Napoletano, storico segretario dell'Us Fasano

di Tommaso Vetrugno venerdì, 30 marzo 2018 ore 06:10

Aveva i colori bianco e azzurro della squadra della sua città cuciti addosso come se fosse una seconda pelle

FASANO – Se ne è andato in punta di piedi, lasciando un vuoto incolmabile. Antonio Napoletano ha terminato ieri il suo percorso terreno, ma siamo certi che resterà una pietra miliare nella storia del calcio cittadino. Un cippo per indicare alle nuove generazioni quanto si è fatto nel passato, ma allo stesso tempo per prendere spunto nella quotidiana lotta per ritornare ai fasti gloriosi del calcio che conta.

Nella giornata di oggi arriverà l’ultimo saluto terreno per un’istituzione del calcio locale, un pezzo di storia che porta con se capitoli e capitoli di un calcio che nella città della Selva ha conosciuto la serie professionistica in tempi remoti, grazie anche all’operato di Antonio.

Un grande servitore del calcio fasanese: un uomo schivo, discreto e silenzioso. La sua è stata una vita vissuta all’ombra dei colori bianco e azzurro, quelli della squadra della sua città, quelli dell’Us Fasano. Antonio era il segretario di quel sodalizio calcistico che ha regalato pagine storiche alla città, traguardi che continuano a far brillare gli occhi dei tifosi in erba, ma allo stesso tempo sono motivo d’orgoglio per coloro che hanno già i capelli bianchi.

Antonio il segretario del Us Fasano, così era additato dagli amanti del calcio, perché lui quel titolo l’aveva cucito addosso, come se fosse una seconda pelle. Di questo se ne è accorta la stessa Figc che nel marzo 1998 volle premiarlo per meriti sportivi, riconoscendo in lui una fedeltà incondizionata ad una sola squadra: il Fasano. Un esempio che fa a pugni con le logiche del calcio moderno, ma per lui esisteva solo la squadra della sua città, tutto il resto non contava nulla.

Per oltre tre decenni si è consumato tra le scartoffie di una segreteria calcistica, quando i computer erano solo a beneficio dei grossi club di prima serie, registrando la presenza dell’Us Fasano nelle categorie interregionali e professionistiche. Odiava le luci della ribalta, adottando un classico dribbling calcistico per schivare le immancabili foto ricordo delle stagioni agonistiche. Il suo posto era sempre dietro la macchina fotografica, mentre in segreteria non conosceva limiti di tempo perché tutto si doveva fare per bene nel segno dei colori del cuore.

Ci mancherà la tua galanteria calcistica. Ci mancherà la tua presenza istituzionale di un calcio di altri tempi. Ci mancherà il tuo modo di vestire, quel lungo cappotto scuro con tanto di borsa a tracollo e l’immancabile sigaretta tra le dita.

Addio Antonio, segretario dell’Us Fasano, custode di segreti calcistici fasanesi che d’ora in avanti viaggeranno sulle gambe di chi ti ha conosciuto e stimato.

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