Serie A1, La Junior Fasano crolla sul finale di gara uno ed ora deve inseguire nel ritorno

di Tommaso Vetrugno sabato, 12 maggio 2018 ore 22:30

I  biancazzurri mostrano un'avvio di partita travolgente, ma sul finire pagano dazio sul piano fisico e mentale - FOTOCRONACA

Conversano-Junior Fasano: 29-26 (10-13)
Conversano: Iballi (4), Giannoccaro (1), Lupo J. (6), Lupo M., Sperti (7), Pivetta (2), Monciardini, Pignatelli, Carso, Stabellini (4), Sciorsci, Vicenti, Dedovic (4), Beharevic (1), Roscino. All. Tarafino.
Junior Fasano: Fovio, Cedro, Messina (1), De Santis L. (2), Rubino, Maione (3), Radovcic (4), Costanzo, Venturi (4), Riccobelli (7), Angiolini (3), D’Antino (2), Pugliese, Gallo. All. Ancona.
Arbitri: Alperan e Scevola.

CONVERSANO – Non basta un'avvio di gara travolgente per avere ragione di un Conversano che è sembrato da subito alle corde, ma pur barcollando non è mai andato al tappeto. Il + 4 con zero reti all'attivo faceva presagire una gara diversa, ma i biancazzurri hanno avuto l'unico demerito di non saper chiudere l'incontro nel primo tempo, dove potevano andare al riposo con un distacco maggiore, poi nella ripresa il ritorno dei padroni di casa. Il sorpasso definitivo è stato collezionato al 20’, quando i fasanesi hanno pagato dazio sul piano fisico e mentale, concedendo spazi in difesa che nel primo tempo erano una vera e propria utopia.

La Junior Fasano è sembrata avere una marcia, ma è mancata sulla distanza. Coach Francesco Ancona deve ripartire proprio di qui per costruire la rivincita, tra sette giorni, sul neutro del Pala Wojtyla di Martina Franca che diventerà il campo di gara dei biancazzurri per questa finale scudetto, dato che il Palazizzi non è omologato per gli eventi di questa portata. Non vale la differenza reti, ma occorre solo vincere per approdare alla gara bella, sempre con il favore campo dalla propria parte, sapendo che il calore dei tifosi si farà sentire, ancor più di quanto accaduto al Palasangiacomo di Converano, dove erano numerosi i sostenitori biancazzurri.

Il tecnico biancazzurro deve fare a meno dei terzini Andrè Alves Leal e Paolo De Santis, entrambi infortunati, mentre ritrova l’altro terzino Guido Riccobelli, per un utilizzo a sprazzi. Al pronti via il coach Ancona si affida al roster composto da Nicolò D’Antino e Leo De Santis, sugli esterni, Giulio Venturi, Filippo Angiolini e Demis Radovcic, sulla linea dei terzini, Pasquale Maione, a pivot, e Vito Fovio, in porta. Confermata la soluzione tattica che porta alla sostituzione volante, tra attacco e difesa, con Francesco Rubino e Flavio Messina che prendono il posto di Angiolini e De Santis.

In gara arriva subito un pesante break di 4-0 che segna il solco dagli avversari. Radovcic in cabina di regista si dimostra un ottimo fantasista ed illumina le azioni d’attacco, anche se si sente la sua assenza da posizione d'ala. In difesa ci pensa Fovio a mettere giù la saracinesca della propria porta permettendo di arrivare al 9’ senza prendere reti. Sul +4 (0-4) reagiscono i padroni di casa che provano a rimanere attaccati al risultato arrivando fino al -3 (10-13) proprio sullo scadere, ma nel mezzo gli ospiti riescono a collezionare anche un +6 (4-10) al 17’. Con tre reti di distacco si va negli spogliatori.

Nella ripresa la Junior Fasano accusa subito, oltre misura, il ritorno veemente dei padroni di casa che già in avvio, al 1’, si portano sul -2 (11-13). Un esiguo distacco che galvanizza i locali che al 10’ riescono ad accorciare ancora sul -1 (16-17), il preambolo di quello che succederà di lì a poco. Al 12’ arriva il pari (17-17) che infiamma il pubblico di casa e regala adrenalina allo stato puro ai biancoverdi. Inizia il punto a punto estenuante fino al 20’ (23-22) quando si registra il primo sorpasso, ci prova Riccobelli dai tiri di rigore a tenere in vita la sua squadra, ma la verve d’inizio gara è svanita ed ecco che il sorpasso definitivo si concretizza con un break dei padroni di casa che consegna la vittoria nel primo round della finale.

Sabato deve essere tutt'altra musica nel finale se si vuole continuare a credere nel sogno del terzo scudetto. Le pontezialità ci sono tutte, ma a questa squadra occorrono tutti gli atleti all'attivo, chiaro il riferimento a Leal, un'assenza che si è fatta sentire dalla linea continua, con le poche palle giocabili per Maione.

(Fotoservizio Mario Rosato)

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Attribuzione - Non commerciale

   

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