Fasano citta': centro storico, monumenti, chiese

di Giovanni Petruzzi domenica, 26 aprile 2009 ore 12:01
Dal dedalo di stradine della citta' vecchia, ai monumenti che hanno fatto la storia della città, a Piazza Ciaia.

Il centro storico di Fasano era anticamente circondato da alte mura e quattro torrioni, che descrivevano un quadrilatero, con strette viuzze e case addossate le une alle altre. Se queste si sono ben conservato, non è accaduto lo stesso con i torrioni e per le mura. È rimasto solo il Torrione di via S. Francesco (sec. XV).
Dal verde del Parco della Rimembranza, dove sorge il Monumento ai Caduti in guerra, e ove anticamente erano le cosiddette “Fogge” (pozzi di acqua piovana usati come riserva idrica), si giunge in Piazza Ignazio Ciaia, intitolata al patriota fasanese, presidente e martire della Repubblica Napoletana nel 1799.
In essa si affacciano parecchi palazzi signorili e il Palazzo Municipale, costruito a partire dal vecchio castello baliale, la cui loggia balaustrata a 18 archi fu distrutta agli inizi del ‘900 per realizzare l’attuale facciata neoclassica.
La chiesa di San Nicola sorge fuori la cinta muraria della città e si affaccia su piazza Ciaia, per volontà del nobile Donato Antonio Paternò nel 1596. Il committente lasciò inoltre espresso sul suo testamento la volontà di dedicare la chiesa al santo di Myra.  Nel 1887 la chiesa diventò di proprietà del principe Vincenzo Telesio, che la restaurò dedicandola alla Vergine del Rosario come voto di ringraziamento per la guarigione della moglie. Successivamente la chiesa passò in cura alla confraternita di Maria santissima del Rosario, che la custodisce ancora oggi assieme all'omonima chiesa. Tra le opere presenti vi sono un altorilievo in pietra rappresentante San Nicola, un organo ottocentesco e statue in cartapesta di produzione leccese (San Domenico, Cristo Risorto, Santa Caterina e i Santi Medici Cosma e Damiano).


Di fronte all’entrata del municipio sorge la Torre dell’Orologio, con il suo bel loggiato, e nel lato adiacente si può ammirare in una nicchia ricavata nella parete del Palazzo Gaito, la statua della Madonna del Pozzo, patrona della città.
Dalla piazza centrale si diramano i due corsi, corso Garibaldi e corso Vittorio Emanuele II. Corso Garibaldi è delimitato da una serie di palazzi in stile neoclassico,  come il Palazzo Colucci, appartenente alla famiglia Colucci dal XIII secolo e caratteristico per la sua facciata in rosso pompeiano, il giardino interno, i saloni affrescati e i fregi che adornano porte, balconi e finestre. Altro palazzo di rilievo in questo corso è il Palazzo Albano, costruito dal capitano Mogavèro nel 1693. Esempio di architettura barocca-rococò coi suoi tipici vezzi tardo-settecenteschi.
Nel corso Vittorio Emanuele II, ritroviamo immediatamente sulla sinistra la facciata tardo-barocca della Chiesa delle Anime del Purgatorio eretta nel 1696, così come è dimostrato dal cartiglio presente sull’architrave del portone principale, su commissione della confraternita del "Pio Monte del Purgatorio". La chiesa presenta numerose decorazioni barocche, un'unica navata, un altare maggiore in marmo polìcromo di scuola napoletana, dipinti su tela e affreschi, un coro ligneo e un organo posto su una balconata lignea, tutti del XVIII secolo.


Proseguendo in corso Vittorio Emanuele incontriamo sulla sinistra un altro palazzo settecentesco, Palazzo Ciaia, appartenuto all’omonima famiglia, centro dei tumulti scoppiati nel 1799 quando i legittimisti cercarono di incendiarlo in odio alla fazione repubblicana.
Poco più avanti ritroviamo la Chiesa S. Antonio Abate, le cui origini risalgono al ‘600 quando i Frati Minori Osservanti ebbero in dono l’area, dove fu eretto un convento previa autorizzazione di Papa Clemente VII e grazie alle donazioni dei cittadini fasanesi. Assieme ad esso fu eretta un cappella dedicata alla santa Vergine Immacolata. Nel 1924 divenne chiesa parrocchiale e  negli anni successivi la chiesa fu ancora interessata da lavori di ampliamento, modifiche e restauri. Il parroci Sante Perna e Nicola Carbonara sono ricordati per la creazione rispettivamente dell’Istituto Sacro Cuore e dell’oratorio Villaggio del Fanciullo. Di notevole interesse è il Chiostro dei Minori Osservanti, facente parte del nucleo di S. Antonio e costituito da un quadrilatero con portico voltato a stella, nelle cui lunette è descritta la vita del Poverello di Assisi. Proseguendo per il corso non ci si può non soffermare sulla splendida facciata del  settecentesco Palazzo Mancini-Merelaco e in particolare il bellissimo balcone centrale.


Da Piazza Ciaia si diparte la via del Balì, che si addentra nel nucleo più antico del centro abitato, costituito da un labirinto di viuzze e candide case, dette “alla fasanese”. Appena imboccata la via, sul lato destro si osserva l’Arco del Balì, un portale a cui si accede al cortile del vecchio castello sede del Balì dei Cavalieri di Malta. Il castello era già esistente nel 1589, quando il Balì Avogadro, risulta che lo fece restaurare. Oggi come già detto al posto del castello sorge il municipio. Questa via sbuca in largo Seggio dove si affacciano gli archi, ora tompagnati, del Palazzo dell’Università e la sede della Biblioteca Comunale “Ignazio Ciaia”. Da qui ci si immette direttamente in largo S. Giovanni Battista, dominato dalla facciata della Chiesa Matrice. La chiesa sorge sopra un “antico tempietto”, demolito intorno al 1330 per dar spazio ad una struttura sacra più grande e degna della città e venne dedicata a san Giovanni Battista, santo patrono della città. Venne aperta al culto nel settecento, ma decorazioni e rifacimenti furono anche di epoche successive. Il campanile a base quadrata venne edificato in stile barocco ed era stato ultimato nel 1763 con un coronamento "a cipolla". Il coronamento venne distrutto da un fulmine nel 1897 e furono iniziati dei lavori per una ricostruzione, che prevedevano una struttura più alta e più massiccia, mai completata. La facciata esterna è in tufo locale e di stile tardo rinascimentale, scompartita in tre sezioni da due ordini di semicolonne, e arricchita da nicchie e da un rosone. Il timpano è sormontato da una statua in pietra di San Giovanni Battista, patrono di Fasano. L'interno è a tre navate. Si conservano affreschi sulla volta della navata centrale e tele ottocentesche di artisti locali. Al di sopra del presbiterio si trova il cosiddetto "Cappellone", che ospita le canne dell'organo e al centro la statua della Madonna del Pozzo. Nelle decorazioni sono presenti lo stemma cittadino con la croce di Malta e raffigurazioni dell'Agnello, simbolo di san Giovanni Battista. Il pavimento in marmo copre i resti dell’antico cimitero. Al posto delle navate laterali, in origine si trovavano delle cappelle, affidate a famiglie nobili o a confraternite, delle quali si conservano solo le tele e un grande altare ligneo, dove, si racconta, i fasanesi si recarono a pregare la Vergine durante le invasioni turche.


A destra della chiesa madre si erge la piccola Chiesa dell’Assunta in Cielo, in stile barocco, con timpano a cuspide. Fu costruita nel 1727 con pubblica sottoscrizione e una donazione del re Ferdinando IV di Borbone. Mentre sul fianco sinistro sorge la Chiesa di S. Giuseppe, costruita agli inizi del ‘900 e ora utilizzata per incontri culturali. Percorrendo da largo Seggio, via S. Teresa, in fonda a questa via si vede la facciata della Chiesa Maria SS. del Rosario, che faceva parte del convento di S. Teresa. Nel 1919 il chiostro del convento subì sostanziali modifiche che lo fecero diventare sede del mercato ortofrutticolo, e venne eretta la fontana marmorea in stile littorio. Oggi è un centro commerciale noto come “Portici delle Teresiane”. L'altare principale è dedicato alla Madonna del Rosario, situata in una nicchia in vista, e realizzata nel 1656 dalla popolazione per voto in seguito al salvataggio da una pestilenza. La chiesa ospita numerosi dipinti della scuola napoletana. Nella piazzetta antistante la Chiesa del Rosario, sorge la piccola chiesetta della Madonna dell’Arco, ora Madonna della Grazia, al cui interno era collocato un dipinto raffigurante l’invasione dei turchi a Fasano.


Altre due chiese sono fuori dal centro storico. La Chiesa S. Francesco d’Assisi eretta nel 1885 in via Gaito, è semplicissima nella sua struttura con un'unica navata e un timpano pronunciato. Imboccando da Piazza Ciaia, via Carlo Alberto e proseguendo per via S. Francesco si arriva alla Chiesa S. Francesco da Paola. La chiesa sorse nel XVII secolo, all'esterno delle mura cittadine, insieme all’"Ospizio dei Minimi": questo era un monastero nel 1716, soppresso nel 1806, e adibito a ospedale nel 1813. Oggi tutto il complesso conventuale fa parte dell’ospedale civile “Umberto I”. La facciata anteriore presenta sulla cima una statua in pietra di San Francesco da Paola. L’interno della chiesa è formato da un'unica navata con transetto e cappelle laterali. L’altar maggiore in fondo alla chiesa, è dedicato alla Vergine de La Salette è opera di un artigiano locale del 1882. L'ingresso è sovrastato da un baldacchino in legno e un organo a canne del 1876. Al centro della chiesa domina il pulpito in legno settecentesco. I dipinti presenti sulla cupola sono del 1928 caratterizzati da otto spicchi raffiguranti le Beatitudini e quattro pennacchi con le immagini degli Evangelisti.Gli altari in pietra e stucco delle cappelle laterali sono di scuola napoletana o pugliese (del XVII secolo). L'ex-convento paolotto, attuale sede dell'ospedale civile fasanese, comprendeva un chiostro di cui si conserva la vera marmorea del pozzo centrale, di epoca barocca, decorata con volute floreali e mascheroni. Il pozzo era sormontato da una croce in pietra gentile. Si presume sia opera dell'artista calabrese Vanvitelli.



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Commenti recenti

  • pastore giovanni

    Non entro nel merito delle opinioni politiche della maggioranza e della opposizione.Ma ,se č vero,che c'erano CONSIGLIERI COMUNALI CHE USCIVANO...

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