Nuovi focolai di Xylella: la Cia chiede tutela per la Piana degli Ulivi monumentali

di Redazione Go Fasano domenica, 9 dicembre 2018 ore 05:38

Ritrovato un albero infetto a Torre Canne ed uno a ridosso di Montalbano

FASANO – Fermare l’avanzata del batterio, tutelare gli ulivi monumentali e ridisegnare un  nuovo modello di sviluppo del territorio. È quanto ribadisce ancora una volta la Cia – Agricoltori Italiani di Puglia, a poche ore dal ritrovamento di un albero infetto di Xylella fastidiosa nel Fasanese, a sud di Torre Canne, e di un altro a ridosso del centro abitato di Montalbano, come anticipato da Gofasano.it.
 
“L’esito del recente monitoraggio compiuto da Arif ha, purtroppo, dato il risultato che tutti quanti non ci auguravamo di avere – commenta il vicepresidente regionale della Cia Giannicola D’Amico -. Il ritrovamento di ulteriori 75 focolai in provincia Brindisi, ed in particolare nei comuni di  Fasano, Ostuni, Carovigno e Ceglie Messapica, conferma quello che noi andiamo dicendo da diversi anni, ovvero che la Xylella non avrebbe atteso i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia. Tempi in molti casi rallentati anche proprio da teorie fantascientifiche e senza alcun fondamento che non hanno fatto altro che creare disinformazione e confusione. Ribadiamo per l’ennesima volta che il nostro riferimento era ed è la scienza e non la fantascienza – prosegue D’Amico -.  Il ritrovamento, poi, di alcuni focolai nella Piana degli Ulivi secolari rende la situazione ancora più allarmante  Gli ulivi secolari e millenari di Puglia, infatti, anche per la loro monumentalità  (tutelata dalla Legge regionale 4 giugno 2007, n.14), rappresentando una componente essenziale del paesaggio, vanno altresì salvaguardati perché svolgono un’importante attrattiva turistica.  La  Piana degli Ulivi Millenari di Puglia, inoltre,  recentemente è stata iscritta nel registro dei Paesaggi rurali storici del Ministero delle Politiche Agricole come “Paesaggio Agrario della Piana degli Oliveti Monumentali di Puglia”. Per gli ulivi secolari e a carattere storico e monumentale  - sia censiti dalla Regione che non - rientranti nella zona  infetta e nella zona di contenimento – anche fuori dalla Piana - è opportuno prevedere delle deroghe rispetto alle norme e alle procedure previste per tali aree, per una maggiore salvaguardia,  e  prevedendo specifiche analisi (da ripetersi periodicamente e comunque a cadenza non superiore ad un anno). Tutto ciò lo abbiamo ribadito con forza sia alla Regione Puglia, che recentemente ha recepito le nostre sollecitazioni, che al Ministero della Politiche Agricole e alla Unione Europea, oltre che recentemente anche alla Commissione Agricoltura in visita a Brindisi e Lecce lo scorso 3 dicembre.  La Xylella fastidiosa – sottolinea ancora il vicepresidente regionale della Cia - va trattata come una vera e propria emergenza straordinaria! Servono poteri straordinari e fondi straordinari. In tal senso risulta importante lo stanziamento di fondi nazionali, annunciato nei giorni scorsi dal Ministro Centinaio, che vengano però destinati agli agricoltori, a risarcire chi negli anni ha perso il proprio lavoro e la propria fonte di reddito, ma anche per progetti sperimentali. L’obiettivo principale di tutti gli enti, le istituzioni e gli attori pubblici e privati interessati dalla  problematica Xylella fastidiosa deve essere quello di fermare l’avanzata del batterio verso il nord della Puglia e verso le altre regioni italiane, e nel contempo di preservare la Piana degli Ulivi  millenari, oltre che gli ulivi avanti carattere di monumentalità ricadenti anche fuori la Piana, oltre che di riconoscere agli agricoltori danneggiati il giusto e rapido ristoro e a quelli (tantissimi) che rispettano le norme eseguendo le buone pratiche agricole, che tante spese hanno dovuto sopportare negli anni scorsi e ne dovranno sopportare nei prossimi mesi. Diviene fondamentale, poi – conclude D’Amico -, immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio che tenga conto della presenza ormai endemica del batterio Xylella fastidiosa, con il quale dobbiamo convivere nella speranza di contenerlo”.
 
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